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	<title>Erotismo Archivi - BORDER LIBER</title>
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	<description>Sguardi al limite</description>
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		<title>AcroBatiCa. Ezio Sinigaglia e i suoi &#8220;giochi di stile&#8221;</title>
		<link>https://www.borderliber.it/acrobatica-sinigalglia-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Dec 2024 23:02:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Dadaismo]]></category>
		<category><![CDATA[Déclic]]></category>
		<category><![CDATA[Duchamp]]></category>
		<category><![CDATA[Erotismo]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;AcroBatiCa&#8221; di Ezio Sinigaglia, Déclic, 2024 Le parole non bastano mai per descrivere la realtà o l&#8217;irrealizzabile, o per delineare con precisione ciò che accade nel mondo o ciò che succede nel nostro spazio interiore. &#8220;Acrobatica&#8221; ci dice questo. I tre racconti di Ezio Sinigaglia sono &#8220;giochi di stile&#8221; in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;AcroBatiCa&#8221; di Ezio Sinigaglia, Déclic, 2024</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le parole non bastano mai per descrivere la realtà o l&#8217;irrealizzabile, o per delineare con precisione ciò che accade nel mondo o ciò che succede nel nostro spazio interiore.</p>
<p><strong>&#8220;Acrobatica&#8221;</strong> ci dice questo. I tre racconti di <strong>Ezio Sinigaglia sono &#8220;giochi di stile&#8221;</strong> in cui si mettono in mostra pregi e difetti del linguaggio, ma anche i suoi limiti e le sue possibilità. Quando parliamo di linguaggio, infatti, sappiamo che così come tante zone non sono state ancora esplorate, così va accettato che davanti a certe aree blindate dobbiamo arrenderci.</p>
<p>È un po&#8217; il sogno di tutti gli scrittori riuscire a far combaciare <strong>&#8220;il pensato&#8221;</strong> con <strong>&#8220;il rappresentato&#8221;</strong>, ma alcuni ostacoli sono insormontabili e forse meglio così. Dal canto suo, <strong>Sinigaglia</strong> non ha nessuna intenzione di oltrepassare il limite, gli va bene la posizione di inferiorità cui sono condannati tutti gli strumenti creati dall&#8217;uomo e si diverte con quello che possiede, maneggiandolo con grande maestria.</p>
<p>Immaginate un racconto composto da sole parole che iniziano per la consonante &#8220;S&#8221;. <strong>Difficile?</strong> Per me sì, per Ezio invece tutto prende forma in una storia &#8220;leggera&#8221;, ironica, che delinea uno degli scenari possibili che <strong>l&#8217;erotismo potrebbe creare</strong> attraverso la sua voce.</p>
<p>Negli altri due racconti invece, <strong>Ezio</strong> sperimenta altro e lascio a voi il gusto della scoperta, ma questa immagine <strong>&#8220;ossessiva&#8221;</strong> dell&#8217;eros, presente in tutte le opere di Sinigaglia da me lette, mette in evidenza la necessità di evocare quella <strong>&#8220;quarta dimensione&#8221;</strong> di cui parlava il dadaista <strong>Duchamp</strong>; tant&#8217;è che, senza azzardare interpretazioni o letture troppo fantasiose, mi sembra che lo scrittore milanese abbia seguito proprio questo filo conduttore.</p>
<p>Sia ben chiaro, l&#8217;esperimento è riuscito e il tentativo di ingabbiarlo in uno schema, in una corrente, in un modello, è di sicuro sbagliato, <strong>fermo restando che è anche mio compito darvi un punto di riferimento con cui fare i conti.</strong> Ciononostante, resta il fatto che leggere questi tre racconti è prima di tutto un &#8220;piacevole e distensivo&#8221; combattimento contro la logica.</p>
<p>D&#8217;altronde, il subbuglio che Ezio crea è perfetto, anzi forse è l&#8217;unico modo che ha per far comprendere al lettore quale &#8220;forma&#8221; di erotismo è presente nella sua testa. Allo stesso tempo, l&#8217;autore ci fa intravedere anche come sia difficile rappresentarla e renderla universale e comprensibile a tutti.</p>
<p>Impresa impossibile, per fortuna, perché ognuno, anche da un&#8217;opera perfettamente trascritta, ricava ciò che ritiene opportuno, appiccicando a ogni &#8220;ente&#8221; suggerito il proprio modello. Forse è quello che sta capitando a me, in questo momento, mentre scrivo di <strong>&#8220;AcroBatiCa&#8221;</strong>, tant&#8217;è che un qualsiasi lettore potrebbe obiettarmi di voler dirigere, se non pregiudicare, le sue future impressioni su questo libro.</p>
<p><strong>Allora che dire?</strong> Che, ancora una volta, <strong>Sinigaglia</strong> con tre racconti ariosi e giocosi ci dà la possibilità di riflettere sulle gioie e i dolori del linguaggio, facendoci penetrare in un erotismo che è forza motrice e indiscusso creatore di ogni rinnovazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
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		<title>Due poesie inedite di Mauro De Candia</title>
		<link>https://www.borderliber.it/poesie-mauro-de-candia-inedite/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Jul 2023 02:49:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cielo]]></category>
		<category><![CDATA[De Candia]]></category>
		<category><![CDATA[Erotismo]]></category>
		<category><![CDATA[Nome]]></category>
		<category><![CDATA[poesie]]></category>
		<category><![CDATA[Profumo]]></category>
		<category><![CDATA[Signora]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poesie e foto di Mauro De Candia Perform perfume Di te ricordo il balbettio vivace delle mani, l&#8217;utilizzo rettilineo della chimica sociale e i tuoi avambracci di neve. Di te ricordo l&#8217;incesto di giostre olfattive, la performance lubrificante del profumo. Nel Kabukichō l&#8217;umanità mastica i nomi con le dita, e con le dita orla le [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Poesie e foto di Mauro De Candia</strong></em></p>
<p><strong>Perform perfume</strong></p>
<p>Di te ricordo<br />
il balbettio vivace delle mani,<br />
l&#8217;utilizzo rettilineo della chimica sociale<br />
e i tuoi avambracci di neve.</p>
<p>Di te ricordo<br />
l&#8217;incesto di giostre olfattive,<br />
la performance lubrificante del profumo.</p>
<p>Nel Kabukichō l&#8217;umanità<br />
mastica i nomi con le dita,<br />
e con le dita<br />
orla le labbra di meduse oscene:<br />
esplodiamo nei taxi notturni,<br />
dondoliamo sui bordi delle fiamme ossidriche,<br />
voliamo nelle vasche disidratate<br />
e poi fuggiamo come iene scarnificate,<br />
con la coda attorcigliata<br />
al Vecchio Piccolo Mondo,<br />
il muso glabro ad azzannare il Vuoto.</p>
<p>Grondiamo di punti<br />
e pause brevi,<br />
non parole.</p>
<p>Di te ricordo il profumo<br />
di alloro e kajal sulla lingua,<br />
e la parola, impastoiata in un suffisso,<br />
che dalla tagliola restò amputata:<br />
&#8220;-ness&#8221;.</p>
<p>Poi la performance, terminata,<br />
trapassò in un viso:<br />
&#8220;Happy-&#8221; (sistole),<br />
&#8220;Sad-&#8221; (diastole).</p>
<p>E incastonare le parole in una,<br />
in dieci o in centomila?</p>
<p>Non c&#8217;è certezza:<br />
solo l&#8217;odore resta<br />
sui fianchi ciechi<br />
di corpi abbandonati<br />
in trasparenza.</p>
<p><strong>*</strong></p>
<p><strong>La Signora della pioggia</strong></p>
<p>La Signora della pioggia<br />
posò la mano diafana e metabolica<br />
dalle sterminate dita istantanee<br />
sui lividi azzurri delle finestre irsute,<br />
pennuta o floreale con le unghie, a rovistare<br />
nelle case spiando Buddha lussuriosi<br />
e oziosi cherubini, ticchettando a sputi d&#8217;acqua,<br />
e snocciolava a tuffi, in glassa zuccherina,<br />
moltiplicata in coro, molestie ai comodini:</p>
<p>«Vorresti anche tu un nome?<br />
Vorresti anche tu un nome?<br />
Un falso-falso nome<br />
Un falso-falso nome?».</p>
<p>E si fece mareggiata felpata di fate,<br />
bussando cavernosa col bastone del sogno<br />
nello sterminato sterno dei villaggi contemporanei,<br />
e scavò trincee nelle fughe trafugate<br />
dalle rughe serpentine della carne scannata,<br />
e divorò il rettile nero di lacci<br />
che ha un nido secolare nelle tue stesse scarpe supine<br />
rimaste ad ubriacarsi ai davanzali del cielogrigio.</p>
<p>La Signora sbottonava le case,<br />
liberava dall&#8217;ossigeno manichini tribali,<br />
disangolava le ginocchia del bestiame umano,<br />
ingrossava l&#8217;urlo, scoppiava:<br />
la forma poetica dell&#8217;oggetto è ovunque,<br />
osando l&#8217;artificio invisibile.</p>
<p>Nelle città sotterranee del Fuoco,<br />
nel futuro indicibile,<br />
si rifugiava la prosa.</p>
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		<title>Il piacere è tutto mio</title>
		<link>https://www.borderliber.it/il-piacere-e-tutto-mio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Dec 2022 01:21:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Emma Thompson]]></category>
		<category><![CDATA[Erotismo]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Leo Grande]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Orgasmo]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Antonio Maria Porretti Sarebbe oltremodo gradito &#8211; in quanto segno di maggior considerazione nei riguardi degli spettatori- se ogni tanto, la distribuzione italiana evitasse di  camuffare certi film sotto travestimenti che ne sviliscono e contrabbandano il senso. È il caso di Il piacere è tutto mio della regista australiana Sophie Hyde. Trailer di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Antonio Maria Porretti</strong></em></p>
<p>Sarebbe oltremodo gradito &#8211; in quanto segno di maggior considerazione nei riguardi degli spettatori- se ogni tanto, la distribuzione italiana evitasse di  camuffare certi film sotto travestimenti che ne sviliscono e contrabbandano il senso. È il caso di <em>Il piacere è tutto mio</em> della regista australiana Sophie Hyde. Trailer di lancio e traduzione stessa del titolo (in originale &#8220;Good Luck To You Leo Grande&#8221;) sembrano essere confezionati a bella posta per instillare nel pubblico l&#8217;idea che si tratti di una pochade un po&#8217; sfacciatella.</p>
<p>Niente di più estraneo al carattere di questa pellicola, che si staglia per l&#8217;onestà, il coraggio e la delicatezza con cui affronta un argomento niente affatto facile, anzi, piuttosto scomodo e tutt&#8217;altro che popolare: l&#8217;erotismo, il sesso al femminile, quando nel corpo di una donna scoccano i primi rintocchi della vecchiaia. Eccola la parola &#8220;monstre&#8221;, sconsacrata e senza più diritto di asilo nei vocabolari della comunicazione attuale, sempre così in affanno dietro a eufemismi di rimpiazzo. Eppure la storia qui narrata la esige.</p>
<p>Il tempo modifica il corpo (mi pare già di sentire Monsieur de Lapalisse ringraziare sentitamente dalla tomba), la sua energia e carica sessuale anche, ma le loro istanze e necessità permangono. E forse ancora più esigenti rispetto al passato. Come accade a Nancy Stokes: vedova, ex insegnante di religione, che in tutta la sua vita coniugale non ha mai provato il piacere dell&#8217;orgasmo. Adesso, vuole provare ad averne uno; vuole appropriarsi di una femminilità fino ad ora mortificata e repressa per via della sua educazione, della mentalità che ha acquisito, condizionata dai &#8220;non si fa&#8221;, &#8221; non sta bene&#8221;, &#8221; cosa penserà mai la gente?&#8221;, tralasciando la censura che lei per prima esercita su sé stessa.<br aria-hidden="true" /><br aria-hidden="true" />L&#8217;incontro con Leo Grande, il giovane escort prenotato sul sito di un&#8217;agenzia per accompagnatori, si prefigge di giungere allo scopo. Ops, mi è sfuggito un lapsus freudiano! Se non altro giustificato dal contesto, suvvia&#8230; Eppure, prima di denudare i loro corpi e lasciarli incontrare, Nancy e Leo spoglieranno la pelle delle loro anime. La camera che li accoglie e ospita diventerà uno spazio elastico in cui lasciar confluire stanze delle loro vite. I tre appartamenti che si susseguiranno, andranno a scandire le tappe di una  progressiva scoperta e conoscenza delle loro ferite rimaste aperte. In parte si rimargineranno, in parte verranno accantonate, perché alla fine un modo per tirare avanti bisogna pur trovarlo. Ed è nel riflesso proiettato da questa angolazione, che la versione originale del titolo (Good Luck To You Leo Grande) colora di una sfumatura tenera e affettuosa il saluto a qualcuno che non si rivedrà più.<br aria-hidden="true" /><br aria-hidden="true" />Un film da camera dunque, d&#8217;impianto nettamente teatrale, non solo per unità di luogo e azione, ma anche per l&#8217;immediatezza emotiva che è in grado di restituirci. Merito dovuto innanzitutto grazie alla presenza di una interprete del livello e rango di Emma Thompson, in un ruolo che poche altre attrici avrebbero potuto ricoprire, ottimamente coadiuvata da Daryl McCormack, che rifugge da ogni stereotipo nel tratteggiare il suo personaggio di amante a pagamento. Una menzione speciale è doverosa anche per Isabella Laughland, sia pure nella poco più che apparizione come cameriera dell&#8217;albergo, di servizio nella caffetteria della hall -e pure ex allieva di Nancy. Merito anche di una scrittura agile, mai sopra le righe e precisa come un metronomo nell&#8217;alternare toni ora più ilari, ora più concitati e tesi, frutto della penna di Katy Brand. Per concludere, un film che ci ricorda che il tempo toglie ma può dare ancora molto.<br aria-hidden="true" /><br aria-hidden="true" /><em><strong>PS:</strong></em> Nota cinefila. Visto che di cinema si tratta, non apparirà fuori luogo segnalare che il vero nome di Nancy Stokes nel film è poi Susan Robinson. Pensare d&#8217;emblée alla Mrs Robinson de &#8220;Il Laureato&#8221;, anche questo è lapalissiano; non vi pare?</p>
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