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	<title>droga Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Madama</title>
		<link>https://www.borderliber.it/madama-racconto-leggero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2025 23:02:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Allucinazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Racconto e foto di Martino Ciano Implodeva nel cervello e nel sangue, tra le cellule che catturano i fotogrammi del divenire e tra quelle che combinano le emozioni. Lo spirito della Madama aleggiava su di te. Nel cocktail allucinogeno, sguazzavi con quegli occhi spalancati sulle luci della discoteca che pulsavano a ritmo di tecno marziale. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h4>Racconto e foto di Martino Ciano</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Implodeva nel cervello e nel sangue, tra le cellule che catturano i fotogrammi del divenire e tra quelle che combinano le emozioni. Lo spirito della <strong>Madama</strong> aleggiava su di te. Nel cocktail allucinogeno, sguazzavi con quegli occhi spalancati sulle luci della discoteca che pulsavano a ritmo di tecno marziale.</p>
<p>A calci in culo ti prendeva la grancassa; mani d&#8217;aria, ma dalla presa forte come quella delle tenaglie, ti strappavano l&#8217;anima. <strong>Trasmigravi tra la gente e sembrava che di ciascun componente riuscissi a decifrare le sensazioni.</strong> Qualcuno era annoiato, altri eccitati; c&#8217;erano anche persone a cui stavano strette le mutande.</p>
<p>Tu navigavi in una pace caotica. <strong>Da qualche parte nel tuo cervello era in corso una battaglia;</strong> sentivi infatti le esplosioni delle bombe, il fischio dei razzi, il boato degli aerei che rompevano il muro del suono. Ma te ne fregavi, eri salvo, ridevi anche quando nelle orecchie giungevano le urla di qualche uomo o soldato che era saltato in aria, che era stato fatto a brandelli. <br /><br /><strong>&#8220;Domani andrò a pulire i muri imbrattati di sangue. Raccoglierò con scopa e paletta le interiora disseminate sul terreno&#8221;</strong>, dicevi a te stesso. Eri in cerca di una direzione; assente, anzi eri un imbambolato tra mille ballerini improvvisati che come molle saltavano da una parte all&#8217;altra. Passando tra loro, sfiorandoli, avvertivi l&#8217;odore di sudore che si mischiava a fragranze femminee.</p>
<p>Docile, annusavi come un cane bastonato; eri tatto, eri l&#8217;epidermide del tuo sballo<strong>.</strong> Il <strong>cartone</strong> che ti eri calato aveva fatto effetto, altri tre<strong> francobolli</strong> li avevi in tasca. Li custodivi con cura, ti sarebbero serviti per la <strong>&#8220;buonanotte&#8221;</strong>, per dimenticare i debiti che avevi disseminato in giro per comprare i tuoi viaggi multidimensionali.<br /><br /><strong>&#8220;Non li pagherò, ma porterò loro nel mio mondo, in questa pace. Proveranno la serenità della mia anima danzante&#8221;</strong>, e intanto camminavi ed esploravi, penetravi la calca fin quando non ti sei trovato a ballare un valzer con la <strong>madama</strong>. Tenevi strette le sue mani callose, sentivi un pesante profumo di sigaro al caffè; eppure ti lasciavi accompagnare nei movimenti dalla signora; ti aggrappavi alle sue spalle e ciondolavate. Le stavi per baciare il collo, ma proprio in quel momento quella ti ha spinto, ti ha sbilanciato. Gli altri intorno a te si sono spostati, ti hanno fatto cadere come un sasso. <br /><br />&#8220;Sì, prendimi qui, madama mia. Mi hai inseguito troppo questa sera. Ma ti giuro, stavo giocando, non stavo fuggendo da te&#8221;. E quella ti ha girato, ti ha schiacciato la faccia sulla pista da ballo e ti ha ammanettato. <br /><br />&#8220;Prendimi a calci nel culo, madama mia; sono tuo, nel dolore e in ogni mia erezione&#8221;, ma ti sei sentito sollevato da terra, issato come una vela; e infatti tu sfarfallavi e gioivi, fin quando uno non ti ha fatto una rivelazione: <strong>&#8220;Coglione, ti stanno arrestando&#8221;</strong>. E allora ti sei voltato e hai visto lo sbirro. La madama che volevi sedurre non esisteva per davvero, eppure ti ha fottuto.</p>
<p>Calvo, nerboruto, in borghese, ma pronto all&#8217;azione. <strong>&#8220;Fascista&#8221;</strong>, gli hai gridato e, intanto, due buttafuori sono venuti ad aiutarlo. Opponevi resistenza e quello ti ha dato uno schiaffo. Ti sei tranquillizzato, ti hanno portato a casa della madama, tra risate e stridore di denti&#8230; a pezzi.</p>
<hr />
<p><em>Se ti è piaciuto questo articolo<strong> </strong></em><strong><a href="https://www.borderliber.it/blitz-per-giovani-marmotte/">clicca qui e leggi anche &#8220;Blitz per giovani marmotte&#8221;</a></strong></p>
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		<title>Il Grifone. La tecnologia, la &#8216;ndrangheta e la penetrazione nel web</title>
		<link>https://www.borderliber.it/grifone-ndrangheta-web/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Aug 2024 02:44:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA['ndrangheta]]></category>
		<category><![CDATA[Deep Web]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il Grifone&#8221; di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, Mondadori, 2024 Soldi che si trasformano, che si smaterializzano nel web per poi ricomparire da un&#8217;altra parte; partite di droga che si spostano tramite messaggi cifrati, criptati; collaborazioni a distanza, riunioni nel MetaVerso e commercio nel deep web. No, non è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il Grifone&#8221; di Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, Mondadori, 2024</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Soldi che si trasformano, che si smaterializzano nel web per poi ricomparire da un&#8217;altra parte; partite di droga che si spostano tramite messaggi cifrati, criptati; collaborazioni a distanza, riunioni nel <strong>MetaVerso</strong> e commercio nel deep web. No, non è un film distopico, ma le prove che testimoniano di come la criminalità si stia evolvendo, sfruttando a proprio uso e consumo le infinite risorse della rete.</p>
<p>Cosmopolita e universale tramite le nuove tecnologie, fortemente conservatrice grazie a un codice antico che niente e nessuno può scalfire. <strong>&#8220;Il Grifone&#8221;</strong>, libro scritto a quattro mani dall&#8217;ex <strong>Procuratore di Catanzaro</strong>, oggi a <strong>Napoli</strong>, <strong>Nicola Gratteri</strong>, e l&#8217;esperto di &#8216;ndrangheta, <strong>Nicola Nicaso</strong>, segna uno spartiacque che impone a tutti noi di cambiare idea sulle mafie.</p>
<p>Via la coppola e la lupara, così come l&#8217;idea di una <strong>&#8220;rozzezza di classe&#8221;</strong> che guida la mafia calabrese, diventata la più potente del mondo. Oggi, la<strong> &#8216;ndrangheta</strong> cerca più hacker che sicari; vuole esperti di informatica senza scrupoli capaci di fare affari nei meandri oscuri di internet, riversando tutto nei mercati finanziari considerati legali.</p>
<p>Le radici sono radici; i calabresi lo sanno bene, <strong>la tradizione non si tocca</strong>, ma il futuro non spaventa gli impavidi picciotti e le nuove inchieste portate avanti in Italia e in Europa dimostrano che anche la <strong>vecchia &#8216;ndrangheta</strong>, sebbene legata alle regole dei secoli scorsi e ai riti che l&#8217;hanno distinta dalle altre, sa penetrare nell&#8217;informatica e renderla sua &#8220;sodale&#8221;.</p>
<p>Chi leggerà <strong> &#8220;Il Grifone&#8221;</strong> non potrà che restare meravigliato, perché alcune pagine sembreranno tratte da un romanzo di fantascienza o ci catapulteranno nei mondi creati da <strong>Philp Dick</strong>, invece tutto è realtà e, mentre stiamo scrivendo, <strong>Bitcoin</strong> che puzzano di sangue e transazioni finanziarie oscure danno a quello che ancora è considerato<strong> &#8220;un gruppo di semi analfabeti&#8221;</strong> agio, potere e onorabilità.</p>
<p>Ciò non vuol dire che gli &#8216;ndranghetisti sono diventati ingegneri informatici o esperti hacker, anzi restano sempre loro, <strong>ossia individui dominati dalla sete di dominio e legati a un certo modo di interpretare la realtà</strong>. La loro capacità però sta nel cercare altre strade, nell&#8217;emanciparsi pur restando fedeli alla propria origine. Abilità che le altre organizzazioni criminali non hanno avuto; infatti, la <strong>&#8216;ndrangheta</strong> non ha mai abbracciato la strategia stragista della <strong>Mafia siciliana</strong>, ma è rimasta in silenzio, unendosi e mostrandosi compatta.</p>
<p>Certamente, alla fine di questo saggio, alla tipica immagine di uno &#8216;ndranghetista chiuso in un casolare isolato della <strong>Locride</strong> che viene disturbato solo dal belato delle pecore, molti lettori dovranno aggiungere quella di un uomo che, magari, con un <strong>iPhone</strong> di ultima generazione, con tanto di connessione <strong>5G</strong>, manda messaggi via <strong>Telegram</strong>, o tiene un veloce summit nel <strong>MetaVerso</strong> con narcos messicani e colombiani, standosene seduto sul divano di casa propria, indossando panni e accessori che lo rendono <strong>&#8220;un avatar attivo&#8221;</strong> nella realtà virtuale.</p>
<h3>Chi fermerà il Grifone?</h3>
<p><strong>E lo Stato dov&#8217;è?</strong> È pronto per la sfida? Gratteri, che è stato anche a <strong>Tortora</strong>, nel cosentino, il 16 agosto 2024, è stato chiaro: &#8220;si perde tempo utile dibattendo su argomenti come le intercettazioni. Qui ancora si pretende che gli inquirenti pedinino i criminali. Tutto ciò mentre le mafie acquisiscono sempre più competenze sul web&#8221;.</p>
<p>Come detto, tutto può essere sconfitto e arginato nel momento in cui si prende atto del problema. Non deve meravigliare che la &#8216;ndrangheta si sia infiltrata anche nel web, anzi dovrebbe stupire il contrario, ossia che la criminalità sarebbe rimasta a guardare mentre tutto intorno si muoveva. La possibilità di ripulire denaro, di vendere droga, di commissionare illeciti attraverso metodi veloci, sicuri e che permettono persino l&#8217;anonimato, è per tutti una manna dal cielo. <strong>È proprio lo Stato quello lento, che continua a grattarsi la testa su questioni che ormai sono state archiviate.</strong></p>
<p>L&#8217;anarchia del web, soprattutto del suo lato oscuro, è così complessa che prima si interviene e meglio è. Infatti, ancora una volta è giusto ribadire che mentre noi discutiamo e ci impantaniamo in discorsi senza senso, le mafie continuano ad acquisire competenze.</p>
<p>Certamente, bisogna anche appurare se, allo Stato, un certo<strong> &#8220;silenzio&#8221;</strong> convenga. Chissà, nell&#8217;epoca della spettacolarizzazione e dell&#8217;apparenza, anche il perdurare di certe associazioni è utile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
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		<title>Droga sul Tirreno cosentino: un&#8217;isola felice</title>
		<link>https://www.borderliber.it/droga-sul-tirreno-cosentino-racconto-ciano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Jun 2024 04:34:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[Crack]]></category>
		<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Droga sul Tirreno cosentino: un&#8217;isola felice&#8221; è un articolo di Martino Ciano. La foto in copertina è dell&#8217;autore Il crack è un prodotto tipico locale; lo trovi di notte, corre tra gli adolescenti fino ai quasi adulti. Ti incastra la testa tra vari pensieri, tant&#8217;è che ne esci un po&#8217; sconvolto perché certe cose ti [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><b>&#8220;Droga sul Tirreno cosentino: un&#8217;isola felice&#8221; è un articolo di Martino Ciano. La foto in copertina è dell&#8217;autore</b></p>
<p>Il crack è un prodotto tipico locale; lo trovi di notte, corre tra gli adolescenti fino ai quasi adulti. Ti incastra la testa tra vari pensieri, tant&#8217;è che ne esci un po&#8217; sconvolto perché certe cose ti si fissano come un martello, ma il rumore del martello, che batte sul chiodo ormai infilatosi nel muro, procura fastidio: un suono ferroso che solletica i timpani, fino a perforarli lentamente, come se qualcuno ci passasse del fil di ferro. Allora schizzi, prendi l&#8217;auto e scappi come se dovessi andare a casa di qualcuno per ammazzarlo. Ti viene in mente un vecchio torto, una parola fuori posto, magari quell&#8217;episodio in cui eri eccitato, ma non ti stava dritto e tu pensavi che di colpo fossi diventato impotente, inservibile a te stesso e alla specie. E quella tipa davanti a te, nuda e pronta, sorrideva e ti diceva &#8220;dai non fa niente&#8221; e invece tu avresti voluto spaccarle la testa contro il muro. Sai che dolore le avresti procurato, eppure sarebbe stata la manifestazione più sincera della tua virilità. Avresti ristabilito l&#8217;ordine, la linea di sangue che unisce uomo e donna fin da quando furono cacciati dal Paradiso Terrestre. Ma ti sei fermato, calmato e rivestito. L&#8217;hai salutata per andare in cerca di roba, di lapislazzuli e diamanti.</p>
<p>

</p>
<p class="wp-block-paragraph">Tutte queste cose le ricordi con lucidità? Tra le tempie è andato in funzione un Centro revisioni che ora sta riassettando il mezzo. La revisione della tua auto è scaduta, ma te ne freghi. La felicità della botta ti sculaccia. Il dolore è diventato amore, piacere, poesia esaltata; ti mostra Dioniso e le ancelle, le orge che trovi nella piazzetta poco illuminata nei pressi del locale notturno della tua costa alto tirrenica. La provincia di Cosenza è così giamaicana e californiana. Le cosce come rami spogli, le piste sempre illuminate, la polvere senza acari, la purissima e sempre vergine coca che si infila nelle narici per volontà dello Spirito Santo, quel buon whisky che ti ha reso anche &#8220;Queer&#8221;, cosicché di esperienza in esperienza ti fai la vita.<br /><br />Mentre io scrivo la tua testimonianza, per mezzo del grido d&#8217;allarme che mi hai gettato, in nome del&#8217;umanità che ti è stata tolta, ti giuro che riporterò cose che mi hai detto, perché tuo e non mio è questo disegno nascosto sotto cumuli di perbenismo e di bigotto rimpianto. Non sei figlio del degrado né delle colpe degli avi, sei ciò che hai scelto per essere diverso, solo che ti è piaciuto tutto e troppo; fino all&#8217;ultimo respiro o granello. Anche questo l&#8217;hai detto tu. Io rispondo &#8220;allora è vero che&#8230;&#8221;, e tu controbatti &#8220;tu lo dici&#8221;. <br /><br />Mentre il viaggio finisce e l&#8217;effetto è svanito, ti risveglia il desiderio; io avverto l&#8217;ansia in cui mi fa annegare l&#8217;astinenza delle parole. Saper dire, ma non avere i termini giusti, richiede un grande sacrificio: farsi cavia, persino concetto.</p>
<p>

</p>
<p class="wp-block-paragraph">Basta così, tanto apparirà una notizia con il titolo &#8220;droga sul Tirreno cosentino&#8221;.</p>
<p></p><p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/droga-sul-tirreno-cosentino-racconto-ciano/">Droga sul Tirreno cosentino: un&#8217;isola felice</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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		<title>Junky. William Burroughs e la &#8220;via della roba&#8221;</title>
		<link>https://www.borderliber.it/junky-burroughs-romanzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jun 2024 03:24:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Adelphi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Junky&#8221; di William Burroughs, edizioni Adelphi Se la roba è uno stile di vita, allora Burroughs ha raccontato quel modo di esistere sempre con distacco, proprio perché, paradossalmente, era coinvolto in prima persona. Junky è un libro crudo, una fredda cronaca sulla tossicodipendenza, sulla realtà dei sobborghi, sui traffici, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Junky&#8221; di William Burroughs, edizioni Adelphi</strong></p>
<p>Se la roba è uno stile di vita, allora <strong>Burroughs</strong> ha raccontato quel modo di esistere sempre con distacco, proprio perché, paradossalmente, era coinvolto in prima persona. <strong>Junky</strong> è un libro crudo, una fredda cronaca sulla tossicodipendenza, sulla realtà dei sobborghi, sui traffici, sul giro di vite che la droga coinvolge. Apparso nel <strong>1953</strong> dopo mille correzioni e altrettante irrisolte perplessità, lo scrittore americano descrive la sua e altrui esperienza.<br /><br />Lo stile minimalista, senza edulcoranti, è un manifesto alla scrittura irregolare e libera, tant&#8217;è che lo scrittore americano fu soprannominato lo <strong>Jean Genet</strong> degli <strong>Stati Uniti</strong>. Il primo contatto con la roba, <strong>zio Bill</strong> lo ebbe tra il 1944 e il 1945, quando i rifornimenti erano a singhiozzo, perché la <strong>Seconda Guerra Mondiale</strong> produceva effetti anche sul mercato dei narcotici.</p>
<p>Certamente, <strong>Burroughs</strong> parla di un&#8217;epoca in cui tutto era diverso. Non c&#8217;erano narcos, cartelli e altro, ma che la roba avesse già invaso la vita di molti, o che la droga fosse una <strong>&#8220;tendenza sociale&#8221;</strong>, era già palese. Per quanto qualcuno voglia dirigere il discorso su lidi moralistici, tra queste pagine né si invita la gente a provare né si dice di stare alla larga da qualsiasi sostanza.</p>
<p>Viene descritta un&#8217;esperienza e nient&#8217;altro; c&#8217;è qui un racconto di vita che ha ispirato altri scrittori, e non solo della <strong>Beat Generation</strong>. Alla fine, provate tutte le sintesi possibili e immaginabili, saggiati tutti i sintomi, anche quelli dell&#8217;astinenza, <strong>Burroughs va alla ricerca di Yage</strong>, quello stupefacente naturale, conosciuto dalle popolazioni indigene del Centro America, che estende la percezione.<br /><br />Nella postfazione al suo <strong>Un oscuro scrutare</strong>, <strong>Philip Dick</strong> paragona i drogati ai bambini che giocano a qualcosa di pericoloso, che perseverano anche se si sono scottati. Burroughs non la mette su questo piano, anzi non ne privilegia nessuno se non quello del narratore che racconta. A volte sembra a favore e a volte sembra contro la roba, ma in sostanza sono solo prove della poca stabilità mentale che il drogato sperimenta man mano che si intossica. <strong>Infatti, l&#8217;unico chiodo fisso è farsi. </strong><br /><br />Anche <strong>Oliver Harris</strong>, curatore del volume pubblicato da <strong>Adelphi</strong>, ricostruendo le tappe che hanno portato alla redazione del romanzo, sottolinea come questo libro fosse, nell&#8217;intento dell&#8217;autore, una testimonianza diretta; che poi sia diventato altro, questo è dovuto al giro magico che alcune opere fanno, in quanto sono destinate a incunearsi nel patrimonio dell&#8217;umanità.<br /><br />Ad esempio, <strong>Burroughs</strong> cita pochissimo, limitandosi a sporadici accadimenti, i suoi incontri omosessuali, come se volesse tenere distinti  gli argomenti. Infatti, è stesso lui a dire che <strong>Queer</strong>, il romanzo dedicato al tema, è stato scritto contemporaneamente a <strong>Junky</strong>, proprio con l&#8217;intento di distrarlo dalla pesantezza che si innescava ogni volta che parlava della roba.<br /><br />Junky è quindi un romanzo che pone l&#8217;esperienza al servizio della letteratura, creando un&#8217;opera genuina, nella quale l&#8217;autore né si celebra né si degrada, semplicemente si mostra per non sparire più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;estate breve. Enrico Macioci e la fragile adolescenza</title>
		<link>https://www.borderliber.it/macioci-estate-breve/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Apr 2024 02:27:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
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		<category><![CDATA[Scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[TerraRossa edizioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;L&#8217;estate breve&#8221; di Enrico Macioci, TerraRossa edizioni, 2024 È un&#8217;adolescenza irrisolta quella del protagonista del romanzo di Enrico Macioci. Troppe le domande lasciate in sospeso, troppi i dubbi che hanno minato il prosieguo della vita. Fin quando lui non decide di tornare tra i luoghi del quartiere in cui [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;L&#8217;estate breve&#8221; di Enrico Macioci, TerraRossa edizioni, 2024</strong></p>
<p>È un&#8217;adolescenza irrisolta quella del protagonista del romanzo di <strong>Enrico Macioci.</strong> Troppe le domande lasciate in sospeso, troppi i dubbi che hanno minato il prosieguo della vita. Fin quando lui non decide di tornare tra i luoghi del quartiere in cui aveva vissuto&#8230;</p>
<p><strong>La giovinezza esclude la morte da sé</strong> e, pertanto, rende l&#8217;incedere del tempo qualcosa di cui non ci si preoccupa. Nessuna scadenza da rispettare, ogni giorno è un incontro con la nuda vita; ogni momento è buono per fare esperienza del mondo. <strong>Alla fine degli anni Ottanta la vita aveva ritmi diversi, ma le pulsioni erano le stesse di oggi.</strong> Il ragazzo ora diventato adulto mette in fila i ricordi, senza fare distinzione tra ciò che è importante o ciò che non lo è.</p>
<p>Certamente l&#8217;arrivo di <strong>Michele</strong>, un giovane che eccelle in tutto, anche se non vuole, è l&#8217;inizio di una profonda crisi. Il protagonista lo teme, ma allo stesso momento lo adula. In poco tempo, Michele distrugge la cosa più importante per il nostro adolescente: <strong>la passione per il calcio.</strong> È bravo e lo dimostra subito, con ogni mezzo. Di qui inizia l&#8217;umiliazione costante che il narratore di questa storia pratica su se stesso. A ciò si uniscono le delusioni di amore, le ambizioni tradite, anche la morte di un suo amico.</p>
<p><strong>Cos&#8217;è quindi l&#8217;adolescenza?</strong> Un&#8217;illusione che prepara alla vita; la rivelazione in pillole di una raffinata crudeltà che il tempo disvela. Tutto è lì, in quell&#8217;età di passaggio che traveste di immortalità e onnipotenza i nostri sogni. Virili e pronti all&#8217;azione, insuperabili e apparentemente convinti delle nostre capacità, anche quando ci sentiamo impreparati, insicuri, scacciati da ogni ruolo che vogliamo assumere. <strong>L&#8217;adolescenza, anche quando si mostra terribile, non ci pone mai il quesito della fine, della morte, della seriosità.</strong> Persino, l&#8217;errore più grave sembra rimediabile, facilmente estinguibile; nulla impedisce di ricominciare il gioco e di essere più fortunati.</p>
<p>Lo dice bene Macioci in questo romanzo che racconta tutto con la giusta crudeltà, perché bambini e adolescenti sono istintivi e non conoscono la mediazione; loro è il timore e la paura, ma non l&#8217;ipocrita pacatezza o la ragionevolezza che insozza di quieto vivere le giornate solo per premeditare meglio la vendetta.</p>
<p>Quando agli inizi degli anni Novanta il protagonista va via dal quartiere, <strong>tanto la malinconia quanto un senso di salvezza si fanno spazio in lui,</strong> ma l&#8217;ombra di Michele lo perseguita, così come quei dubbi irrisolti che hanno minato il suo cammino e la sua formazione da adulto. Tant&#8217;è che torna in quei luoghi per fare di nuovo a cazzotti con il passato, forse per dirsi che la vita non è una nostra idea ma ciò che ne facciamo.</p>
<p><strong>L&#8217;estate breve</strong> è quindi un romanzo che ripulisce l&#8217;illusione dalla sua parte ingannevole, in favore di quella sola necessità, insita in ogni essere umano, di sognare, di immaginarsi, di proteggersi dalla morte appena essa si fa conoscere come compagna fedele della vita.</p>
<p><strong>&#8220;L&#8217;estate breve&#8221; di Macioci scorre non solo perché di facile lettura, ma perché ci appartiene, perché ognuno di noi ha vissuto quegli stati di grazia e di fallimento che ci hanno reso più o meno adulti.</strong> Questo quindi è un romanzo-chiave su uno degli appuntamenti più importanti della nostra vita: l&#8217;adolescenza con tutta la sua tragica felicità.</p>
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