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	<title>Desiderare Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Tra un respiro e l&#8217;altro</title>
		<link>https://www.borderliber.it/tra-un-respiro-poesia-gervasi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Apr 2025 22:01:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Desiderare]]></category>
		<category><![CDATA[Gervasi]]></category>
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		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Tra un respiro e l&#8217;altro&#8221; è una poesia di Giuseppe Gervasi. In copertina una foto scattata e rielaborata dall&#8217;autore Sia il silenzio a esortare la parola. Sia un verso a parlare per te. Sia la linea che divide il mare dal cielo a tracciare il cammino. Sia l&#8217;azione a fare rumore. Sia l&#8217;emozione a urlare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Tra un respiro e l&#8217;altro&#8221; è una poesia di Giuseppe Gervasi. In copertina una foto scattata e rielaborata dall&#8217;autore</strong></p>
<p>Sia il silenzio<br />
a esortare la parola.<br />
Sia un verso<br />
a parlare per te.<br />
Sia la linea<br />
che divide il mare dal cielo<br />
a tracciare il cammino.<br />
Sia l&#8217;azione<br />
a fare rumore.<br />
Sia l&#8217;emozione<br />
a urlare al mattino,<br />
ad accompagnare la sera.<br />
Sia la mano<br />
ad accarezzare un volto,<br />
ad asciugare le lacrime,<br />
a salvare dall&#8217;abisso.<br />
Sia la poesia<br />
a svegliare le coscienze,<br />
a causare effetti,<br />
a stimolare affetti.<br />
Sia il cuore a regalare il bene.<br />
Sia l&#8217;occhio a scrutare l&#8217;anima.<br />
Sia l&#8217;amore<br />
a camminare al fianco<br />
di chi è immobile.<br />
Sia la stella<br />
a non cadere<br />
perché il cielo non sia buio.<br />
Sia il sole<br />
a decidere l&#8217;inizio del giorno.<br />
Sia la luna a sancire<br />
la fine del giorno.<br />
Sia la nuvola<br />
a mostrare l&#8217;azzurro.<br />
Sia l&#8217;albero<br />
a ristorare i viandanti.<br />
Lascia il tuo spazio<br />
a chi non ne ha,<br />
lascia il tuo pane<br />
a chi non ne ha.<br />
Lascia il tuo respiro<br />
a chi non ne ha.<br />
Lascia la tua vita,<br />
forse ti chiedo troppo.<br />
Lascia sopravvivere<br />
chi vuole vivere in pace.<br />
Forse ti chiedo poco:<br />
lascia vivere<br />
chi vuole vivere in pace.<br />
Tra un respiro e l&#8217;altro:<br />
in libertà e in leggerezza.</p>
<hr />
<h4>Chi è Giuseppe Gervasi?</h4>
<p>Giuseppe Gervasi, poeta, scrittore e conduttore televisivo, è nato a Siderno (RC) il 6 marzo del 1977. Vive a Riace, un piccolo paese della città metropolitana di Reggio Calabria. Laureato in Giurisprudenza, per qualche anno ha esercitato la professione forense. Ha ideato e condotto &#8220;La Terra del Sole&#8221; e &#8220;Gente di Calabria&#8221;, programmi televisivi di approfondimento culturale. Con Laruffa Editore ha pubblicato &#8220;I tuoi Passi Lenti… Verso l’Origine dell’Amore&#8221; (2015), &#8220;Un Nuovo Suono&#8221; (2017) e &#8220;Desiderio&#8221; (2018), un racconto per bambini che parla di utopie e sogni. Con Radici Future Produzioni ha pubblicato &#8220;Riace che Incontra il Mare&#8221; (2019), il suo primo romanzo, e &#8220;Dietro una Porta Ho Atteso il tuo Respiro&#8221; (2021). Ha partecipato con un contributo poetico alla pubblicazione di &#8220;Croce di Libia&#8221; (Ludo Edizioni, febbraio 2020). A febbraio del 2023 ha dato alle stampe la raccolta di poesie &#8220;Che non Sia l’Ultimo&#8221;, Pace Edizioni. Nel 2025 ha pubblicato &#8220;Ho Sognato la mia Terra&#8221; (Vintura Edizioni), una denuncia poetica che accompagna il lettore in un viaggio calabrese al limite tra la realtà e il sogno. Intensa la sua attività politica, sociale e culturale.</p>
<hr />
<p><em>Se ti è piaciuta questa poesia,</em><strong> allora clicca qui e leggi anche <a href="https://www.borderliber.it/sono-ancora-vivo-gervasi-poesia/">&#8220;Sono ancora vivo&#8221;</a></strong></p>
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		<title>Viaggio tra le parole: desiderio</title>
		<link>https://www.borderliber.it/viaggio-tra-la-parole-desiderio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Apr 2023 01:45:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ariosto]]></category>
		<category><![CDATA[Calvino]]></category>
		<category><![CDATA[Desiderare]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
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		<category><![CDATA[Viaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo e foto di Elisa Chiriano Desiderio è una parola che brucia e brilla: è scheggia di brace e luce di astro. Nutre sogni e spalanca nostalgie. Avanza e infiamma, facendosi memoria o attesa e, intanto, sfugge a noi stessi, che bramiamo l’inesistente. La parola si fa desiderio e il desiderio entra nel corpo-parola, sazia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo e foto di Elisa Chiriano</strong></em></p>
<p>Desiderio è una parola che brucia e brilla: è scheggia di brace e luce di astro. Nutre sogni e spalanca nostalgie. Avanza e infiamma, facendosi memoria o attesa e, intanto, sfugge a noi stessi, che bramiamo l’inesistente. La parola si fa desiderio e il desiderio entra nel corpo-parola, sazia storie e intesse pagine, brulica di vita e passione, avvolge e attanaglia. Non si esaurisce nel godimento di un edonismo endogeno, vuoto e vacuo: è attesa e tensione, pulsione, inesauribile e ineludibile. Desiderio è una parola coraggiosa e anche fragile. Richiede forza, tenacia, ma anche cura continua e manutenzione quotidiana. Va oltre i limiti del tempo e dello spazio, perché la vita non è abbastanza grande e lunga per tenere insieme tutto ciò che riusciamo a immaginare.</p>
<p>Desiderio è assenza di chi è presente altrove; è mancanza di ciò che sentiamo nostro – e che non abbiamo -. <strong>È anelito e inquietudine, perché siamo “mancanti” con una gran sete di infinito</strong>. Siamo inquieti perché desideriamo e, nello stesso tempo, desideriamo perché siamo inquieti. Dare un senso alla vita può condurre a follia, ma una vita senza senso è la tortura dell’inquietudine e del vano desiderio — una barca che anela al mare eppure lo teme. (Edgar Lee Masters).</p>
<p>Desiderio è una parola che affascina e conquista, come Sherazade, che trasforma la narrazione in uno strumento continuo di salvezza, trionfa sul tempo e nel tempo, perché “Mille e una notte” vuol dire aggiungere “uno” all’infinito! Le notti sono innumerevoli, come i baci, eppure c’è sempre spazio per ulteriori notti e altrettanti baci. Il desiderio è destinato a generare altri desideri, è famelico: non ha e non dà pace, né ristoro. È passione ardente che mai si placa <strong>(«Dammi mille baci, poi cento, poi altri mille, poi ancora cento, poi ancora altri mille, e poi cento», Catullo, Carme 7, vv. 7-9)</strong>; è accadimento o tormento, è l’eterna storia dell’amore insoddisfatto e per questo continuamente ricercato, della brama ossessiva per ciò che ci è negato, della spasmodica ansia di possedere ciò che non può essere nostro. Il desiderio si realizza, diventa reale, in quell’ancóra che riaccende la scheggia di brace nell&#8217; incontro con Lesbia, evento fondamentale di tutta una vita. Lesbia è la donna amata <strong>nobis quantum amabitur</strong> <strong>nulla</strong>, (“amata da me quanto nessun&#8217;altra sarà amata” C. 8,5), oggetto di una passione esclusiva e totalizzante, perché Amore è uno desi[o] che ven da’ core (Jacopo da Lentini, Rime,19)</p>
<p>Desiderio è una parola errante, che fugge e sfugge nello stesso istante in cui pensiamo di averla afferrata. È metafora dell’andare, del <strong>nòstos</strong>, di un viaggio in cui la mèta è anche il percorso, in un mare in cui anche il naufragar può essere dolce e in cui perdersi vuol dire ritrovarsi. La letteratura nasce dal desiderio di abitare altre vite e altri mondi e si fa essa stessa desiderio. Si rinnova e si rigenera costantemente, si apre sull&#8217; immaginario e seduce, rompendo gli incantesimi e scardinando gli schemi. <strong>Il mio desiderio è fuggire. Fuggire da ciò che conosco, fuggire da ciò che è mio, fuggire da ciò che amo. (F. Pessoa, Il libro dell’inquietudine).</strong> Scrivere è dare forma al proprio desiderio per il gusto di andare oltre, di afferrare l’ingovernabile.</p>
<p>Tutto comincia con una donna in fuga e con chi la insegue vanamente. Angelica, emblema della bellezza e della sensualità dirompente, delle pulsioni sopite nel profondo dell’animo umano, diventa archetipo, metafora, simbolo ed esempio di fascinazione, mito letterario che si ripropone nei secoli, continuamente rielaborato eppure sempre perfettamente riconoscibile. <strong>E così Italo Calvino potrà descrivere Zobeide, “città invisibile” del desiderio e delle illusioni, negli stessi termini in cui Ariosto parla della selva del Furioso o del castello d’Atlante</strong>, dove uomini di ogni lingua, religione o provenienza corrono disordinatamente sulle tracce di una donna splendida e inafferrabile. Angelica è la protagonista d’un poema rimasto incompiuto, che sta correndo per entrare in un poema appena cominciato.</p>
<p>Desiderio è una parola che brucia e illumina. Per questo motivo, Ama il tuo desiderio, se pur ti tormenta. <strong>Anche il Vate ti perdonerà!</strong></p>
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