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	<title>Gabbia Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Apoteosi di un allucinato. Vetrugno e le rivelazioni di un irregolare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Dec 2024 23:10:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Apoteosi di un allucinato&#8221; di Marco Vetrugno, Qed Edizioni, 2024 È una scrittura sospinta dall&#8217;esperienza e dalla rielaborazione del proprio sentire; è la voce della solitudine che sgorga da chi vive ai margini, anche volutamente, non per spirito di contraddizione o per affiliarsi a un blando elitarismo, ma per [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Apoteosi di un allucinato&#8221; di Marco Vetrugno, Qed Edizioni, 2024</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È una scrittura sospinta dall&#8217;esperienza e dalla rielaborazione del proprio sentire; è la voce della solitudine che sgorga da chi vive ai margini, anche volutamente, non per spirito di contraddizione o per affiliarsi a un blando elitarismo, ma per assaporare senza alcun filtro la condizione umana.</p>
<p><strong>Marco Vetrugno</strong> ci mostra un personaggio che incarna i panni dell&#8217;aspirante scrittore, che percorre la dura strada della depressione e della dipendenza dalle droghe, che ama e crede nell&#8217;arte, che non riesce a fare a meno delle tentazioni e delle cattive compagnie.</p>
<p>Ecco <strong>Boris</strong>, ossia un uomo &#8220;vero&#8221; perché è la somma delle sue contraddizioni. Sa bene che il suo problema è intimo, nel suo <strong>Panopticon</strong>, in quella prigione circolare in cui tutti sono vittime e carnefici, sorveglianti e detenuti. Nel mezzo di questa ambivalenza, il terzo incomodo è <strong>l&#8217;impossibilità di risolvere il conflitto</strong>. Ma cosa crea tutto ciò: <strong>l&#8217;arte</strong>, linguaggio universale a cui il protagonista si aggrappa.</p>
<p>È una scrittura che né si accusa né si assolve: <strong>le vittime e gli aguzzini restano tali</strong>; tutti conoscono bene la loro natura e da essa traggono piacere e dolore. <strong>Autolesionismo?</strong> No, semplicemente ciò che l&#8217;uomo è.</p>
<p><strong>Vetrugno</strong> non si censura, mostra i suoi personaggi &#8220;con e senza maschere&#8221;. In una <strong>Lecce</strong> nella quale la malavita detta legge, in cui la droga scorre a fiumi, in cui ognuno cerca una via di salvezza, Boris è un <strong>&#8220;uomo che conosce la morte&#8221;</strong>, ma anche un essere pieno di <strong>&#8220;speranza&#8221;</strong>. Lo studio e la scrittura, l&#8217;arte in ogni sua forma, sono i luoghi in cui <strong>&#8220;il suo cuore riposa&#8221;.</strong></p>
<p>La sua <strong>apoteosi</strong> non è solo il compimento di un&#8217;assunzione in carne e ossa nel <strong>cielo della letteratura e della poesia</strong>, ma anche un&#8217;epifania degli inferi mondani e personali originata dal suo <strong>&#8220;essere-di-carne&#8221;</strong>. Il linguaggio che scava e rivela, che stuzzica di continuo l&#8217;abisso e il perturbamento, è il punto di forza di questo romanzo.</p>
<p>Boris è un decadentista, perché vede negli artisti del passato i suoi amici; legge nelle loro opere messaggi eterni, sempre validi, che il tempo mai cancellerà. Ma è la consapevolezza di non <strong>&#8220;essere parte della sua epoca&#8221; </strong>ma di <strong>&#8220;essere solo un testimone delle macerie&#8221;</strong> che lo rende pure un romantico. Boris non può che soccombere abbandonandosi alle emozioni, anche perché, per lui, il naufragio è necessario.</p>
<p><strong>&#8220;Apoteosi di un allucinato&#8221;</strong> è un&#8217;opera schietta, consigliata a coloro che cercano la marginalità e una visione autentica, nonché la forza di una prosa che non può, per sua natura, elogiare un ottimismo e un vitalismo che sono frutti di un&#8217;umanità dedita alla truffa e che ama ingannarsi.</p>
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		<title>Sorvegliare e punire: Foucault e il suo Panopticon</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Oct 2017 05:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[autodeterminazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Umberto Eco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sorvegliare e punire: Foucault e il suo Panopticon&#8221; è un articolo di Martino Ciano  già pubblicato su Zona di Disagio.  Ha ispirato la letteratura. Ha cambiato il modo di intendere la sociologia. Ha parlato di follia, di sessualità e di controllo delle masse. In poche parole, è stato il profeta del XX secolo e nessuno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/panopticon-la-gabbia-di-michel-foucault/">Sorvegliare e punire: Foucault e il suo Panopticon</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Sorvegliare e punire: Foucault e il suo Panopticon&#8221; è un articolo di Martino Ciano  già pubblicato su <a href="https://zonadidisagio.wordpress.com/2015/10/19/panopticon-la-gabbia-di-foucault/">Zona di</a></strong><strong><a href="https://zonadidisagio.wordpress.com/2015/10/19/panopticon-la-gabbia-di-foucault/"> Disagio</a>. </strong></p>
<p>Ha ispirato la letteratura. Ha cambiato il modo di intendere la sociologia. Ha parlato di follia, di sessualità e di controllo delle masse. In poche parole, è stato il profeta del XX secolo e nessuno come lui è stato così bravo nello spiegare i meccanismi che stanno alla base società moderna.</p>
<p><strong>Michel Foucault non ha bisogno di presentazioni eppure oggi se ne parla poco. </strong>Sorvegliare e punire<strong> è uno dei suoi libri più interessanti e dovrebbe essere una lettura obbligatoria nelle scuole, ma questa è utopia.</strong></p>
<p>Cos’è il potere?<strong> Foucault si pone questa domanda e comprende che ormai non è più un qualcosa di visibile, ma di camuffato sotto principi liberticidi. Il diritto alla felicità, all’autodeterminazione, all’individualità paradossalmente sono i punti cardine di una nuova società che lascia tutti liberi, purché si accettino delle procedure di persuasione. Ma tale prassi non ha uno scopo educativo, bensì, di controllo. </strong>Ecco le società panottiche.</p>
<p>Il Panopticon è una prigione circolare teorizzata nel 1785 da Jeremy Bentham<strong>, esponente dell’illuminismo inglese. Al centro di questa circonferenza si erge una torre in cui si nasconde il sorvegliante, il cui occhio vigile controlla il carcerato. La torre è posta in controluce, il guardiano non può essere visto dai prigionieri e, soprattutto, chi è in gabbia non sa se il sorvegliante è davvero lì. Sa solo che non può sfuggirgli. Che ci sia o meno in quella torre, il prigioniero ha una sola possibilità:</strong> conformarsi alle regole e controllare i propri istinti.</p>
<p><strong>Altro aspetto importante, </strong>Bentham voleva una prigione democratica. P<strong>ertanto, tutti potevano accedere alla torre. Tutti avrebbero potuto far parte del sistema e testare la sua funzionalità. Per l’esponente inglese dell’illuminismo tale sistema avrebbe dovuto essere introdotto nelle fabbriche e in qualsiasi istituzione pubblica. In questo modo non solo ci sarebbero stati dei benefici educativi ma, soprattutto, produttivi.</strong></p>
<p><strong>Il Panopticon di cui parlò Foucault oggi è realtà. Ma c’è altro. Foucault scrive un altro illuminante saggio e lo divide in tre volumi:</strong> Storia della sessualità. Conia un nuovo termine: biopolitica. Il potere, dopo aver reso tutti liberi dalla paura del sovrano medievale, assoluto, forte del suo diritto di dispensare vita e morte sui suoi sudditi, si manifesta attraverso la difesa della vita e della sessualità, con il solo scopo di impossessarsi dei corpi.</p>
<p>Il controllo del corpo, insomma, è il controllo totale.</p>
<p><strong>Il controllo delle nascite, il diritto alla propria sessualità, il diritto alla vita passano per procedure specifiche. Legano il corpo a un controllo costante del potere che suddivide e sorveglia, rimanendo nascosto, sorridendo alle masse. La tesi di Foucault è geniale e oggi in pochi riuscirebbero a confutarla, anche perché tutto ciò che il filosofo francese ha teorizzato si è avverato.</strong></p>
<p><strong>Non era un conservatore, tanto meno un moralista. Muore nel 1984 a causa dell’Aids. Ha regalato pagine che vanno lette con cura, senza porle sull’altare delle facili estremizzazioni. </strong>Foucault invita alla meditazione.<strong> Ci mostra quel guardiano che ci segue con il suo occhio e che sta prendendo possesso dei nostri corpi. </strong></p>
<p>Del cervello… forse non ne ha bisogno. Usiamolo, quindi.</p>
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