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	<title>Farabbi Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Viaggi elementali di Anna Maria Farabbi</title>
		<link>https://www.borderliber.it/viaggi-elementali-di-anna-maria-farabbi-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2025 22:01:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Viaggi elementali&#8221; di Anna Maria Farabbi, Qed Edizioni, 2025 Essere e non essere; io-nulla che si mischia al noi-nulla. No, non è un gioco di prestigio, semplicemente è ciò che racconta Anna Maria Farabbi nei suoi &#8220;Viaggi elementali&#8221;, in cui ogni forma narrativa e poetica viene piegata all&#8217;esigenza del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Viaggi elementali&#8221; di Anna Maria Farabbi, Qed Edizioni, 2025</strong></p>
<p>Essere e non essere;<em> io-nulla</em> che si mischia al <em>noi-nulla</em>. No, non è un gioco di prestigio, semplicemente è ciò che racconta <strong>Anna Maria Farabbi</strong> nei suoi <strong>&#8220;Viaggi elementali&#8221;</strong>, in cui ogni forma narrativa e poetica viene piegata all&#8217;esigenza del &#8220;testimoniare&#8221; al di là dell&#8217;apparenza.</p>
<p>E che quanto fa l&#8217;autrice sia la distruzione del velo che tutto copre, che alimenta persino il nostro narcisismo, ci appare chiaro fin dalle prime righe. Una dichiarazione d&#8217;intenti netta ci stacca dalla materia e ci porta nel mezzo della natura mistica che sovrasta il mondo.</p>
<p>È in questo spazio che <strong>Farabbi</strong> si fa <em>nulla</em>, quindi parte del tutto che si lascia scrutare solo in superficie. Pensate a quando il mare è così limpido da permetterci di vedere il fondale. La prima impressione è che quel lembo in cui stiamo entrando non sia troppo profondo: ecco quella è la prima illusione in cui cadiamo da bambini, quando stiamo imparando a nuotare. Ed è proprio in questo trabocchetto che non scivola l&#8217;autrice di <strong>&#8220;Viaggi elementali&#8221;</strong>.</p>
<p>La sfida è non fermarsi all&#8217;impressione, ma immergersi perdendo progressivamente sé stessi. In tal senso anche la distanza si annulla, perché ciò che unisce il deserto a Kioto, o a un&#8217;isola del Mediterraneo, è quel senso di appartenenza a un&#8217;unica forma che sa dividersi, moltiplicarsi, annullarsi e rigenerarsi. È un&#8217;essenza al di là di ogni struttura da noi percepita, creata e inventata. È la pronuncia degli elementi che si manifestano a noi, ricordandoci che essi sono imperituri.</p>
<p>Parole precise delineano luoghi e sensazioni, scavando nella materia universale che s&#8217;apre alla conoscenza. Farabbi non è onirica, ma ha i piedi piantanti nella realtà, nell&#8217;attimo che sta fuori dal divenire. Cattura, imprime, lascia al lettore l&#8217;impressione che tutto sia intorno a noi, pronto per essere ammirato.</p>
<p>È in questo modo che violenza, sopraffazione, dolore e sofferenza diventano solo visioni di un&#8217;esistenza che l&#8217;uomo inquina, senza mai porsi tra gli elementi, ma convinto che ogni cosa, anche nelle sue manifestazioni disarmoniche, sia in suo potere. Farabbi ha una lettura diversa dell&#8217;esperienza e dell&#8217;arte: <strong>comunicano qualcosa che prima di tutto abbiamo dovuto ricevere.</strong></p>
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