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	<title>Feste Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Cena coi nipoti</title>
		<link>https://www.borderliber.it/cena-coi-nipoti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2023 01:18:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Anna]]></category>
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		<category><![CDATA[Cena]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Racconto di Loredana Serra “Pensi che quattro fettine a testa possano bastare? O è meglio prenderne sei per ciascuno?” La signora Giada si volta verso Anna e continua ad elencare “il vitello tonnato piace a tutti, facciamo sei; poi prenderei un po&#8217; di insalata russa, gamberetti con la salsa rosa, e capricciosa per chi ama [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Racconto di Loredana Serra</strong></em></p>
<p>“Pensi che quattro fettine a testa possano bastare? O è meglio prenderne sei per ciascuno?”</p>
<p>La signora Giada si volta verso Anna e continua ad elencare “il vitello tonnato piace a tutti, facciamo sei; poi prenderei un po&#8217; di insalata russa, gamberetti con la salsa rosa, e capricciosa per chi ama solo le verdure”</p>
<p>Anna è seduta accanto a lei e prende nota, annuisce e si sistema gli occhiali sul naso.<br />
“Per i primi scegli tu, basta che ci sia una pasta lunga e una corta, sai che ai miei nipoti piace la varietà, lasagne per mia figlia e strozzapreti per mio genero”</p>
<p>La signora Giada è a letto con una graziosa camicia da notte; ha occhi azzurri vivaci e sta già pregustando la sua serata speciale; domani sera arriveranno sua figlia, il marito e i due nipoti, che lei adora. Li ama di un amore folle, continua a parlarne come se fossero dei bambini, ma ormai hanno 15 e 17 anni. Sua figlia è medico e il genero un assicuratore; Giada vive in questa casa di cura a Genova, circondata dall’affetto e dalla attenzione di infermiere e dottori.</p>
<p>Lei è entrata sei anni fa quando si è resa conto che non poteva rimanere a casa. Vedova di un agente di commercio, ha lasciato la casa alla figlia e serenamente ha accettato che il corpo, malato di SLA, le impediva di stare da sola. Anna la segue da ormai quattro anni e le è molto affezionata; le piace che sia sempre cortese, che si ricordi ad ogni Natale di donare una busta ad ogni infermiere. Giada si volta, sistema meglio la coperta.</p>
<p>“Per i secondi? E la frutta? E i dolci? C’è così tanto ancora da stabilire, deve essere perfetto, tutto, voglio proprio che rimangano stupiti”.</p>
<p>Anna le sorride di nuovo, le assicura che sistemerà entro breve tempo. “Ho già scelto il brasato e le patate al forno, il pollo arrosto, le carote di contorno, e la torta arriverà tra poco”.</p>
<p>Accanto al letto ci sono i due pacchi per i ragazzi, come li chiama da sempre. Una <em>Playstation</em> e una borsa firmata; ci sono voluti mesi per scegliere i regali ideali. Giada inizia ad agitarsi e Anna la convince a stare tranquilla, chiude la porta e la lascia riposare. Un’ora dopo torna di corsa. Giada sta avendo una crisi, piange, urla, si dispera. Anna la abbraccia forte, le dice che va tutto bene, alla fine le somministra un calmante. Le accarezza i capelli, stretti in una treccia bianca. Il ricordo è tornato, implacabile. Due anni prima mentre aspettava la sua famiglia per festeggiare il suo compleanno, il 23 dicembre, un tir ha centrato diverse auto in fila sulla tangenziale; sua figlia, il genero e i nipoti sono morti sul colpo.</p>
<p>Dopo aver appreso la notizia Giada non ha comunicato per mesi e mesi. Poi ha iniziato a parlare di nuovo e ad organizzare la cena con i nipoti; ripete le portate scelte, si fa pettinare i capelli, fa rifare i pacchetti dei regali. Alla casa di cura lo sanno e la assecondano ogni volta. La mente non può accettare quello che è successo e si è fermata alle ore prima della tragedia, in un cerchio senza fine.</p>
<p>Anna riprende i fogli su cui ha scritto, li straccia, scarta i regali. Domani ripeterà gli stessi gesti e le stesse parole. Guarda Giada ora che è immersa in un sonno provocato dai sonniferi, sa che quando si sveglierà vorrà di nuovo ripassare tutti i passaggi, farsi pettinare e gli occhi le brilleranno di nuovo, anche se solo per qualche ora. Caccia via le lacrime, come fa ogni giorno e le disfa la treccia, allungando i lunghi capelli bianchi attorno al cuscino.</p>
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		<title>Prima di ogni ricerca&#8230;</title>
		<link>https://www.borderliber.it/prima-di-ogni-ricerca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Dec 2022 01:30:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cane]]></category>
		<category><![CDATA[Feste]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[Paure]]></category>
		<category><![CDATA[silenzio]]></category>
		<category><![CDATA[Solitudine]]></category>
		<category><![CDATA[Tormenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano Abbiamo condiviso e intrapreso strade che non erano le nostre; sapevamo di quale passione avremmo dovuto riempirci gli occhi, sicuramente non di questa compravendita di anime e di cuori che ci siamo appiccicati addosso. Illusioni, nient&#8217;altro che di questi bagliori ci siamo fatti. Drogati di paura, schiviamo ogni tipo di confronto. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Martino Ciano</strong></em></p>
<p>Abbiamo condiviso e intrapreso strade che non erano le nostre; sapevamo di quale passione avremmo dovuto riempirci gli occhi, sicuramente non di questa compravendita di anime e di cuori che ci siamo appiccicati addosso.</p>
<div dir="auto">Illusioni, nient&#8217;altro che di questi bagliori ci siamo fatti. Drogati di paura, schiviamo ogni tipo di confronto. Siamo soli per strada e in mezzo agli altri. Il <em>lockdown</em> non è finito, ma è ancora in vigore e rinvigorisce la solitudine. Di poesia, di parole nessuno campa, ci vuole altro; ci vogliono gesti, ma i gesti scarseggiano. In questi giorni sentiamo la necessità della pace, dei piccoli segni, ma avvertiamo la rabbia degli altri, alla quale noi rispondiamo con la nostra.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Siamo arrabbiati. Troppe aspettative tradite, l&#8217;accanita ricerca della felicità e della realizzazione personale ci ha illuso, ora abbiamo sonno e quando si stuzzica un assonnato, costringendolo a rimanere sveglio, quello reagisce con ira. Ecco, vorremmo dormire, ma qualcuno ci obbliga a restare vigili. Abbiamo compreso il tradimento, non siamo più disposti a perdonarlo, a passarci sopra, ma non riusciamo a fare valere le nostre ragioni. Forse non ci conviene, ci siamo compromessi troppo. Stremati dalla contaminazione delle idee, delle<em> news</em>, approdiamo sulle rive di sperdute isole di sabbia, indaghiamo sulle zone d&#8217;ombra degli altri, mentre tralasciamo le nostre. Con presunzione ci dichiariamo innocenti.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Il pensiero debole ci impone di vedere le cose da diversi punti di vista. È idea comune che non esistono verità assolute, non più, eppure dobbiamo crearle perché altrimenti annegheremmo nel caos. Sorridenti ci sfoghiamo contro il prossimo. Siamo convinti che ci capirà e lui, a sua volta, si aspetterà la nostra comprensione. Non la riceverà. È questa l&#8217;origine di tutte le guerre, di quelle che si combattono e di quelle che si combatteranno, di quelle in atto e di quelle che saranno dichiarate.</div>
<div dir="auto">
L&#8217;unico atto di ribellione, un cane che alza la zampa e piscia contro il muro incurante della folla che gli passa a pochi centimetri di distanza. Per il resto, <em>è Natale, non soffrire più</em>, canta un coro in lontananza.</div>
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		<title>Luci di fine anno</title>
		<link>https://www.borderliber.it/luci-di-fine-anno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Dec 2022 01:57:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Capodanno]]></category>
		<category><![CDATA[Consumismo]]></category>
		<category><![CDATA[Feste]]></category>
		<category><![CDATA[Ipocrisia]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Luci]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[Normalità]]></category>
		<category><![CDATA[Originalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano già pubblicato per Zona di Disagio Queste luci che rendono ancora più buie le strade, mentre ombre sfilettate si addensano sull&#8217;asfalto. Osservo tra questi platani piccole gioie, sorrisi di bimbi che con occhi trasognati si lasciano trasportare dal desiderio, da regali impacchettati con aria e polvere di stelle, mentre gli adulti [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Martino Ciano già pubblicato per <a href="https://zonadidisagio.wordpress.com/2022/12/15/luci-di-fine-anno/">Zona di Disagio</a></strong></em></p>
<p><em>Queste luci che rendono ancora più buie le strade, mentre ombre sfilettate si addensano sull&#8217;asfalto.</em></p>
<div dir="auto">Osservo tra questi platani piccole gioie, sorrisi di bimbi che con occhi trasognati si lasciano trasportare dal desiderio, da regali impacchettati con aria e polvere di stelle, mentre gli adulti scrivono lettere immaginarie e incendiano il cuore. Volesse Dio che qualcosa si realizzi, ma tutto è immobile, con un piede nella fossa.</div>
<div dir="auto">In tv sfila la guerra vicino al panettone, mentre un torrone richiama alla mente un razzo, se gli dai un morso salti in aria. Purtroppo non è un gioco, ma una libera associazione di tensione e di autodistruzione. Sa di sangue la Terra, di terrore a lume di candela. L&#8217;inverno è arrivato in ritardo. Pazienza, è già nel cuore e ha ibernato la malinconia, ghiacciato il dolore. Ancora si sente dire in giro che <em>Dio è morto</em>, per me è vivo e vegeto, proprio perché c&#8217;è un vento di umana disperazione. Lui si manifesta così, tra violenza e brutalità, ché a Lui piacque accendere una fievole luce tra spesse tenebre, poi furono le bestemmie a reggere le colonne dell&#8217;universo, buone e cattive azioni sostenute dal pregiudizio, beffate dalla cieca volontà.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Mentre giornalisti con aria da agenti commerciali snocciolano cifre e percentuali di crescita al ribasso, mentre ogni <em>categoria dello spirito</em> si infrange contro la merceologia, vedo ancora il sorriso dei bimbi che rincorrono il futuro tra le ombre. Suona una zampogna, disturba e spaventa come un lamento. Seguo e guardo lo zampognaro, ha un viso da ultimo uomo sulla terra, mentre in tv annunciano una crescita per il prossimo anno; oh, ingenuo tentativo di fare i conti in tasca al destino, volesse Dio la crescita del reddito pro-capite, perché poi verrà un altro Natale da spendere.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Ombre che divorano ombre, mentre la luna si specchia tra le onde alte del mare. È gravida e banale questa promessa di opulenza, sa di vendetta ogni sorriso, un giorno come l&#8217;altro sarà riempito di stucchevolezza, dopotutto servirà.</div>
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