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	<title>Filosofia Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Gli amanti: Stefano Cazzato tra le pagine del &#8220;Liside&#8221; di Platone</title>
		<link>https://www.borderliber.it/gli-amanti-stefano-cazzato-tra-le-pagine-del-liside-di-platone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 09:56:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Gli amanti. Discorsi sul Liside di Platone&#8221; di Stefano Cazzato, Il Convivio Editore, 2026 Chi può disquisire di amore secondo una ferrea logica? Tutti, ma il risultato è deludente. Infatti, per forza di cose, a un certo punto il discorso diventa piatto. Di questo se ne accorsero anche i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Gli amanti. Discorsi sul Liside di Platone&#8221; di Stefano Cazzato, Il Convivio Editore, 2026</strong></p>
<p>Chi può disquisire di amore secondo una ferrea logica? Tutti, ma il risultato è deludente. Infatti, per forza di cose, a un certo punto il discorso diventa piatto. Di questo se ne accorsero anche i padri della filosofia, in particolar modo <strong>Platone</strong>.</p>
<p>Questo è quanto ci illustra <strong>Stefano Cazzato</strong> nel suo &#8220;<strong>Gli amanti</strong>&#8220;, saggio dedicato al &#8220;<strong>Liside</strong>&#8221; del filosofo ateniese. L&#8217;autore romano, docente di Filosofia presso i licei, non è nuovo a queste operazioni di rilettura, che prendono in considerazione quelli che vengono definiti &#8220;<strong>gli scritti minori</strong>&#8220;. Ma secondo <strong>Cazzato</strong>, proprio in queste pagine poco citate si nascondono i dubbi dello stesso <strong>Socrate</strong> sul proprio metodo logico e razionale.</p>
<p>Sappiamo bene che il dibattito sulla veridicità dei discorsi di <strong>Socrate</strong>, se non proprio sulla sua reale esistenza, sia ancora aperto. <strong>Platone</strong> avrebbe trascritto il suo pensiero, perché il Maestro mai volle lasciare nulla di scritto. Detto ciò, il &#8220;<strong>Liside</strong>&#8221; è un dialogo anomalo, nel quale non esiste un vero dibattito, ma appare come un monologo.</p>
<p>Ma al di là di questo nel &#8220;<strong>Gli amanti</strong>&#8220;, <strong>Cazzato</strong> riporta in auge anche le tesi sull&#8217;amore che <strong>Socrate</strong> sostiene sia nel &#8220;<strong>Fedro</strong>&#8221; che nel &#8220;<strong>Simposio</strong>&#8220;. L&#8217;amore è una forza irrazionale che non può essere imbrigliata con i ragionamenti. Anzi, più ci si addentra con logica in questo campo, più si giunge a una aporia. In poche parole, l&#8217;amore, l&#8217;eros, non sono apollinei, bensì dionisiaci. E su questo caos che genera e distrugge, che si mostra silenziando la ragione, non si possono costruire case dalle fondamenta sicure.</p>
<p>Ma <strong>Cazzato</strong> fa anche altro. Non si limita a notare questo dubbio che <strong>Socrate</strong> avanza sul suo metodo solo per quanto concerne l&#8217;amore, ma anche su altri argomenti. In tal senso, quindi, &#8220;<strong>Gli amanti</strong>&#8221; diventa uno strumento critico, che non presuppone una conoscenza approfondita dell&#8217;opera di <strong>Platone-Socrate</strong>.</p>
<p>&#8220;<strong>Gli amanti</strong>&#8221; è un libro per tutti e mostra ancora una volta la capacità di <strong>Cazzato</strong> di parlare con semplicità di una materia considerata ostica. Di sicuro, questo è merito dell&#8217;esperienza, oltre che della passione, accumulata in vent&#8217;anni di insegnamento della filosofia nei licei, quindi a dei ragazzi che devono comprendere ogni minimo passaggio per restare folgorati da questi argomenti.</p>
<p>Lo &#8220;stupore&#8221; si è riacceso anche in me, pertanto non posso che ringraziare l&#8217;autore. Certamente, il saggio introduce tra le righe anche un altro argomento: <strong>Platone</strong> può essere considerato un autore definitivamente acquisito, ossia compreso?</p>
<p>Certo che no, restiamo sempre in quel limbo che ci invita ad esclamare &#8220;<strong>so di non sapere</strong>&#8220;. Ma come ci è stato ampiamente spiegato, questo &#8220;<strong>riconoscere la propria ignoranza</strong>&#8221; non è un sollecito alla &#8220;<strong>pacifica umiltà</strong>&#8220;, ma la spinta a una vorace ricerca pur sapendo di non riuscire a giungere all&#8217;assoluta verità.</p>
<p>Nella nostra vita conosceremo solo l&#8217;amore verso qualcuno o qualcosa, ma mai l&#8217;amore in sé. Questa totalità è per gli dei, forse per <strong>Dio</strong>. A noi restano le &#8220;<strong>cose</strong>&#8221; e un infinito senso di spaesamento. Ma <strong>Cazzato</strong> ci ricorda anche una cosa: per <strong>Platone</strong> la parola &#8220;<strong>eroe</strong>&#8221; deriva da &#8220;eros&#8221;. Possiamo quindi meglio comprendere cosa sia l&#8217;amore e quali forze siano infuse in esso.</p>
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		<title>Dimenticare ed essere dimenticati</title>
		<link>https://www.borderliber.it/dimenticare-ed-essere-dimenticati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 07:04:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Dimenticare ed essere dimenticati&#8221; è un articolo di Martino Ciano. Immagine modificata con l&#8217;intelligenza artificiale «Dimenticare ed essere dimenticati». Cosa c&#8217;è di strano? Non affrettarti a rispondere a questa domanda, perché non c&#8217;è lucidità umana che sopporti questa evidenza con serenità. Essere sulla cresta dell&#8217;onda e poi sparire. Assomigliare a un principe su un cavallo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Dimenticare ed essere dimenticati&#8221; è un articolo di Martino Ciano. Immagine modificata con l&#8217;intelligenza artificiale </strong></p>
<p style="text-align:left;">«Dimenticare ed essere dimenticati». Cosa c&#8217;è di strano? Non affrettarti a rispondere a questa domanda, perché non c&#8217;è lucidità umana che sopporti questa evidenza con serenità.</p>
<p style="text-align:left;">Essere sulla cresta dell&#8217;onda e poi sparire. Assomigliare a un principe su un cavallo bianco o a una regina in un castello dorato; poi, all&#8217;improvviso, diventare claudicanti, cascanti, senza sostanza, privi di ragione.</p>
<p style="text-align:left;">Giovinezza che ci abbandona di generazione in generazione. Vuoi ancora rispondere, amico mio? Ti chiedi sempre se abbia senso attraversare il giorno: guardare l&#8217;alba e poi farsi mancare l&#8217;aria al tramonto? «Così va la vita» ti disse tua nonna. Ora lei è morta e, nonostante sapesse che le sarebbe rimasto poco, spirò sussurrando che avrebbe voluto vedere un&#8217;altra alba. Le tenevi la mano in quel momento. Hai avvertito come il caldo si tramuta in gelo appena esalato l&#8217;ultimo respiro.</p>
<p style="text-align:left;">«Dimenticare ed essere dimenticati». È la cosa che gli esseri umani sanno fare meglio. Prima eri qualcosa, oggi nessuno. Ieri un potente, oggi un servo. E tu, che osservi il mare, che ti culli nella malinconia, che ti strappi il cuore per donarlo al sole vermiglio, senti che il tempo scorre e qualcosa trapassa, migra.</p>
<p style="text-align:left;">Nulla è davvero importante a questo mondo; niente salva dalla morte fin quando non si comprende che essa non esiste. Vedi che la luna è già lì, pallida, assisa tra le nubi striate. Ecco, un giorno è andato, uno dei tanti che hanno costellato i quattordici miliardi di anni di questo Universo. E se mettessi insieme il tuo tempo, esso non peserebbe neanche un granello di polvere rispetto a quello del &#8220;tutto&#8221; che ti assorbe.</p>
<p style="text-align:left;">Solo se ti fermi a pensare a quanto ci vuole per descrivere tutto ciò che accade in un secondo, comprendi quanto sia impossibile afferrare il tempo. Perciò «dimenticare ed essere dimenticati» è un meccanismo di sopravvivenza frutto dell&#8217;evoluzione della coscienza.</p>
<p style="text-align:left;">Vedi, che rivelazione? Puoi decidere se stare in mezzo a questa immensità oppure uscirne sparandoti in testa. Dipende da quello che sai sopportare. Coraggio, non aver paura. È maggio, il solito maggio. È il mese in cui parli con i tuoi morti.</p>
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		<title>Ridurre la filosofia: un principio di contraddizione</title>
		<link>https://www.borderliber.it/ridurre-la-filosofia-un-principio-di-contraddizione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 19:17:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ridurre la filosofia: un principio di contraddizione&#8221; è un articolo di Martino Ciano Ridurre la filosofia nelle scuole? L&#8217;hanno già fatto in passato. Per la mente ci vogliono altri sollazzi? Pensiamo a coloro che studiano innovativi sistemi per azzeccare le scommesse online. Anche il gioco d&#8217;azzardo è un modo per soddisfare la propria sete di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Ridurre la filosofia: un principio di contraddizione&#8221; è un articolo di Martino Ciano </strong></p>
<p><strong>Ridurre la filosofia nelle scuole?</strong> L&#8217;hanno già fatto in passato. Per la mente ci vogliono altri sollazzi? Pensiamo a coloro che studiano innovativi sistemi per azzeccare le scommesse online. Anche il gioco d&#8217;azzardo è un modo per soddisfare la propria sete di utopia.</p>
<p>La sostituzione etnica ormai la sta compiendo l&#8217;intelligenza artificiale. Sta minando certi lavori e sta rendendo tutti amanti della Singolarità. Il virtuale è più forte del reale, in alcuni casi appare anche più razionale. Ed ecco il nuovo essere umano: molle, nervoso, schizofrenico, leone da tastiera, saccente e incapace di partorire verità proprie. In sostanza, si accontenta di quello che ha e che l&#8217;IA gli rimescola davanti ai suoi occhi. Su ciò che non piace ciascuno rovescia bestemmie.</p>
<p><strong>Ridurre la filosofia permetterà questo:</strong> nascondere agli occhi dei tanti il pensiero che sorregge il mondo.</p>
<p>In questo modo sembrerà che ciò che è avvenuto prima non c&#8217;entri con il dopo. E quando il presente non avrà nessun passato, allora ecco che pure il futuro sarà solo un &#8220;<strong>qui-ora</strong>&#8221; privo di significato.</p>
<p>È invece così chiaro che le istituzioni che governano il mondo non sono solo opera di ingegneri e burocrati, ma soprattutto di una ristretta cerchia di &#8220;pensatori&#8221;. Infatti, sembra ridicolo che ancora in pochi credano a questo. Ora, non vorrei che qualcuno mi scambiasse per complottista, ma è un po&#8217; quello in cui i complottisti credono. La differenza però tra quelli come me e quelli come loro risiede nella capacità di accettare quanto ci sia di vero e quanto di falso in una teoria.</p>
<p>Per chi ha troppe certezze, quindi pochi dubbi, niente è davvero accessibile. Tutto si svela come se fosse una minaccia.</p>
<p>Allora, ridurre la filosofia, come ormai pian piano sta avvenendo, servirà proprio a questo: a fare sembrare i padroni del pensiero mondiale come degli idioti che facilmente vengono sgamati dai complottisti. Ciononostante, loro continuano e continueranno a pontificare.</p>
<p>La prova sta nel fatto che questo potere dominante è perlopiù acclamato. Chiede al popolo di essere votato, ma più che una legittimazione appare come un&#8217;estrema unzione. <strong>Ecco quindi una nuova tendenza:</strong> il voto come estrema unzione del popolo stesso.</p>
<p>Vorrei che fosse un romanzo distopico, invece è quello che vedo e che sento. Non è una questione di titoli di studio o di capacità di ignorare o meno l&#8217;ambiente circostante, ma sta a rappresentare la nuova frontiera del pensiero autodistruttivo, che però viene tramandato di generazione in generazione con il motto: «Finalmente sei te stesso».</p>
<p>E sono anche convinto che l&#8217;IA non è un demone, ma è demoniaco il modo in cui troppi la usano. Ed è questo un altro sintomo della riduzione della filosofia.</p>
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		<title>Catastrofe neoliberista: D&#8217;Orsi e la storia degli ultimi anni</title>
		<link>https://www.borderliber.it/catastrofe-neoliberista-dorsi-e-la-storia-degli-ultimi-anni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 10:20:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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		<category><![CDATA[economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Catastrofe neoliberista&#8221; di Angelo D&#8217;Orsi, Lad Edizioni, 2026 Cosa insegna la storia? Per la maggior parte delle persone nulla, per il resto tutto. Certo, non ci si deve limitare alla lettura di un libro, ma si dovrebbe svolgere un esercizio costante di ricerca. Sappiamo bene però che questo rimarrà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/catastrofe-neoliberista-dorsi-e-la-storia-degli-ultimi-anni/">Catastrofe neoliberista: D&#8217;Orsi e la storia degli ultimi anni</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Catastrofe neoliberista&#8221; di Angelo D&#8217;Orsi, Lad Edizioni, 2026</strong></p>
<p>Cosa insegna la storia? Per la maggior parte delle persone nulla, per il resto tutto. Certo, non ci si deve limitare alla lettura di un libro, ma si dovrebbe svolgere un esercizio costante di ricerca. Sappiamo bene però che questo rimarrà un sogno, uno dei tanti, se non un prurito da intellettuali.</p>
<p>Una cosa è certa: &#8220;<strong>Catastrofe neoliberista</strong>&#8221; aiuta a capire cosa è accaduto e cosa ha provocato le attuali condizioni di vita. Il professore Angelo D&#8217;Orsi, già docente ordinario in Storia del pensiero politico presso l&#8217;Università di Torino, nonché allievo di <strong>Noberto Bobbio</strong>, scrive un saggio divulgativo che ha il merito di coinvolgere il lettore. Non è un libro per addetti ai lavori, ma per chi vuole farsi un&#8217;idea chiara e precisa.</p>
<p>Quando inizia la catastrofe neoliberista? Gli anni Settanta del Novecento danno avvio al balletto osceno con le sue crisi e con la fine della convertibilità del dollaro in oro. Si esalta il mercato libero, rapace, che risveglia le manie imperialiste. Il motto è il seguente: &#8220;<strong>Lo Stato è il problema</strong>&#8220;. Tutto ciò che è pubblico va smantellato e va dato in mano ai privati. È l&#8217;inizio della fine del sistema &#8220;social-democratico&#8221;.</p>
<p>Gli anni Ottanta del Novecento ampliano il quadro, concretizzando ciò che avrebbe potuto essere solo una affascinante teoria. Nel 1989, con la caduta del <strong>Muro di Berlino</strong> e del blocco sovietico, viene meno anche l&#8217;ultimo deterrente. D&#8217;Orsi traccia anche la crisi della sinistra italiana, che diventa neoliberista. Sebbene già i socialisti craxiani avessero messo in moto il processo, c&#8217;è da dire che neanche i post-comunisti hanno cercato di arginare il problema.</p>
<p>Come sempre accade nella storia, ogni cambiamento viene annunciato con entusiasmo. La fine della <strong>Guerra Fredda</strong> coincide con l&#8217;idea della &#8220;<strong>fine della Storia</strong>&#8220;, nonché la certezza che l&#8217;umanità sarebbe andata incontro a una stagione di pace e prosperità. Inutile dire che tutto questo non si è avverato e che oggi stiamo scrivendo altre cose. Diverse da quelle che teorizzarono i componenti della <strong>Scuola di Chicago</strong> e Milton.</p>
<h3>Catastrofe neoliberista: incubo o realtà?</h3>
<p>La guerra continua e ripetuta come arma di destabilizzazione dei territori utili al <strong>Capitalismo</strong>; il crescente divario tra ricchi e poveri; la concentrazione dei capitali nelle mani di pochi; la crisi dell&#8217;Europa, sempre più sottomessa agli <strong>Stati Uniti</strong>; la farsa dell&#8217;esportazione democratica; la distruzione del clima, della natura e degli equilibri atmosferici, che producono pandemie sanitarie sfruttabili dal sistema neoliberista; crisi economiche, finanziarie e delocalizzazioni delle aziende.</p>
<p>Questi sono gli elementi su cui D&#8217;Orsi costruisce la sua opera. C&#8217;è una differenza però: &#8220;<strong>Catastrofe Neoliberista</strong>&#8221; è un saggio storico e non una farneticazione. La ricerca impone rigorosità e tra queste pagine se ne troverà tanta. Il punto di vista dell&#8217;autore è quello gramsciano. Ciò non vuol dire &#8220;<strong>comunista</strong>&#8221; secondo gli sfottò odierni, ma &#8220;<strong>marxista</strong>&#8220;, pertanto globale e di marca sociologica.</p>
<p>Sebbene questa &#8220;linea di colore&#8221; possa fare storcere il muso a qualcuno a causa dei noti pregiudizi che investono la materia, qui non vengono mai messi omessi i fatti. D&#8217;Orsi mette destra e sinistra nello stesso calderone, ossia in quel movimento neoliberista che sta distruggendo il pianeta.</p>
<p>Non esistono più oppositori, ma solo abili manipolatori che stanno nascondendo la profezia di <strong>Marx</strong> nei riguardi del Capitalismo, ossia la cannibalizzazione di sé stesso. Il caos mondiale provocato dalla &#8220;<strong>Catastrofe neoliberista</strong>&#8221; si mostra nelle immigrazioni di massa, che sono ben altra cosa rispetto alla sostituzione etnica; nell&#8217;impoverimento e nello snaturamento della democrazia; nell&#8217;uso massiccio di un&#8217;informazione di sistema che acceca la verità.</p>
<p>Proprio la democrazia cos&#8217;è ormai? Una scatola svuotata di tutto e che resta in piedi solo nella sua apparenza. Le cose miglioreranno? Certo che no, a patto di un risveglio delle masse. Ma anche questa è un&#8217;utopia, basti pensare cosa è successo negli anni Sessanta del <strong>Novecento</strong>, quando qualcosa si stava muovendo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/catastrofe-neoliberista-dorsi-e-la-storia-degli-ultimi-anni/">Catastrofe neoliberista: D&#8217;Orsi e la storia degli ultimi anni</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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		<title>Nicola Argenti e il suo &#8220;esercizio involontario del sogno&#8221;</title>
		<link>https://www.borderliber.it/nicola-argenti-e-il-suo-esercizio-involontario-del-sogno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2026 19:09:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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		<category><![CDATA[Iperione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;L&#8217;esercizio involontario del sogno&#8221; di Nicola Argenti, Les Flâneurs Editore, 2026 Così Iperione, il Titano che rappresenta la luce celeste, decide di attraversare le epoche, muovendosi in quella materia invisibile che ingabbia gli uomini e le cose, ossia il tempo. E siccome più che morire, noi oltrepassiamo, se non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/nicola-argenti-e-il-suo-esercizio-involontario-del-sogno/">Nicola Argenti e il suo &#8220;esercizio involontario del sogno&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;L&#8217;esercizio involontario del sogno&#8221; di Nicola Argenti, Les Flâneurs Editore, 2026</strong></p>
<p dir="ltr">Così Iperione, il <strong>Titano</strong> che rappresenta la luce celeste, decide di attraversare le epoche, muovendosi in quella materia invisibile che ingabbia gli uomini e le cose, ossia il tempo. E siccome più che morire, noi oltrepassiamo, se non addirittura cadiamo di sogno in sogno, allora non solo il tempo è un&#8217;illusione, ma forse lo stesso <strong>Universo</strong> appare così perfetto proprio perché evanescente.</p>
<p dir="ltr">Questo è in sostanza ciò che <strong>Nicola Argenti</strong> ci narra in questo romanzo. E la sua scrittura, così votata a farci assaporare le cose come se fossero estrapolate da un mito antico, ci porta a spasso tra passato e presente. A vegliare sui protagonisti c&#8217;è sempre Iperione, il Titano che ha bisogno di comprendere. Persino lui è incredulo e si domanda se davvero esista l&#8217;origine di tutte le cose.</p>
<p dir="ltr">E forse proprio perché non v&#8217;è origine, ogni elemento, dal più semplice al più complesso, è parte di un sogno che ciascuno di noi osserva e che muta in base al punto di vista. E in questo quadro cos&#8217;è la morte? Un nulla. Un nulla nel vero senso della parola. Anzi, potrebbe essere priva di ogni significato come la stessa parola &#8220;<strong>morte</strong>&#8220;. E secondo questo artifizio linguistico, noi possiamo affermare che siamo immersi nell&#8217;eternità. Pertanto, non solo di questa esperienza chiamata &#8220;<strong>realtà</strong>&#8221; ci cibiamo, ma anche di quelle che abbiamo sperimentato in vite precedenti&#8230; Ops, scusate, volevo dire in sogni precedenti.</p>
<p dir="ltr">Insomma, <strong>Nicola Argenti</strong> ha creato un rebus che non ha bisogno di essere risolto, perché è intuitivo e di facile interpretazione. Non c&#8217;è neanche necessità di avere particolari conoscenze filosofiche per leggere questo romanzo, perché questa è un&#8217;opera che tutti sentiamo in noi e che scriviamo giorno dopo giorno, appena ci svegliamo. Apparentemente non v&#8217;è una trama, non v&#8217;è neanche un tema, semplicemente ogni pagina vibra e si sofferma su alcuni concetti. Chiede al lettore di partecipare e di lasciarsi trasportare.</p>
<p dir="ltr">La realtà è composta di elementi buoni e cattivi, di esperienze comuni e personali. Ciò rende ciascuno di noi unico e inimitabile, seppur legato al resto. Così &#8220;<strong>l&#8217;essere è e mai può non essere</strong>&#8220;, ma potremmo anche affermare un&#8217;altra cosa: Iperione darebbe ragione a <strong>Schopenhauer</strong> quando sentenziò che <strong>&#8220;Il mondo stesso è il giudizio universale&#8221;</strong>, in quanto il &#8220;<strong>qui-ora</strong>&#8221; è il frutto di arcaici precedenti che relegano la giustizia a una &#8220;<strong>Necessità</strong>&#8221; sconosciuta persino agli Dei.</p>
<p dir="ltr">Sì, questo è &#8220;<strong>L&#8217;esercizio involontario del sogno</strong>&#8220;. E il bello è che <strong>Nicola Argenti</strong> non utilizza la filosofia per scrivere un libro complesso, ma adotta uno stile che mi ha ricordato il <strong>Calvino</strong> più sperimentale, o il <strong>Borges</strong> che si diverte a creare labirinti lineari, retti. La filosofia è il giusto sostegno a un&#8217;idea forte di letteratura che non si fermi solo all&#8217;apparenza, ma che resti sempre sostanza mutevole che va continuamente interrogata.</p>
<p dir="ltr">Ecco, ogni scrittore che riesce con semplicità a incantare il lettore fino a farlo &#8220;<strong>oltrepassare</strong>&#8220;, compie un miracolo. <strong>Nicola Argenti</strong> c&#8217;è riuscito senza troppi problemi.</p>
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