<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Dialogo Archivi - BORDER LIBER</title>
	<atom:link href="https://www.borderliber.it/tag/dialogo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.borderliber.it/tag/dialogo/</link>
	<description>Sguardi al limite</description>
	<lastBuildDate>Tue, 19 Aug 2025 09:19:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">206201238</site>	<item>
		<title>Se ritieni che sia giusto di Pasquale Allegro</title>
		<link>https://www.borderliber.it/se-ritieni-che-sia-giusto-di-pasquale-allegro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 22:01:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Allegro]]></category>
		<category><![CDATA[Arkadia]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Figlio]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Padre]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=14931</guid>

					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Se ritieni che sia giusto&#8221; di Pasquale Allegro, Arkadia Editore, 2025 Come raccontare di un padre che ha deciso di porre fine alla propria vita? Come può riuscirci un figlio, che tra mille domande non può fare altro se non darsi poche sbiadite risposte? Gira tutto intorno a questo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/se-ritieni-che-sia-giusto-di-pasquale-allegro/">Se ritieni che sia giusto di Pasquale Allegro</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Se ritieni che sia giusto&#8221; di Pasquale Allegro, Arkadia Editore, 2025</strong></p>
<p>Come raccontare di un padre che ha deciso di porre fine alla propria vita? Come può riuscirci un figlio, che tra mille domande non può fare altro se non darsi poche sbiadite risposte? Gira tutto intorno a questo <strong>&#8220;Se ritieni che sia giusto&#8221;</strong> di Pasquale Allegro. Lo scrittore calabrese firma un romanzo che con una prosa delicata e penetrante prova a mettere ordine tra ricordi ed emozioni. L&#8217;obiettivo è la riconciliazione.</p>
<p>Marco, sognatore sia da bambino che da adulto, scandaglia il male di vivere di suo padre Alberto, uomo conquistato dal dolore, mosso dall&#8217;irrequietezza, marchiato da una oscura sofferenza che ha provato a sedare con l&#8217;alcol. Eppure, per il figlio, se non tutto è perdonabile, allora ogni cosa ha bisogno di essere compresa.</p>
<p>Davanti alla tragedia della morte tutte le cose vengono messe a nudo, apparendo parte della stessa sostanza. Non si può giudicare solo con quella divisione di comodo tra &#8220;ciò che è bene e ciò che è male&#8221;. Bisogna avere il coraggio di addentrarsi, di analizzare, di purificare gli errori. D&#8217;altronde la morte mette davanti a questa &#8220;verità&#8221;: ogni esistenza porta con sé i suoi tormenti.</p>
<p><strong>&#8220;Se ritieni che sia giusto&#8221;</strong> è come un monologo che scende in profondità, in cui il bilancio non è né triste né gioioso, in cui nulla si chiarifica attraverso un giudizio. È riflessivo lo scrittore calabrese. Il suo Marco è un narratore disincantato, pacato, ma pur sempre severo, perché racconta le cose per ciò che sono. Nella sua ricostruzione non ci sono né ferocia né buonismo, ciò che si manifesta nella sua memoria viene distillato.</p>
<p>Allegro quindi è essenziale, come sempre lo è stato nei suoi libri. Ripete i concetti per aprire a nuove domande e a riflessioni ulteriori. Si spinge oltre perché c&#8217;è qualcosa di &#8220;filantropico&#8221; nella sua scrittura: l&#8217;uomo non è un ideale, ma è la vita e da essa viene plasmato; la sua natura non è frutto di una morale o di un&#8217;etica, ma è la sintesi delle caratteristiche che animano l&#8217;ambiente nel quale ha vissuto. Il suo status dipende da qualcosa che sta in terra, anche se aspira al cielo. Ma quanto è dolorosa la strada per la purificazione. In sostanza, prima del cambiamento, o della redenzione, ciascuno va accettato per ciò che è.</p>
<p><strong>&#8220;Se ritieni che sia giusto&#8221;</strong> quindi è un romanzo che già dal titolo ci pone davanti a un dilemma. Le scelte di Alberto sono la sua unicità; il modo in cui Marco le racconta sono solo una delle interpretazioni possibili a cui ci si può attenere. In questo groviglio esistenziale, in cui a dialogare sono un padre e un figlio, nel mezzo del quale la memoria può solo apparecchiare una tavola amara, le parole si fanno mezzo. Consce che non ci sono soluzioni ma solo dubbi, come tutte le volte che la morte ci strappa via improvvisamente qualcuno di caro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/se-ritieni-che-sia-giusto-di-pasquale-allegro/">Se ritieni che sia giusto di Pasquale Allegro</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">14931</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Dialogo con la pioggia</title>
		<link>https://www.borderliber.it/dialogo-pioggia-gervasi-poesia-lettura/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Aug 2025 22:01:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[anima]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Gervasi]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Pioggia]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=14936</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Dialogo con la pioggia&#8221; è una poesia di Giuseppe Gervasi. In copertina una foto scattata e rielaborata dall&#8217;autore Nudo tra tuoni e lampi, la pioggia parla velocemente. Nel bel mezzo d&#8217;agosto sopraggiunge l&#8217;autunno: malinconico penso alla vita. Vento e pioggia, tuoni e lampi. È l&#8217;estate che va nel buio improvviso. È un segno del cielo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/dialogo-pioggia-gervasi-poesia-lettura/">Dialogo con la pioggia</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Dialogo con la pioggia&#8221; è una poesia di Giuseppe Gervasi. In copertina una foto scattata e rielaborata dall&#8217;autore</strong></p>
<p>Nudo tra tuoni e lampi,<br />
la pioggia parla velocemente.<br />
Nel bel mezzo d&#8217;agosto<br />
sopraggiunge l&#8217;autunno:<br />
malinconico penso alla vita.<br />
Vento e pioggia,<br />
tuoni e lampi.<br />
È l&#8217;estate che va<br />
nel buio improvviso.<br />
È un segno del cielo,<br />
che piange tristemente.<br />
È un segno del giorno finito,<br />
del sonno in arrivo,<br />
del mese sospeso.<br />
Una sospensione inutile.<br />
Guarda come piove,<br />
sempre più forte,<br />
sempre di più.<br />
È un dialogo tra cielo,<br />
nuvole e terra.<br />
È un messaggio<br />
all&#8217;ultimo uomo rimasto,<br />
affinché si fermi a contemplare il tempo.<br />
Piove in agosto,<br />
piove in estate.<br />
È un singhiozzo d&#8217;autunno<br />
a cui segue una lunga lacrima.<br />
Non pioverà più,<br />
si placherà il vento.<br />
Un ultimo temibile tuono<br />
a svegliare l&#8217;inutile sonno,<br />
a donare colori nel cielo<br />
e una luce nel buio.</p>
<hr />
<h4>Chi è Giuseppe Gervasi?</h4>
<p>Giuseppe Gervasi, poeta, scrittore e conduttore televisivo, è nato a Siderno (RC) il 6 marzo del 1977. Vive a Riace, un piccolo paese della città metropolitana di Reggio Calabria. Laureato in Giurisprudenza, per qualche anno ha esercitato la professione forense. Ha ideato e condotto “La Terra del Sole” e “Gente di Calabria”, programmi televisivi di approfondimento culturale. Con Laruffa Editore ha pubblicato “I tuoi Passi Lenti… Verso l’Origine dell’Amore” (2015), “Un Nuovo Suono” (2017) e “Desiderio” (2018), un racconto per bambini che parla di utopie e sogni. Con Radici Future Produzioni ha pubblicato “Riace che Incontra il Mare” (2019), il suo primo romanzo, e “Dietro una Porta Ho Atteso il tuo Respiro” (2021). Ha partecipato con un contributo poetico alla pubblicazione di “Croce di Libia” (Ludo Edizioni, febbraio 2020). A febbraio del 2023 ha dato alle stampe la raccolta di poesie “Che non Sia l’Ultimo”, Pace Edizioni. Nel 2025 ha pubblicato “Ho Sognato la mia Terra” (Vintura Edizioni), una denuncia poetica che accompagna il lettore in un viaggio calabrese al limite tra la realtà e il sogno. Intensa la sua attività politica, sociale e culturale.</p>
<hr />
<p><em>Se ti è piaciuta &#8220;Dialogo con la pioggia&#8221;</em>, <strong>allora clicca qui e leggi anche <a href="https://www.borderliber.it/verso-il-paese-poesia-gervasi-lettura/">&#8220;Verso il paese&#8221;</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/dialogo-pioggia-gervasi-poesia-lettura/">Dialogo con la pioggia</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">14936</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Dialogo con occhi liquidi</title>
		<link>https://www.borderliber.it/dialogo-con-occhi-liquidi-racconto-grandinetti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2025 23:03:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Figli]]></category>
		<category><![CDATA[Grandinetti]]></category>
		<category><![CDATA[Malatti]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=12489</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Dialogo con occhi liquidi&#8221; è un racconto di Daniela Grandinetti. La foto in copertina è stata scattata e rielaborata dall&#8217;autrice «Ti prego Sauro, apri la bocca, non serrare i denti, sono due cucchiai di minestra, non mi fare diventare matta per due cucchiai di minestra che oggi non è giornata. Ecco, sì, così.. lo vedi? [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/dialogo-con-occhi-liquidi-racconto-grandinetti/">Dialogo con occhi liquidi</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Dialogo con occhi liquidi&#8221; è un racconto di Daniela Grandinetti. La foto in copertina è stata scattata e rielaborata dall&#8217;autrice</strong></p>
<p>«Ti prego Sauro, apri la bocca, non serrare i denti, sono due cucchiai di minestra, non mi fare diventare matta per due cucchiai di minestra che oggi non è giornata. Ecco, sì, così.. lo vedi? Quando vuoi sei bravo. Apri, forza che è quasi finita.»<br />
«Allora, come va oggi il nostro giovanotto?»<br />
«Per mangiare è sempre un problema, sembra essere tornato indietro, fa i capricci come i bambini.»<br />
«Ma lo sai che ho l’impressione che lo fa più con te? Non è vero signorino? Facciamo le bizze con la mogliettina!»<br />
«Ah ma se è così lascio volentieri il posto a qualcun altro! Aspetta.. puliamo un po’ la bocca. Ora indovina un po’, c’è il frullato, l’ho fatto prima di venire Sauro, fresco e dolce come piace a te, c’ho messo anche la banana.»<br />
«Vi lascio Nina, la flebo è a posto, se hai bisogno suona.»</p>
<p>«Grazie Angela…. Attento Sauro, t’ho visto sai con quegli occhi.. quando vuoi li giri eh! Lo so, Angela è carina e a te le donne sono sempre piaciute. Finiamo il frullato così ci rilassiamo un po’… bravo ecco, questo ti piace. Servito e riverito, e chi sta meglio di te? Adesso ti alzo il letto, appena mangiato è meglio se stai su… ecco fatto, va bene? Vado in bagno a lavare lo posate…. Mi senti da qui? Mauro ha preso cinque a matematica e sei al compito di italiano. Secondo me questa professoressa di italiano lo sta aiutando, voti così a italiano non li ha mai presi. Per via della dislessia sai…. Te lo ricordi?</p>
<p>Lui però continua a rifiutare una certificazione, io l’avrei fatta, ma lui dice che vuol farcela da solo, che non gli va d’essere considerato una specie di handicappato. Gli ho spiegato che non c’entra niente, che mica è handicappato, ma è testardo quel ragazzo. Chissà da chi avrà preso. Comunque questa insegnante dice che lo sforzo che fa per scrivere è ammirevole, anche se studiare dice studia poco. E lo vedo anch’io che fa poco o niente. Dicono tutti che è sveglio, ma non si impegna. Però Sauro, non so cosa ne pensi tu, ma io non me la sento di forzarlo. Povero ragazzo, con te chiuso qua dentro e una nonna a casa che vegeta nel letto è un miracolo che non sia per strada a drogarsi. Se va così così a scuola, chi se ne importa, no? Ma poi che ne sai tu… che scema, mi illudo ancora tu possa rispondermi. Non mi guardare con quegli occhi Sauro, ti prego.</p>
<p>È il medico che dice ti devo parlare e ti devo raccontare tutto, dice che fa bene a te e secondo lui farebbe bene anche a me. Che ti devo dire? Non lo so, ma lo faccio. Metto a posto le posate e mi siedo anch’io. Ah! Devo ricordarmi di portare via il sacchetto con la biancheria sporca che ieri l’ho lasciato nell’armadio. No, stai tranquillo, non sto andando via. C’è Mauro che è rimasto a casa con mamma. Solo metto il sacchetto fuori così me ne ricordo… ecco fatto. Cosa credi? Se mi siedo qui mi riposo un po’ anch’io. Sono così stanca Sauro, non riesco nemmeno a dirlo, ma almeno a te posso dirlo no? Non è facile per niente.</p>
<p>Ah… quasi dimenticavo, Gimmi per qualche giorno non viene, sta studiando come un matto, ha un esame grosso la prossima settimana. Mi ha anche detto il nome… il nome, insomma, sì, la materia… la testa non mi regge più… non me la ricordo. Non ti senti un po’ orgoglioso? Gimmi sta andando bene all’università, gli piace proprio e riesce anche bene. Tu ne saresti contento, cioè… ne sei contento, vero Sauro? Ti prego, prova ogni tanto a fare uno sforzo, un cenno, dimmi in qualche modo che capisci quello che ti sto dicendo… mi guardi mi guardi…. Dammi la mano Sauro, prova a stringerla un po’. Mi senti? La senti la mia mano? Lo so Sauro, ho il viso invecchiato, perfino troppo per la mia età. Non sono più la ragazza di una volta, ma quella non posso farla tornare. Se potessi lo farei, ma sono sempre io.</p>
<p>Te lo ricordi come mi chiamavi quando eri in vena di tenerezze? Malandrina. La mia malandrina dicevi. Lo sai? Certe sere resto seduta al buio in cucina, magari i ragazzi sono fuori e c’è un bel silenzio. Allora cerco di sentire la tua voce… quando i bambini dormivano e tu spuntavi alle mie spalle e mi dicevi “che dici malandrina, ci mettiamo a letto?” Io lo sapevo cosa significava. Adesso mi sembra sia successo secoli fa, in un’altra vita, come se fossimo stati costretti a lasciare la nostra casa per traslocare in un’altra, da una casa che ci piaceva e che avevamo scelto a una che non ci piace per niente. Ma sai qual è la cosa che più mi dà fastidio Sauro? Che mi sono rassegnata, non sono più nemmeno arrabbiata. La casa non mi piace ma è quella e ci devo stare, non ho scelta. È dura Sauro, dura.</p>
<p>Ma tu che ne sai? Tu te ne stai qui, circondato da medici e infermieri che ti curano e ti lisciano il pelo, che ti tengono in vita…. Se almeno mi dicessero tu potessi tornare come prima o almeno in parte. Che ne sai di quant’è faticoso là fuori, da soli? Mamma sta anche peggiorando. Mi dicono tutti che dovrei prendere una badante. Facile a dirsi, come la pago una badante? Già riuscire a mantenerti qui è un miracolo, e meno male che i ragazzi si danno da fare. Mauro sta lavorando i fine settimana in una pizzeria, ma questo forse te l’avevo già detto.</p>
<p>Insomma, loro s’arrangiano, poveri ragazzi. Avevo immaginato una vita diversa per loro. È brutto quando vedi che la vita non è clemente e non puoi chiedere che lo sia solo per te, cioè io, va bene, ma loro no… perché devono pagare un prezzo così alto? Scusa Sauro, ti sto rattristando, ma se non parlo con te con chi parlo? Non so quello che provi, non capisco se hai emozioni, i medici mi dicono di sì, ma… Ma, ma, ma… la verità è che non lo so. Ho dovuto accettare la malattia, siamo condannati tutti e due, tu ed io. Non ho nemmeno cinquant’anni e guardami come sono ridotta. Casa ospedale ospedale casa… chi se l’immaginava che sarebbe andata così Sauro? Sembravi così forte.</p>
<p>Va beh, facciamoci coraggio, io adesso devo andare, devo passare dal supermercato a fare la spesa e a ritirare le ricette dal dottore per mamma, anzi, dopo devo anche passare in farmacia a prenderle. Ci vediamo domani Sauro, te lo ricordi no? Domani è giovedì e ho il turno lungo in ufficio, arrivo più tardi. Dammi un bacio amore mio.»</p>
<p>Nina posa le labbra su quelle di Sauro e per un attimo le sembra che quelle tremino al contatto con le sue. Ma è solo un attimo. Sauro la guarda con i suoi occhi liquidi mentre si incamminava verso la porta. Nina, come sempre, prima di lasciarsi inghiottire dal corridoio, si volta e gli fa un cenno con la mano.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/dialogo-con-occhi-liquidi-racconto-grandinetti/">Dialogo con occhi liquidi</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">12489</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Raccontami</title>
		<link>https://www.borderliber.it/raccontami-danise-dialogo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Nov 2024 23:58:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Disturbo]]></category>
		<category><![CDATA[Mara]]></category>
		<category><![CDATA[Non sense]]></category>
		<category><![CDATA[Raccontare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=11116</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Raccontami&#8221; è un dialogo di Antonio Danise. Foto di Martino Ciano &#8211; Raccontami, allora. &#8211; Non so da dove cominciare. &#8211; Non importa, racconta e basta. &#8211; Cosa devo dirti? &#8211; Quello che vuoi. &#8211; Ma non so se voglio. &#8211; Allora è diverso, sforzati di volere. &#8211; Perché? &#8211; Perché così anch’io posso scrivere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/raccontami-danise-dialogo/">Raccontami</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Raccontami&#8221; è un dialogo di Antonio Danise. Foto di Martino Ciano</strong></p>
<p>&#8211; Raccontami, allora.<br />
&#8211; Non so da dove cominciare.<br />
&#8211; Non importa, racconta e basta.<br />
&#8211; Cosa devo dirti?<br />
&#8211; Quello che vuoi.<br />
&#8211; Ma non so se voglio.<br />
&#8211; Allora è diverso, sforzati di volere.<br />
&#8211; Perché?<br />
&#8211; Perché così anch’io posso scrivere qualcosa.<br />
&#8211; Ma non puoi scrivere da solo, senza che io racconti?<br />
&#8211; Non saprei cosa scrivere.<br />
&#8211; E lo vuoi sapere da me?<br />
&#8211; In due viene meglio.<br />
&#8211; Ma non saprei di cosa parlare.<br />
&#8211; Se vuoi te lo suggerisco io.<br />
&#8211; Proviamo.<br />
&#8211; Parla di te.<br />
&#8211; E cosa devo dire?<br />
&#8211; Come ti chiami, ad esempio.<br />
&#8211; Mi chiamo Mara.<br />
&#8211; Tutto qua?<br />
&#8211; È questo il mio nome.<br />
&#8211; Qualcos’altro?<br />
&#8211; Cosa?<br />
&#8211; Ad esempio cosa fai, se lavori, dove abiti, cosa ti piace fare.<br />
&#8211; Cioè cose che riguardano me, come se dovessi raccontarti la mia vita?<br />
&#8211; Sì, ecco, qualcosa del genere, l’importante è cominciare, poi le cose verranno da sole.<br />
&#8211; Sì, però preferisco che tu mi faccia delle domande, così mi è più facile rispondere.<br />
&#8211; Ma non deve essere un’intervista, devi raccontare sotto forma di storia, una storiella se vuoi, ma non qualcosa del tipo io ti faccio una domanda e tu rispondi. Deve essere come una dichiarazione spontanea.<br />
&#8211; Ho capito, praticamente come se fossi un’attrice su un palco, come una specie di autobiografia.<br />
&#8211; Se vuoi metterla così, recita pure la tua parte.<br />
&#8211; Praticamente sarebbe un monologo.<br />
&#8211; Non esattamente, immagina che davanti a te ci sia qualcuno a cui stai raccontando di te, o anche un pubblico in un teatro, gente che è venuta ad assistere a uno spettacolo in cui un attore o, nel tuo caso, un’attrice parla di sé, racconta un’esperienza, o anche più di una, fai tu.<br />
&#8211; Sì, bello, dev’essere bello, però, penso che dovrei prepararmi un po’.<br />
&#8211; Ma cosa vuoi preparare, non ti conosci abbastanza? Non sai chi sei? Hai bisogno di tempo anche per parlare di te?<br />
&#8211; Ho paura di sì, penso che dovrei almeno organizzare un discorso, che so, ordinare le idee, altrimenti mi perdo. Non sono sicura di riuscire a tenere una linea coerente, o uniforme, insomma a mantenere il filo del discorso entro giusti binari. Ecco, vedi, già mi sento a disagio al solo pensarci, mi viene l’ansia, un senso di panico, non so esprimermi, qualcosa di difficile, comunque.<br />
&#8211; Va bene, ma quanto tempo ti serve per prepararti?<br />
&#8211; Mah, non saprei, dovrei cominciare, dovrei provare per sapere quanto ci metterò.<br />
&#8211; Ma non potresti cominciare senza provare? Vedrai che man mano che vai avanti acquisti fiducia, e così potrai affrontare il lavoro con più sicurezza.<br />
&#8211; Non ne sono così sicura.<br />
&#8211; Ma se non inizi non potrai mai saperlo.<br />
&#8211; È che in certi momenti mi sento pure di poter cominciare.<br />
&#8211; Ecco, vedi, devi approfittare di queste situazioni.<br />
&#8211; Sì, ma poi ci vuole poco a ricadere nel panico.<br />
&#8211; Ma non pensarci, vai avanti che le cose verranno da sé, il mondo non si è mica fatto in un solo giorno.<br />
&#8211; È vero, però dall’altra parte non c’era un pirla qualunque.<br />
&#8211; Ma tu nemmeno sei una cretina. L’importante è essere convinti, te l’ho già detto, con la buona volontà si ottiene tutto.<br />
&#8211; Ma lo sai che hai dei modi accattivanti? Cioè, volevo dire convincenti, solo che mi è venuta quella parola, ma non so se esprime quello che realmente intendevo.<br />
&#8211; Non preoccuparti, non devi farti problemi, quando si parla non sempre viene tutto bene, a volte qualcosa può sfuggire, un errore, un’imprecisione, un lapsus. Succede anche a me quando scrivo, non pensarci.<br />
&#8211; Propongo una pausa.<br />
&#8211; Ma come, non abbiamo nemmeno iniziato.<br />
&#8211; È per riflettere un po’, raccogliere le idee, voglio pensarci, e poi, anche perché ho voglia di mangiare qualcosa. Mi è venuto un leggero languorino, una mela, o anche spiluccare qualche ciliegina, le ho comprate proprio oggi, sembrano buone, ed erano anche in offerta. Insomma ho bisogno di distrarmi un po’, questa tua proposta, quella di raccontare, mi ha fatto venire strane idee.<br />
&#8211; Ad esempio.<br />
&#8211; No, adesso non ho voglia di parlarne, ci possiamo vedere più tardi, o sarebbe meglio domani. Ti va bene se ci vediamo alla stessa ora, qui a casa mia?<br />
&#8211; Sì, magari la notte porta buoni consigli, chissà, forse ti viene l’ispirazione, i sogni possono aiutarti, darti un’idea. D’accordo, ci vediamo domani.<br />
&#8211; Anche tu con questa storia della notte che porta consigli?<br />
&#8211; È solo un modo di dire, a volte succede, funziona davvero.<br />
&#8211; In che senso?<br />
&#8211; Eh, nel senso che anche se non ci pensi direttamente, però qualcosa nel sonno lavora, e al mattino può capitare che ti svegli con idee nuove.<br />
&#8211; Sei di quelli che pensano che i sogni rappresentano la realizzazione di un desiderio, qualcosa del genere?<br />
&#8211; Tutt’altro, credo che quello che sogniamo, dopo potrà avverarsi, se solo riusciamo a trovare il modo di mettere in pratica l’oggetto dei sogni, dopo averli opportunamente decifrati e interpretati.<br />
&#8211; Non so cosa intendi con quell’avverbio, e poi, io, difficilmente sogno di notte, o meglio, sognare sogno, solo che al risveglio non me li ricordo più.<br />
&#8211; Anche quella è una questione di volontà, cosa pensi? Solo una questione di esercizio. Basta fare un piccolo sforzo e anche i sogni te li ritrovi al mattino, o in qualsiasi momento, tutti svelati e dispiegati davanti a te.<br />
&#8211; Così, tu te li ricordi i sogni che fai?<br />
&#8211; Non sempre, però me ne ricordo tanti.<br />
&#8211; Ma allora perché non scrivi dei tuoi sogni, invece di aspettare che sia io a raccontarti qualcosa di me?<br />
&#8211; Sì, potrei, ma quello che faccio è semplicemente una ricostruzione dei sogni. Non sono poi tanto sicuro di aver sognato quelle cose lì.<br />
&#8211; Beh, ma cosa te ne frega, l’importante è scrivere, no? A voi piace comunque intrecciare storie, incrociare trame, se poi sono vere o sono inventate conta poco. Se sono sogni o cose reali è secondario, dico bene?<br />
&#8211; No, non ti sbagli affatto, ma quando si scrive si sceglie anche di cosa parlare, e io vorrei scrivere di te, e adesso non mi chiedere perché.<br />
&#8211; Eppure, sono curiosa di sapere perché ti sei messo in testa di parlare di me, cosa ci trovi di così interessante?<br />
&#8211; Tu parla, racconta, lo capirai da sola, e senza nemmeno dover aspettare tanto.<br />
&#8211; Tanto quanto?<br />
&#8211; Te ne accorgerai, lo capirai da sola.<br />
&#8211; Sono troppo curiosa, non puoi anticiparmi qualcosa?<br />
&#8211; Ma cosa vuoi che ti anticipi? E poi, non hai detto che volevi pensarci un po’? Mi hai dato anche appuntamento a domani.<br />
&#8211; Sì, è vero, ma mi sa che non riuscirò facilmente a dormire al pensiero di queste cose.<br />
&#8211; Meglio, così domani avrai tutto pronto e potrai sfoderare doti che nemmeno pensavi di possedere, anche tu ti meraviglierai. Vedrai come ti verrà tutto più semplice.<br />
&#8211; Lo pensi davvero?<br />
&#8211; Tutto andrà liscio, racconterai ogni cosa per filo e per segno, ti sorprenderai persino di raccontare storie che non sapevi di conoscere. Succede così, credimi. A domani e buon riposo.<br />
&#8211; Allora ci vediamo domani.<br />
&#8211; Sì, stessa ora. Sogni d’oro.<br />
&#8211; Ancora con quei sogni?<br />
&#8211; Ma è un modo di dire.<br />
&#8211; Un altro?<br />
&#8211; Sì, più o meno, un modo di augurare buona notte.<br />
&#8211; Ma voi usate sempre modi di dire per esprimere altri concetti?<br />
&#8211; È la ragione della scrittura, viviamo di questo noi scrittori.<br />
&#8211; Beati voi.<br />
&#8211; Ma che beati? Non pensare sia facile, sai.<br />
&#8211; Allora, se non è facile, chi ve lo fa fare? Non sarebbe meglio dire le cose come stanno, chiamare le cose col loro nome, senza girare attorno alle parole?<br />
&#8211; Senti, Mara, ti chiami così, vero? Ognuno ha il suo modo di raccontare, di scrivere, di vivere.<br />
&#8211; Sarà.<br />
&#8211; È.<br />
&#8211; Ma non ti innervosire, non voglio farti arrabbiare.<br />
&#8211; Non pensarci, ogni tanto mi salta il tic.<br />
&#8211; E ti succede spesso?<br />
&#8211; Ti ho detto ogni tanto, non ogni spesso.<br />
&#8211; Allora buona notte.<br />
&#8211; Buona notte.<br />
&#8211; A domani.<br />
&#8211; Ciao.<br />
&#8211; Sempre che ci sia un domani.<br />
&#8211; Oh madonna, cosa ti viene in mente adesso?<br />
&#8211; Non è detto che ci sarà, non si sa mai, niente è sicuro. Al giorno d’oggi sembra tutto così difficile.<br />
&#8211; Ma questo è così da sempre, cosa vai blaterando? In ogni momento può succedere qualcosa.<br />
&#8211; È che di tanto in tanto mi vengono di questi pensieri.<br />
&#8211; Sì, ma sono pensieri che non hanno ragione di esistere.<br />
&#8211; Lo dici tu.<br />
&#8211; Ma non ha senso.<br />
&#8211; Però, se mi vengono, un motivo ci sarà.<br />
&#8211; Sì, va bene, ma non vorrai scoprirlo a quest’ora della notte?<br />
&#8211; Perché no? Cosa me lo impedisce?<br />
&#8211; Io sono davvero stanco, mi si chiudono gli occhi, sarà per via del vino.<br />
&#8211; Ma se in due non ne abbiano bevuto nemmeno una bottiglia.<br />
&#8211; Ma non sono abituato a bere questo tipo di vino. Era forte, mi ha dato anche un po’ alla testa.<br />
&#8211; Cosa ti senti?<br />
&#8211; Ho come un cerchio che mi stringe tutto attorno.<br />
&#8211; Sarà anche la stanchezza, sarà meglio andare a riposare.<br />
&#8211; È quello che penso anch’io, ma non riesco a fartelo capire, è tutta la serata che ci provo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/raccontami-danise-dialogo/">Raccontami</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">11116</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Sei pronto per la fine del mondo? Vitale e Valente e la ricerca</title>
		<link>https://www.borderliber.it/fine-mondo-valente-vitale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Oct 2024 03:03:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[alto Tirreno cosentino]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[Emia Edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[fine]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Santa Maria del Cedro]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=10698</guid>

					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Sei pronto per la fine del mondo?&#8221; di Giampiero Valente e Giuseppe Vitale, Emia Edizioni, 2024 Ma dopotutto la fine del mondo la puoi contenere in un libro? Un giorno, neanche troppo lontano, porrò questa domanda a Giuseppe Vitale e Giampiero Valente, autori di questo libro che si basa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/fine-mondo-valente-vitale/">Sei pronto per la fine del mondo? Vitale e Valente e la ricerca</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Sei pronto per la fine del mondo?&#8221; di Giampiero Valente e Giuseppe Vitale, Emia Edizioni, 2024</strong></p>
<p>Ma dopotutto la fine del mondo la puoi contenere in un libro? Un giorno, neanche troppo lontano, porrò questa domanda a <strong>Giuseppe Vitale</strong> e <strong>Giampiero Valente</strong>, autori di questo libro che si basa su quello scambio di idee che gli scrittori dovrebbero sempre avere. <br /><br />In questo &#8220;ping pong&#8221; di battute, a bordo di un&#8217;auto che deve percorrere imprecisati chilometri a suon di musica rock e di ballad, che aiutano a ritagliarsi un angolo di intimità, il viaggio è <strong>un uscire dalla realtà</strong> per guardarla da quel posto privilegiato che ciascuno di noi possiede: <strong>la propria anima.</strong><br /><br />Abbandonati i pregiudizi, scontate le proprie diversità, acquisita finalmente la facoltà di essere sé stessi, i due autori di <strong>Santa Maria del Cedro</strong>, centro dell&#8217;alto Tirreno cosentino, si possono dare a una <strong>fuga psicogena</strong>, grazie alla quale il posto che abitano appare &#8220;il migliore dei mondi possibili&#8221;, se non per il semplice fatto che è anche &#8220;l&#8217;unico a nostra disposizione&#8221;.<br /><br /><strong>D&#8217;altronde, cosa rende il mondo migliore o peggiore?</strong> Le nostre interpretazioni, le nostre idee, i nostri comportamenti, i giudizi e i pregiudizi che ci guidano. <strong>Quindi esiste un oggetto chiamato &#8220;mondo&#8221; che vive indipendentemente da noi?</strong> Certamente, ma solo noi umani abbiamo la possibilità di renderlo, con le emozioni che emaniamo, qualcosa di diverso da ciò che è. Ed è questo <strong>&#8220;relativismo&#8221;</strong> attivo e positivo che muove la scrittura di Vitale e Valente, che sono stati supportati da altri amici di penna.<br /><br />Ed è anche secondo questa logica che i due autori si pongono come <strong>&#8220;mezzo di trasporto&#8221;</strong>, perché il loro viaggio è tanto spensierato quanto faticoso; è pieno di ostacoli che si superano con elasticità mentale. Ma c&#8217;è anche un concetto semplice che fa da sottofondo al libro, ossia quello della libertà. Essere liberi non è tanto fare ciò che si vuole, ma accettare <strong>la precarietà e il rischio di non essere compresi</strong>. La libertà è una lotta, prima di tutto contro il proprio &#8220;Io&#8221;, che teme una vita senza catene, selvaggia, priva di &#8220;strutture dominanti&#8221; su cui poggiarsi, senza quelle &#8220;impalcature sociali che reggono persino il torbido&#8221;. <br /><br />Insomma, ci siamo capiti, il libro di Valente e Vitale è maturo, non è la voce inarrestabile di due <strong>Peter Pan</strong>; non è il sogno che sfocia nella banale utopia, ma è una presa d&#8217;atto: <strong>&#8220;tutto è in noi, la nostra rivoluzione si è compiuta; siamo finalmente noi stessi, venga ora la fine del mondo&#8221;</strong>.  Pertanto, la domanda che dà il titolo al libro dobbiamo rivolgerla a noi.<br /><br />In questo viaggio, in cui non manca un certo gusto narrativo, in cui la parola è al servizio di una semplicità che invita a scavarsi dentro, troviamo un dialogo, ma soprattutto una richiesta di ascolto, non perché Vitale e Valente vogliano insegnarci qualcosa, ma perché hanno scoperto che <strong>&#8220;ogni creazione è frutto del pensiero e ogni realtà vivente è messa insieme dalle parole&#8221;.</strong></p>
<p>Come detto, alla nascita di<strong> &#8220;Sei pronto per la fine del mondo?&#8221;</strong> hanno partecipato Gennario Iorio, Fiorella Lorenzi, Letizia Falzone, Managment (per la postfazione), Simone Carponi e Domenico La Manna (meglio conosciuto come Doom&#8217;s art) che ha disegnato la copertina.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/fine-mondo-valente-vitale/">Sei pronto per la fine del mondo? Vitale e Valente e la ricerca</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">10698</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
