<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Flusso Archivi - BORDER LIBER</title>
	<atom:link href="https://www.borderliber.it/tag/flusso/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.borderliber.it/tag/flusso/</link>
	<description>Sguardi al limite</description>
	<lastBuildDate>Tue, 11 Mar 2025 11:38:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">206201238</site>	<item>
		<title>La letteratura. Un flusso ispirato</title>
		<link>https://www.borderliber.it/letteratura-danise-divagazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jun 2024 04:04:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Flusso]]></category>
		<category><![CDATA[immaginazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittore]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=9974</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolo e foto di Antonio Danise Non sapevo che era questa la letteratura, la narrazione, il romanzo, sì, insomma, quelle cose lì, e che potevo anch&#8217;io scrivere una storia, come pure avevo fatto negli ultimi tempi, ma ignorando di avere quelle capacità, senza sapere cioè di essere uno scrittore, uno vero, intendo, che bello, adesso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/letteratura-danise-divagazione/">La letteratura. Un flusso ispirato</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo e foto di Antonio Danise</strong></em></p>
<p>Non sapevo che era questa la letteratura, la narrazione, il romanzo, sì, insomma, quelle cose lì, e che potevo anch&#8217;io scrivere una storia, come pure avevo fatto negli ultimi tempi, ma ignorando di avere quelle capacità, senza sapere cioè di essere uno scrittore, uno vero, intendo, che bello, adesso che l’avevo capito potevo scrivere una storia ogni volta che mi veniva l’ispirazione, forse ogni volta che me ne veniva la voglia, adesso, ad esempio, sento che potrei scriverne una, mi sembra di essere in grado di farlo naturalmente, senza sforzi, solo ad appoggiare la penna sul foglio mi sembra che sorge spontanea una storia, solo che però devo rimandare, e questa volta per una ragione che potrà sembrare banale ma che invece non lo è, ne va di mezzo la serenità con cui potrei scrivere e il motivo è presto detto, devo andare in bagno, perché da un po’ sto avvertendo un sommovimento allo stomaco, o giù di lì, e non posso più rimandare, ma faccio presto, non preoccupatevi, non sono di quelli che si siedono sul water e se ne stanno lì per decine di minuti ad aspettare l’ispirazione, io quando vado è perché la cosa è matura, mi siedo sulla tazza ed è subito un <em>pluff</em>, mi pulisco con la carta, mi lavo col gel alla menta, mi sciacquo le mani ed eccomi di nuovo a scrivere, e no, non sono di quelli che perdono tempo, quando una storia chiama guai a lasciarsela scappare, quella non torna facilmente indietro, e vai a ripescarla più, chissà quali strade prende, e allora basta con gli indugi, è arrivata l’ora di cominciare la storia che ho in mente e per favore non distraetemi, non ponete ulteriori ostacoli, fra me e le mie storie la strada deve essere libera, liberissima, perché anche un piccolo rumore può distrarmi e farmi fuorviare, figuriamoci un concerto, o anche solo una macchina che lava la strada di notte, la sento, non pensate, quando tutto è silenzio, si sente anche dall&#8217;ultimo piano di questo palazzo, che pure ha pareti spesse, e invece, non so come possa accadere, però sento tutto quello che succede in strada, non parlo di quando sto con le finestre aperte, nei mesi estivi, no, anche a febbraio, a marzo, che tengo tutto chiuso, che ci sono delle serate che fa davvero freddo che nemmeno i termosifoni accesi a palla servono, non so quanto sto spendendo di riscaldamento, e le bollette aumentano anno per anno, e non solo quelle, anche la luce, il telefono, è incredibile, non riesco più a tenere il conto, è per questo che ho deciso di fare la domiciliazione delle utenze, così non dimentico di pagarle, quando arrivano le metto direttamente nella cartella che ho comprato appositamente, non guardo nemmeno quando scadono, tanto, si pagano da sole, è questo il bello della domiciliazione, penso sia una delle cose che più aiutano a sopravvivere allo stress della contabilità domestica, altrimenti, davvero, non saprei come fare, perderei sicuramente la testa, ma basta sprecare altro tempo, perché è già tardi e se non comincio va a finire che perdo il ritmo e non riesco più a raccontare quello che avevo in mente, che a dire il vero ho già dimenticato, ma è sufficiente fare un piccolo sforzo e tutto ritorna, anche se però non sempre mi riesce quest’esercizio, ad esempio quando sto dormendo e faccio un bel sogno, ma non solo uno bello, uno qualunque, che però mi sembra interessante, mi dico, ecco, questa sì che è una bella storia che potrei scrivere, e così me la ripasso nella mente, non so se quando sto ancora dormendo, se sto ancora sognando, oppure da sveglio, e comunque se anche sono sveglio probabilmente non lo sono del tutto, non cioè al punto da riuscire a ricostruire tutto il sogno, perché mi sembra di ricordarlo, però quando ci provo, mi sembra che manca qualcosa, e com&#8217;è e come non è, mi ritrovo di nuovo che sto dormendo e quando poi al mattino mi sveglio perché sento la sveglia squillare è come se si fosse spezzato qualcosa, dimentico tutto, o quasi, mi restano solo dei particolari, che però sono del tutto scollegati l’uno dall’altro e faccio uno sforzo tremendo per cercare di ricordare qualche dettaglio utile a ricostruire la storia che mi sembra di aver vissuto dal vivo poco prima, nel sogno, ecco, così mi succede quando dimentico, come adesso, che mi è sfuggita davvero la storia che volevo raccontare, e ci rimango come un fesso, di stucco, ecco, forse questa espressione rende meglio il concetto, se ce ne fosse bisogno, perché a volte i proverbi, o le frasi fatte, o i luoghi comuni, queste parole, sono più familiari e usarle a volte ci aiutano a essere più chiari, senza tanti giri di parole, perché nelle storie essere chiari è importante altrimenti, se si comincia a scrivere difficile, tutto va a ramengo, per questo non mi piace stare a cincischiare, quando voglio esprimere un concetto cerco di andare subito al nocciolo della questione, senza girarci intorno, è una questione anche di correttezza nei confronti di chi mi sta di fronte, sia esso un interlocutore che mi ascolta mentre parlo o un lettore che legge qualcosa che ho scritto, se non vado dritto al cuore del problema, quello gli passa la voglia, cerca una scusa qualunque e mi lascia là con le mie storie, e non farebbe male, non avrebbe del tutto torto, non sempre uno ha tempo a disposizione da sprecare e dedicare ai ghirigori altrui.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/letteratura-danise-divagazione/">La letteratura. Un flusso ispirato</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">9974</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Settembre. Ricordi?</title>
		<link>https://www.borderliber.it/ricordi-settembre-dulcetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Sep 2023 02:39:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Avvocato]]></category>
		<category><![CDATA[Flusso]]></category>
		<category><![CDATA[Memorie Padre]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[Progetto]]></category>
		<category><![CDATA[Ricordi]]></category>
		<category><![CDATA[Ricordo]]></category>
		<category><![CDATA[Settembre]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=7788</guid>

					<description><![CDATA[<p>Racconto e foto di Napoleone Dulcetti. Tratto da “Ora momento, un progetto per mio padre”. La notte bussa sempre prima sulla collina dei sogni. Appoggio la mano verso l’orizzonte della mia fronte piena di sacrifici. È quasi fredda, l’aria settembrina. Nicola ha un mese ormai, dorme. Leo gioca, gratta via le firme colorate di un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/ricordi-settembre-dulcetti/">Settembre. Ricordi?</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Racconto e foto di Napoleone Dulcetti. Tratto da “Ora momento, un progetto per mio padre”. </strong></em></p>
<p>La notte bussa sempre prima sulla collina dei sogni. Appoggio la mano verso l’orizzonte della mia fronte piena di sacrifici. È quasi fredda, l’aria settembrina. Nicola ha un mese ormai, dorme. Leo gioca, gratta via le firme colorate di un ormai atavico e finto “ti voglio bene” sul gesso che copre la frattura del polso sinistro.</p>
<p>Papà Napoleone è andato via, da mamma America, ha lasciato un orto pesante di fagiolini e pomodori, sento il profumo della terra umida, un respiro genuino di tempi lontani. Il rimbalzo della pallina da tennis è quasi del tutto scomparso, provo a concentrarmi.</p>
<p><strong>Crack, crack.</strong> Il menisco, il menisco avvocà. Diamine, non potrò giocare per molto tempo, almeno un anno.<br />
<strong>Crick, Crick.</strong> La scapola signore, la scapola, dispiace. Non ci voleva, è davvero finita?<br />
<strong>Crock, crock.</strong> E ora?</p>
<p><strong>Puf, pof, roll roll.</strong> Un bel suono, finalmente. Si alza dalla tavola di legno un profumo di patate e farina, è mamma America che modella un impasto grande quanto due palloni da calcio.<br />
<strong>Kut, kit, fat, tzap tzap</strong>, migliaia di gnocchi prendono forma, <strong>sril sral srul sral,</strong> fusilli, ravioli.</p>
<p>Leo accarezza la pancia di mia moglie, mancano due mesi e nascerà Emanuele, il terzo figlio, abbiamo deciso di chiamarlo come zio. Le foglie tremano, l’aria è davvero fredda ormai. Appoggio l’orecchio alla finestra, no, niente, la pallina gialla è sparita, muta, come i grilli e le cicale che non cantano più. Ho fame, chiamo qualcuno ma sono tutti a lavoro, lontani, eppure io li sento giocare in salotto, rumori di costruzioni, di soldatini, di videogiochi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/ricordi-settembre-dulcetti/">Settembre. Ricordi?</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">7788</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Sillabario all&#8217;incontrario. Sinigaglia e la memoria dell&#8217;indicibile</title>
		<link>https://www.borderliber.it/sillabario-romanzo-sinigaglia-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Apr 2023 02:15:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Alfabeto]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Flusso]]></category>
		<category><![CDATA[Interpretazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Parola]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[realtà]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[sogno]]></category>
		<category><![CDATA[TerraRossa edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[visione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=6750</guid>

					<description><![CDATA[<p>Recensione e foto di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Sillabario all&#8217;incontrario&#8221; di Ezio Sinigaglia, TerraRossa edizioni, 2023 Ognuno di noi parla una lingua personale, nessuno può capire fino in fondo ciò che vogliamo dire, al massimo può essere interpretato, magari azzeccato, ma qualcosa sfuggirà sempre. Le cose si complicano ancora di più nel momento in cui [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/sillabario-romanzo-sinigaglia-recensione/">Sillabario all&#8217;incontrario. Sinigaglia e la memoria dell&#8217;indicibile</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione e foto di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Sillabario all&#8217;incontrario&#8221; di Ezio Sinigaglia, TerraRossa edizioni, 2023</strong></p>
<p>Ognuno di noi parla una lingua personale, nessuno può capire fino in fondo ciò che vogliamo dire, al massimo può essere interpretato, magari azzeccato, ma qualcosa sfuggirà sempre. <strong>Le cose si complicano ancora di più nel momento in cui ci rendiamo conto quanto è difficile tradurre quel movimento spontaneo e intimo di emozioni, di cui le parole colgono e manifestano solo qualche dettaglio.</strong></p>
<p><strong>Sillabario all&#8217;incontrario di Ezio Sinigaglia</strong> si tuffa nell&#8217;esperimento più difficile che ci possa essere, descrivere la propria malattia dell&#8217;anima. L&#8217;autore parte dalla lettera Z, come se volesse suggerirci che non c&#8217;è un inizio o una fine in questo percorso, tanto meno un ascendere o un discendere; tutto è eterna convalescenza durante cui mai si guarisce, tutt&#8217;al più nel tempo si assopiscono i sintomi.</p>
<p>Sinigaglia non scrive la sua biografia, semplicemente mostra il suo percorso, ma non perché sia degno di nota, bensì per non dare ad altri la grande responsabilità dell&#8217;essere inconsapevoli protagonisti. <strong>È lui che parla, che gioca con i simboli, perché sono proprio i simboli gli attori di questa commedia.</strong> Sono gli archetipi e le fondamenta della società umana che si rivelano e tracciano la strada su cui si incontrano sciagura e gloria.</p>
<p>Non giudica Ezio, non cerca colpevoli, non si appella a nessun tribunale. Non si considera né vittima né carnefice; lui è solo un uomo che prende posto insieme agli altri sulla giostra della vita. Tutti attraversano degli eventi, che siano buoni o cattivi non importa; così è e così sarà.</p>
<p><strong>Amen? Sì, ma diciamo anche che questa è una scelta coraggiosa che volutamente scredita la solita lotta tra bene e male, rendendola una questione per palati banali. </strong></p>
<p>Si sa, Sinigaglia non scrive libri che scorrono senza lasciare traccia, anzi, <strong>in</strong> <strong><em>Sillabario</em> lui scava senza sosta mettendo in evidenza una cosa: l&#8217;ironia che sta in tutte le cose che ci riguardano.</strong> Infatti, è così impegnato l&#8217;uomo nel ricostruire il mosaico di tutto ciò che gli è capitato, che quando gli fugge qualcosa, ecco che si mette alla ricerca di quella tessera e non molla fin quando non ci perde la vista o, addirittura, la vita.</p>
<p><strong>Nasce dalla depressione questo libro, composto tra il 1996 e il 1997.</strong> Ezio l&#8217;ha tenuto con sé conscio che &#8220;non sarebbe dovuto diventare un libro&#8221;. Alla fine, ciò che gli aveva consigliato il suo terapista, ossia scrivere, si è manifestato mantenendo intatto quel piglio da confessione disinteressata, quasi inventata, tanto da farla apparire come la storia di un uomo qualsiasi. <strong>A ciascuno il suo percorso, a ognuno il proprio sillabario, a tutti la possibilità di mescolare i ricordi e di estrarli a sorte.</strong></p>
<p>Ci sono qui la sessualità, la letteratura, la libido, l&#8217;ingenuità, la timidezza, la marginalità, la vita, l&#8217;ossessione suicida, il miracolo della pazienza. C&#8217;è un piccolo dono tra queste pagine, ossia <strong>l&#8217;indicibile che è più forte del già detto. E forse sono proprio l&#8217;indicibile e la sua interpretazione meditata che costruiscono la memoria e la coscienza.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/sillabario-romanzo-sinigaglia-recensione/">Sillabario all&#8217;incontrario. Sinigaglia e la memoria dell&#8217;indicibile</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6750</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Frantumare. Una prima proiezione di Microcosmo su Macrocosmo</title>
		<link>https://www.borderliber.it/frantumare-microcosmo-macrocosmo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jan 2023 06:21:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Esperimento]]></category>
		<category><![CDATA[Flusso]]></category>
		<category><![CDATA[fuga]]></category>
		<category><![CDATA[Immagini]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=5872</guid>

					<description><![CDATA[<p>Di Napoleone Dulcetti Non userò alcun bisturi preferisco l&#8217;ascia Longobarda trovata nel mio scantinato. Mio nonno ci spaccava la legna, antenati sconosciuti carni e ossa. Non userò la prosa, i versi, solo colonne malferme di un tempio in rovina dedicato ad un dio che abbiamo sostituito. Poggerò la mia idea su queste colonne consumate, cosicché [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/frantumare-microcosmo-macrocosmo/">Frantumare. Una prima proiezione di Microcosmo su Macrocosmo</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Di Napoleone Dulcetti</strong></em></p>
<p>Non userò alcun bisturi<br />
preferisco l&#8217;ascia Longobarda trovata nel mio scantinato.<br />
Mio nonno ci spaccava la legna, antenati sconosciuti carni e ossa.<br />
Non userò la prosa, i versi,<br />
solo colonne malferme di un tempio in rovina dedicato ad un dio che abbiamo sostituito.<br />
Poggerò la mia idea su queste colonne consumate,<br />
cosicché tutto possa crollare.</p>
<h3>Denudare, morire, rinascere, riprovare</h3>
<p>Così, mi spoglio, rimango solo<br />
pesante come un sasso precipito negli abissi<br />
mi lasco dietro la leggerezza la Salvezza.<br />
Nascondo i miei genitali<br />
Hai vergogna? Di cosa? Non ti ho forse visto già mille volte<br />
mentre i secoli scorrevano?<br />
E lì, prima di toccare il fondo<br />
in uno specchio d&#8217;acqua<br />
mi accusa il mio riflesso traballante. Non voglio morire<br />
voglio nuotare di nuovo fra i liquidi e i lamenti di mamma<br />
rinascere, riprovarci, venire alla luce bianca, abbracciare mia madre, calmarla, curarla.<br />
Tocco il fondo sabbioso<br />
graffio le profondità<br />
trovo l&#8217;ascia longobarda, un sasso vulcanico, un’ossidiana<br />
scaglio tutto contro la mia immagine<br />
Mi frantumo, mi apro, mi disperdo sono i chicchi di una granata rossa che sporcano il piatto<br />
Non sopporto chi mi giudica<br />
vorrei avere un vortice di corvi sul palmo vuoto delle mie mani stanche<br />
lanciarlo contro tutti coloro che detesto<br />
gente morta che cammina sentenzia, condanna,<br />
i maestrini del nulla.<br />
C&#8217;è un esercito di formiche bianche, fra i miei capelli.<br />
Le schiaccio, mi coloro di saggezza, quella che nessuno shampoo fa andare via.<br />
Invecchio<br />
I mastini del giudizio mi inseguono<br />
Rimango impantanato sui fondali<br />
Arrivano<br />
Mi frantumano.</p>
<h3>33 anni dopo Svegliarsi!</h3>
<p>Collina. La pianura dorme,<br />
arricciate nei cunicoli<br />
le serpi.<br />
È una gabbia felice questo cuscino,<br />
lo inzuppano speranze, sogni, il sudore estivo,<br />
il sangue schiacciato dal ventre delle zanzare.<br />
Salto sul letto, resto dritto, nudo,<br />
mi lascio andare, cado a terra,<br />
sniffo il pavimento di casa, è pulito.<br />
Scappare, correre, andarsene.<br />
Dove vai papà?</p>
<h3>Andarsene!</h3>
<p>Partenza, treno numero 33, La Capitale del Nord.<br />
La ghiaia scoppietta. C’è odore di urina.<br />
Nuoto fra l’aria ferma, trovo posto. Ho caldo, vado in bagno.<br />
Sfrego il viso con acqua tiepida, gratto così tanto da rimanere con il cervello fra le mani.<br />
Lo palpo, lo scuoto, rimetto tutto al suo posto. Sono pronto, <em>partire!</em><br />
Sento le rotaie sulla mia schiena, escono scintille, le conto, mi perdo fra i numeri e la memoria arrugginita.<br />
Uno studente piange, si allunga la sua testa inchiodata a terra.<br />
Stringo fra i calli il mio intestino,<br />
il mio destino, lo spremo. Andarsene!</p>
<h3>Prima di salire sul treno</h3>
<p>Serrando gli occhi ha singhiozzato Dove vai papà? Mio figlio<br />
Il dolore è un proiettile spuntato, sfilaccia lentamente e penetra senza fendere, arriva fino al centro, la tachicardia spinge il cuore, lo sento accanto all’occhio sinistro, lo vedo bene il suo colore, è scuro, più macabro del nero.</p>
<h3>Sulle rotaie scintillanti verso Nord</h3>
<p>Si muovono verso sinistra<br />
malfermi confini sgangherati<br />
Il finestrino è uno schermo screpolato<br />
Osservo, immobili e spenti<br />
gli occhi accecati dalle luci in galleria.<br />
Il mare lecca le coste<br />
dagli scogli rotti mandano baci le sirene degli abissi<br />
geloso Nettuno le afferra<br />
le riporta nei suoi letti di corallo<br />
le possiede e le punisce<br />
sulla superfice blu, scoppiano<br />
bolle piene di piacere, di dolore<br />
capelli sfilacciati biondi e rossi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/frantumare-microcosmo-macrocosmo/">Frantumare. Una prima proiezione di Microcosmo su Macrocosmo</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">5872</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
