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	<title>Diluvio Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Il navigatore del diluvio. Mario Brelich e il vino della malinconia</title>
		<link>https://www.borderliber.it/brelich-diluvio-vino/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2020 17:04:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Adelphi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il navigatore del diluvio&#8221; di Mario Brelich, edizione Adelphi. Questo articolo è già stato pubblicato su Libroguerriero Quella di Mario Brelich è una narrativa controcorrente. Laddove la saggistica diventa romanzo, le parole si trasformano in poiesi e linguaggio universale. Brelich, scrittore italo-ungherese morto nel 1982, dà alle stampe, nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Il navigatore del diluvio&#8221; di Mario Brelich, edizione Adelphi. Questo articolo è già stato pubblicato su </strong><strong><a href="https://libroguerriero.wordpress.com/2019/06/20/mario-brelich-il-navigatore-del-diluvio-adelphi/">Libroguerriero</a></strong></p>
<p><strong>Quella di Mario Brelich è una narrativa controcorrente</strong>. Laddove la saggistica diventa romanzo, le parole si trasformano in poiesi e linguaggio universale. Brelich, scrittore italo-ungherese morto nel 1982, dà alle stampe, nel 1979, <em>Il navigatore del diluvio</em>, messo nero su bianco vent’anni prima. L’opera ruota intorno a Noè, padre dell’umanità riformata da Dio dopo <em>il grande acquazzone che seppellì l’uomo adamitico e la cattiva stirpe di Caino. </em>Noè è un uomo giusto, appartenente alla discendenza di Set la quale ancora ricorda con timore la maledizione di Dio nei confronti di Caino.</p>
<p><strong>Lui, il grande traghettatore, porta l’umanità verso l’insensatezza.</strong> Lui scopre il vino con il quale si ubriacherà. <strong>Ma perché tutto ciò avviene? L’umanità era davvero così perversa agli occhi di Dio?</strong></p>
<p>Brelich usa l’ironia, ma non dimentica il racconto biblico e, soprattutto, lo arricchisce di elementi significativi e documentati. <em>Il navigatore del diluvio </em>è un libro ricco di riflessioni, a metà tra il sacro e il profano. Lo scrittore italo-ungherese si pone due domande fondamentali: <em>perché dalla cacciata dal Paradiso al Diluvio, Dio impiegherà millecinquecento anni per verificare la malvagità dell’umanità? Perché a Noè non resterà che il vino?</em> <strong>Le risposte si apprendono nel corso della lettura e cercheranno di far luce </strong><strong><em>sulla ancestrale sensazione di spaesamento che l’uomo avverte almeno una volta al giorno, man mano che il mondo gli si svela</em></strong>. E se questo concetto così <em>heideggeriano </em>riecheggia in tutta l’opera, allora avrete già compreso che con questa storia del diluvio ancora dobbiamo chiudere i conti.</p>
<p>Cos’è quindi il vino? Un abbrutimento o un elisir che risveglia in noi <em>l’ebrezza dell’Essere, riportando a galla la nostra onniscienza, caratteristica del Creatore che ci ha plasmato a sua immagine e somiglianza,</em> <em>e il ricordo del paradiso perduto</em>, ancora vivo in quella stirpe che Dio temeva e che seppellì sotto il diluvio?</p>
<p>Sono tutte cose che Brelich mette in rilievo in quest’opera, grazie a due elementi che non dovrebbero mai mancare a uno scrittore, ossia, la malizia e l’ironia. <strong>È un libro indefinibile, quindi, </strong><strong><em>straordinario</em></strong><strong>.</strong> Da troppo tempo non troviamo in giro opere universali che potrebbero avvicinarci a una letteratura diversa, capace di sviluppare in noi quel senso di ricerca che non ci appartiene più come popolo.</p>
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