<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Futurismo Archivi - BORDER LIBER</title>
	<atom:link href="https://www.borderliber.it/tag/futurismo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.borderliber.it/tag/futurismo/</link>
	<description>Sguardi al limite</description>
	<lastBuildDate>Thu, 06 Mar 2025 17:30:53 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">206201238</site>	<item>
		<title>Il crepuscolo dei filosofi: Papini e l&#8217;agire</title>
		<link>https://www.borderliber.it/licenzio-la-filosofia-giovanni-papini-e-lagire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Sep 2022 01:39:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[Futurismo]]></category>
		<category><![CDATA[Kant]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Nozionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Papini]]></category>
		<category><![CDATA[Polemista]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Spencer]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=5003</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il crepuscolo dei filosofi&#8221; di Giovanni Papini, edizione Vallecchi, 1976 Il crepuscolo dei filosofi è un libro del 1906 che è quasi sparito dalla circolazione, nonostante qualche casa editrice abbia provveduto a ristamparlo. Resta il fatto che di quest&#8217;opera incendiaria, ironica, ricca di spunti riflessione poco si parla e per nulla [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/licenzio-la-filosofia-giovanni-papini-e-lagire/">Il crepuscolo dei filosofi: Papini e l&#8217;agire</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il crepuscolo dei filosofi&#8221; di Giovanni Papini, edizione Vallecchi, 1976</strong></p>
<p><i>Il crepuscolo dei filosofi </i>è un libro del 1906 che è quasi sparito dalla circolazione, nonostante qualche casa editrice abbia provveduto a ristamparlo. Resta il fatto che di quest&#8217;opera <em>incendiaria, </em>ironica, ricca di spunti riflessione poco si parla e per nulla si accenna. Papini porta con sé un&#8217;eredità pesante, tra cui la sua adesione al Fascismo, ma ciò non giustifica il silenzio calato sul pensatore fiorentino che il critico letterario Luigi Baldacci definì <em>l&#8217;unico filosofo futurista</em>. Nel 2022, l&#8217;opera è stata ristampata in una nuova edizione dalla casa editrice Gog; io mi sono affidato all&#8217;edizione del 1976, pubblicata da Vallecchi.</p>
<h3>Un mondo ideale ma pieno di contraddizioni</h3>
<p>Oltre a essere un topo di biblioteca, Papini è un abile polemista. Per lui arte, religione, scienza e filosofia sono <em>escamotage</em> usati dall&#8217;umanità per creare mondi alternativi, luoghi di incanto, di certezze, da affiancare al mondo reale così ostile, freddo, cinico e indifferente. Più della religione, la filosofia cerca di narcotizzare l&#8217;uomo. Infatti, se la religione rimanda al futuro, a qualcosa che verrà e in cui bisogna aver fiducia, la filosofia prova a dare all&#8217;umanità quella verità ultima che edifichi qui, ora, nel presente e nel reale, il migliore dei mondi possibili. Fatto sta, che questi sistemi si ripiegano su loro stessi, si nutrono delle contraddizioni dei loro creatori, non spingono all&#8217;agire e all&#8217;azione. Peggio ancora fa la scienza con i suoi <em>imperativi ipotetici</em>, i quali donano certezze passeggere, che vengono subito ferocemente criticate, ribaltate da altre teorie, sconfessate indegnamente. Insomma, Papini ne ha per tutti e lo fa scandagliando opere e vite dei pensatori.</p>
<h3>Il crepuscolo dei filosofi è un processo sommario</h3>
<p>Il piccolo borghese Kant, il vecchio e indolente Schopenhauer, il debole Nietzsche, il confusionario Hegel, i preti del positivismo Comte e Spencer. Papini dà vita a una parodia filosofica, porta al collasso le strutture concettuali di questi filosofi, dimostrandone le evidenti contraddizioni. Kant dice che l&#8217;uomo può conoscere solo i fenomeni e che il noumeno è qualcosa di ignoto, eppure di questo <em>ignoto</em> ne parla con dovizia di particolari, quasi fosse casa sua. Hegel è invece il fautore di una filosofia contraddittoria a priori, sorretta da una prosa incomprensibile, in cui egli stesso si perde. Inventa l&#8217;<em>Idea</em>, questa entità che aleggia su tutto e su tutti, che lotta contro sé stessa e contro la logica. Essa appare come <em>un pensiero che si pensa</em>, che <em>a volte si pensa da solo, mentre in altre occasioni è pensato; quasi provasse piacere a stuzzicarsi, a mettersi in crisi</em>. Il risultato però è che, alla fine, nessuno capisce cosa sia davvero questa <em>Idea</em>, nemmeno Hegel. Poi c&#8217;è Schopenhauer, un indolente nato già vecchio, il quale mischia filosofie diverse con l&#8217;obiettivo di persuadere gli uomini a seguire una vita di rinuncia, di attesa, senza emozioni; un po&#8217; come ha fatto lui. Comte e Spencer invece sono a volte positivisti, a volte spiritualisti, a volte hanno fiducia nel presente, altre volte solo nel futuro. Comte, padre della sociologia, spinge a una sorta di <em>altruismo</em> basato su leggi inoppugnabili, in cui l&#8217;individuo arretri sempre più, fino a dissolversi completamente. Va favorita la società, vanno banditi gli egoismi, gli istinti. La società è un unico corpo governato da meccanismi oscuri che vanno scandagliati, categorizzati; pertanto, comprese le leggi regolatrici di questi meccanismi, si arriverà alla società perfetta. Nietzsche anche è uno che, nonostante la sua rabbia e la sua voglia di rivalsa, non mette mai in pratica ciò che scrive. Se la prende con ogni istituzione, con l&#8217;etica, la morale e la religione, ma è lui il primo debole che spera nell&#8217;avvenire e rimanda sempre la sua rivoluzione, come coloro che hanno paura della vita.</p>
<h3>Un verdetto</h3>
<p>Tanto ancora avremmo da dire su questo libro che, di sicuro, non va preso alla lettera in molti suoi passaggi. Molto avremmo da obiettare a Papini, ma è la genuinità della proposta che fa la differenza e che dà a quest&#8217;opera quella originalità che, purtroppo, in tanti testi critici non si incontra più. Come scrisse Papini nel 1919, in occasione della terza edizione del libro, il suo errore fu quello di non aver usato un linguaggio oscuro, che demolisse dolcemente questi mostri sacri del pensiero, perché agli accademici poco piace la chiarezza e la schiettezza e, forse, la fortuna di certi filosofi del passato è proprio dovuta alla loro <em>incomprensibilità. </em>Di sicuro, molti, compreso io, non saremo mai d&#8217;accordo con Papini sull&#8217;inutilità della filosofia, ma a distanza di quasi centoventi anni dalla pubblicazione di questo libro, non se ne può che apprezzare il tono, la voglia di approfondire, la necessità di depurare certi concetti dalle impurità interpretative; tutte cose che ormai l&#8217;<em>intellettualismo contemporaneo </em>ha perso per strada, in favore di un pensiero debole, pigro, amante del nozionismo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/licenzio-la-filosofia-giovanni-papini-e-lagire/">Il crepuscolo dei filosofi: Papini e l&#8217;agire</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">5003</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Tommaso Marinetti, quella Democrazia futurista finita in malora</title>
		<link>https://www.borderliber.it/tommaso-marinetti-quella-democrazia-futurista-finita-in-malora/</link>
					<comments>https://www.borderliber.it/tommaso-marinetti-quella-democrazia-futurista-finita-in-malora/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Nov 2017 05:20:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[divorzio]]></category>
		<category><![CDATA[emancipazione]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo]]></category>
		<category><![CDATA[Futurismo]]></category>
		<category><![CDATA[Idrovolante edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mafarka]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://borderliber.wordpress.com/?p=960</guid>

					<description><![CDATA[<p>Recensione a cura di Martino Ciano &#8211; già pubblicata su Gli amanti dei libri Decentramento, divorzio, emancipazione femminile, libero amore, partecipazione degli operai alla gestione delle aziende. Non è il programma politico di un partito dei nostri giorni, ma le proposte formulate nel 1919 dal partito Futurista. La casa editrice Idrovolante lo ha ripubblicato a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/tommaso-marinetti-quella-democrazia-futurista-finita-in-malora/">Tommaso Marinetti, quella Democrazia futurista finita in malora</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Recensione a cura di Martino Ciano &#8211; già pubblicata su <a href="http://www.gliamantideilibri.it/democrazia-futurista-tommaso-marinetti/">Gli amanti dei libri</a></strong></em></p>
<p>Decentramento, divorzio, emancipazione femminile, libero amore, partecipazione degli operai alla gestione delle aziende. <strong>Non è il programma politico di un partito dei nostri giorni, ma le proposte formulate nel 1919 dal partito Futurista.</strong></p>
<p>La casa editrice Idrovolante lo ha ripubblicato a poco meno di un secolo dalla sua uscita. Ad introdurre il testo Francesco Giubilei, giovane editore, nonché autore dell’interessante biografia su Leo Longanesi.</p>
<p>Una storia controversa quella dell’avanguardia artistica italiana, che all’inizio del ‘900 si presentò come una forza rivoluzionaria, anarchica ma patriottica, esaltatrice del gesto distruttore da rivolgere verso tutto ciò che era antico. <strong>Il fascino per il passato, quello che Marinetti apostrofava <em>passatismo</em>, era per gli arditi avanguardisti il vero male dell’Italia.</strong></p>
<p>Il Futurismo nacque come avanguardia artistica e poi si trasformò in partito politico. L’errore per molti fu quello di assecondare le posizioni del Fascismo, tentando di diventare officina culturale del movimento di Mussolini. Ma così non è stato.</p>
<p><strong>Ma tornando a Democrazia Futurista, ciò che colpisce di questo libro, aldilà di alcune proposte oltranziste, è la lucida analisi dell’Italia del primo dopoguerra e il bisogno di una rivoluzione a tutto tondo.</strong> Di sicuro rimangono impresse le pagine profetiche in cui Marinetti si trasforma in veggente.</p>
<p>La riforma agraria, della famiglia, della scuola, del lavoro e dello Stato. Sono proposte che oggi vengono vagliate, non perché a Montecitorio hanno scoperto il Futurismo, ma perché la società è cambiata. Quell’evoluzione che Marinetti avrebbe voluto anticipare con una rivoluzione dei costumi e della politica italiana, oggi ci avrebbe portato ad essere avanti di un secolo.</p>
<p><strong>Di sicuro nel 1919 le proposte contenute in questo libro hanno fatto sorridere tanti.</strong> Marinetti, infatti, fu definito da più parti un folle istigatore. Ma la storia non si fa con i &#8220;sé&#8221; e con i &#8220;ma&#8221;. Certamente, questo testo merita di essere letto e soprattutto necessità di una profonda analisi che lo esuli anche dal periodo in cui è stato concepito.</p>
<p>La prima considerazione che si potrà fare è che i mali descritti da Marinetti e che il Partito Futurista voleva annientare sono rimasti gli stessi. Leggere per credere, anche se la cosa non stupirà più di tanto. Ma ciò che davvero vi lascerà di stucco è come le soluzioni proposte dai futuristi, oggi, sono temi di dibattito. E ripeto, non perché in Parlamento abbiano rispolverato questo libro, ma perché questo testo ha anticipato i tempi.</p>
<p><strong>Marinetti è da sempre un autore odiato da alcuni, snobbato da altri, denigrato da più parti e anche dimenticato.</strong> La lettura di Democrazia Futurista non aggiunge nulla all’idea che ognuno di voi ha su questo movimento, certamente darà la possibilità di comprendere come l’immobilismo italiota non è una questione politica dei nostri giorni, ma una questione vecchia 156 anni.</p>
<p>Altro che questione meridionale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/tommaso-marinetti-quella-democrazia-futurista-finita-in-malora/">Tommaso Marinetti, quella Democrazia futurista finita in malora</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.borderliber.it/tommaso-marinetti-quella-democrazia-futurista-finita-in-malora/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">960</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
