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	<title>Delitto Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Sono stato tradito</title>
		<link>https://www.borderliber.it/sono-stato-tradito/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2023 23:40:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Sono stato tradito&#8221; è un racconto di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore del testo Sono stato tradito&#8230; Porterò via con me la maggior parte delle cose che ho accumulato qui. Preferisco lasciare la stanza spoglia come la prima volta, quando vi trovai solo una brandina e un comodino. Mi parve una cella, persino [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Sono stato tradito&#8221; è un racconto di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore del testo</strong></p>
<p><strong>Sono stato tradito<i>&#8230; </i></strong>Porterò via con me la maggior parte delle cose che ho accumulato qui. Preferisco lasciare la stanza spoglia come la prima volta, quando vi trovai solo una brandina e un comodino. <strong>Mi parve una cella,</strong> persino la finestra, per quanto ampia, assunse ai miei occhi l&#8217;aspetto di un buco estorto supplichevolmente al muro.</p>
<p><strong>Ora mi sono seduto sul pavimento.</strong> Lo feci anche il primo giorno che vi entrai, solo che all&#8217;allora dissi <em>qualcosa inizia</em>, ora invece sussurro <em>tutto si è compiuto</em>. Verranno a prendermi per portarmi altrove, forse mi seppelliranno vivo e mi lasceranno morire lentamente. Mi hanno detto di aspettare e io obbedisco.</p>
<p><b>Sono stato tradito&#8230;</b> La giustizia punisce i colpevoli, ma lascia a spasso i suggeritori. Sono stato l&#8217;esecutore materiale di <em>qualcosa</em>. Nessuno ha mai dato un nome a questo <em>qualcosa</em>, ma tutti erano certi che prima o poi l&#8217;avrei compiuto. Me lo dissero fin da bambino, dopo aver tirato sassi contro i vetri delle finestre delle case abbandonate, o dopo aver infilato le mani sotto le gonne delle compagne di scuola, o dopo aver preso a calci i gatti, o dopo aver bruciato le lucertole. Mi hanno sempre definito un delinquente.</p>
<p><strong>Ero stato educato al delitto, sia morale che materiale.</strong> Mi hanno detto che dovevo difendermi, che a uno schiaffo ricevuto avrei dovuto rispondere con due, che a uno sputo ricevuto avrei dovuto restituirne tre, che a ogni parola offensiva, soprattutto se rivolta all&#8217;integrità morale della mamma, avrei dovuto controbattere con violenza e crudeltà. Io ho seguito gli insegnamenti e vincevo sempre. Ero un bambino grasso e i miei pugni erano dolorosi.</p>
<p><strong>Alla fine picchiai tutti quelli che mi ronzavano troppo intorno, anche senza motivo.</strong> Mi lasciarono solo, avevano paura di me. Alcuni però mi dissero che <strong>rimane solo chi viene temuto e rispettato, quindi quella solitudine era una medaglia al valore</strong>. Ma mi misero anche in guardia, <strong>chi è rispettato viene invidiato perché tutti vogliono essere come lui, attento quindi agli invidiosi, perché tradiscono. Sii amico di tutti ma fedele con nessuno</strong>. Così feci: niente amici, solo conoscenti.</p>
<p>Diventai il capo di una combriccola e tutti i componenti mi temevano. Fatto sta che anch&#8217;io temevo ognuno di loro, perché pensavo sempre a come mi avrebbero tradito. Allora, per mettermi al sicuro facevo loro qualche dispetto; <strong>alcuni per un po&#8217; di tempo li mandai in galera, incastrandoli nei miei traffici. Tre li ho anche fatti sparire, non ho detto che c&#8217;ero io dietro, ma l&#8217;ho fatto intendere agli altri del gruppo affinché capissero che con me non dovevano scherzare.</strong></p>
<p>Alla fine mi sono fottuto da solo. <strong>Sono rimasto di nuovo solo e con il cuore pieno di rabbia.</strong> L&#8217;ultimo che era rimasto al mio fianco, l&#8217;ho tradito e l&#8217;ho tolto dalla faccia della Terra con le mie mani. Qualcuno ha detto che sono pazzo, che non posso stare al Mondo, che non so rispettare il prossimo, ma io ho solo eseguito gli ordini, comportandomi secondo le regole che mi suggerirono da bambino. Tanto lo avrebbero fatto con me, ché l&#8217;essere umano è così, sta sempre sul chi va là, anche i pii hanno paura che qualcuno possa togliere loro la serenità.</p>
<p><strong>Ora resto qui. Spero che almeno loro, ossia i miei giustizieri, non si siano dimenticati di me. Non voglio restare solo un minuto di più.</strong></p>
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		<title>Nei sogni e nelle maledizioni. Poesie di Italo Cirene</title>
		<link>https://www.borderliber.it/sogni-maledizioni-poesie-cirene/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Mar 2023 01:45:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Delitto]]></category>
		<category><![CDATA[Diletto]]></category>
		<category><![CDATA[Ispirazione]]></category>
		<category><![CDATA[Maledetti]]></category>
		<category><![CDATA[parole]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[sogni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poesie di Italo Cirene. Foto di Martino Ciano Nel sogno di teTu non sai:mentre vivi, non mia,la storia che hai sceltoio qui ho vitaunicamentenel sogno di te.In una dolce menzognache mi nutre e divora.Perché tutto qui vivenel segno di te.Nell’attesa che il tempotrascolori la tua immaginee il mio sanguemi provo a respingerel’assedio dell’invisibile.Interrogando oracoli senza [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Poesie di Italo Cirene. Foto di Martino Ciano</strong></em></p>
<p><strong>Nel sogno di te</strong><br aria-hidden="true" />Tu non sai:<br aria-hidden="true" />mentre vivi, non mia,<br aria-hidden="true" />la storia che hai scelto<br aria-hidden="true" />io qui ho vita<br aria-hidden="true" />unicamente<br aria-hidden="true" />nel sogno di te.<br aria-hidden="true" />In una dolce menzogna<br aria-hidden="true" />che mi nutre e divora.<br aria-hidden="true" />Perché tutto qui vive<br aria-hidden="true" />nel segno di te.<br aria-hidden="true" />Nell’attesa che il tempo<br aria-hidden="true" />trascolori la tua immagine<br aria-hidden="true" />e il mio sangue<br aria-hidden="true" />mi provo a respingere<br aria-hidden="true" />l’assedio dell’invisibile.<br aria-hidden="true" />Interrogando oracoli senza volto,<br aria-hidden="true" />sfuggendoti la voce.<br aria-hidden="true" />Ma l’eco dei tuoi occhi<br aria-hidden="true" />che m’insegue<br aria-hidden="true" />irride stratagemmi e strategie.<br aria-hidden="true" />Tutto ciò  tu forse non sai.<br aria-hidden="true" />E mai lo vorrai sapere.<br aria-hidden="true" />———————-<br aria-hidden="true" /><strong>I poeti maledetti</strong><br aria-hidden="true" />Eretici erotici esotici:<br aria-hidden="true" />m’inebriano e m’incantano<br aria-hidden="true" />i vostri versi!<br aria-hidden="true" />Perversi canoni inversi<br aria-hidden="true" />che cantano<br aria-hidden="true" />di là dall’etica<br aria-hidden="true" />di qua dall’estetica<br aria-hidden="true" />il bisogno del sogno<br aria-hidden="true" />e il diletto per il delitto<br aria-hidden="true" />del non detto.<br aria-hidden="true" />———————-<br aria-hidden="true" /><strong>I miei versi</strong><br aria-hidden="true" />I miei versi sono<br aria-hidden="true" />i figli degeneri<br aria-hidden="true" />d’un amplesso mancato.<br aria-hidden="true" />Concepiti in sogno<br aria-hidden="true" />non cresceranno mai.<br aria-hidden="true" />Vorrebbero essere<br aria-hidden="true" />il bastone della mia vecchiaia.<br aria-hidden="true" />Saranno il mio testamento.</p>
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		<title>Raskòl&#8217;nikov. Il delitto e il castigo della giustizia</title>
		<link>https://www.borderliber.it/raskolnikov-il-delitto-e-il-castigo-della-giustizia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2022 04:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Castigo]]></category>
		<category><![CDATA[Delitto]]></category>
		<category><![CDATA[Dostoevskij]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Raskòl&#8217;nikov. Il delitto e il castigo della giustizia&#8221; è un articolo di Martino Ciano già pubblicato per Eretici Ha ucciso una strozzina. Ha versato il sangue di un essere umano, ma il sangue scorre a fiumi nel Mondo, eppure ci sono uomini ai quali tutto viene perdonato; anzi, alcuni vengono chiamati benefattori nonostante le loro azioni turpi. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/raskolnikov-il-delitto-e-il-castigo-della-giustizia/">Raskòl&#8217;nikov. Il delitto e il castigo della giustizia</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>&#8220;Raskòl&#8217;nikov. Il delitto e il castigo della giustizia&#8221; è un articolo di Martino Ciano già pubblicato per <a href="https://www.eretici.org/raskolnikov/">Eretici</a></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha ucciso una strozzina. Ha versato il sangue di un essere umano, ma il sangue scorre a fiumi nel Mondo, eppure ci sono uomini ai quali tutto viene perdonato; anzi, alcuni vengono chiamati <em>benefattori</em> nonostante le loro azioni turpi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa la verità pronunciata più volte dal protagonista di <em>Delitto e Castigo</em>, quando confessa il suo crimine alla sorella. Cosa sia giusto e cosa sia sbagliato Raskòl&#8217;nikov non lo sa. Prima e dopo aver commesso il suo omicidio è stato divorato dal rimorso, poi, pian piano tutto si è addormentato in lui.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi è la vittima e chi è il carnefice? Il giovane ex studente non sa rispondere neanche a questo. Ha ucciso per lui, questo lo riconosce, per dimostrare la sua potenza. In un articolo scritto per una rivista e che i suoi amici giudicano fuorviante, Raskòl&#8217;nikov sostiene che ci sono &#8220;uomini superiori che hanno il diritto di uccidere in nome della forza delle loro idee, semplicemente perché quelle idee cambieranno in meglio l&#8217;umanità. Nessuno quindi deve opporsi&#8221;.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Altra sconvolgente verità che lascia basiti, ma di fronte alla quale nessuno riesce a controbattere se non con una morale spicciola, conveniente, politicamente corretta diremmo oggi. Ed ecco Raskòl&#8217;nikov, uomo che sta al di là del bene e del male; giovane nichilista che sente su di lui il peso della libertà. Perché la libertà è una materia difficile da trattare. Ha a che fare con il diritto/dovere di scelta e con la conseguente assunzione della responsabilità. Ma la responsabilità è qualcosa che bisogna caricarsi interamente sulle spalle, non si può dividere con qualcun altro. Essa è tanto un peso quanto un dono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E allora cos&#8217;è quel rimorso che percuote Raskòl&#8217;nikov? Cos&#8217;è quella voce interna che lo porta ad alternare momenti di euforia a momenti catatonici? E i suoi atti di carità non sono forse il tentativo di condividere o di zittire le proprie responsabilità?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ha ucciso una strozzina, ma mentre portava a termine il suo crimine si è trovata lì un’altra persona e ha dovuto ammazzare anche lei. Che sia nato da questo intoppo il rimorso?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Eppure, simile a Raskòl&#8217;nikov, è Svidrigajlov. È un donnaiolo, un frivolo e un villano. Convive con il senso di colpa scaturito dall&#8217;avvelenamento della moglie. Riconosce di essere un immorale ed un edonista, ma lo accetta. Per lui, vivono bene solo coloro che se ne fregano degli altri e che pensano alle loro pance. Prova a prendersi le responsabilità delle sue azioni, ma non ci riesce. Ammette che la sua natura è corrotta e malata. Non può guarire. Per questo si ammazza in maniera frivola, da vigliacco, restando così coerente alla sua essenza. Eppure, Svidrigajlov confessa che la morte gli fa paura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma in tutto ciò la giustizia cos&#8217;è? Un castigo che prima di tutto ognuno si infligge, riconoscendo quell&#8217;incolmabile distanza che c&#8217;è tra l&#8217;individuo e la società, tra ciò che siamo intimamente e ciò che siamo tra gli altri. In questo luogo agisce la libertà. In questo spazio scoppiano i nostri conflitti, quelli che per Freud si chiamano nevrosi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Cos’altro c’è da aggiungere? Raskòl&#8217;nikov trova la sua via di fuga. Confessa, perché ha paura della morte. Non ricorrerà al suicidio. Ci ha pensato, ma vuole esistere, vuole restare in vita. Eppure, a lui di vivere tanto per vivere non è mai importato, almeno fin quando non scoprirà che anche lui sa amare e può essere amato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La bellezza salverà il mondo? È banale? Non proprio, perché Dostoevskij non mette un punto al suo capolavoro, ma un punto interrogativo, e lascia che ognuno tragga liberamente le proprie conclusioni. Sono passati 160 anni dall’uscita di <em>Delitto e</em> <em>Castigo</em> e leggendolo oggi, comprendiamo che ancora nessuna risposta ci soddisfa pienamente. Abbiamo una naturale propensione al rimorso, anche quando premeditiamo le azioni peggiori.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda però è un’altra. Cosa ignoriamo e cosa ci sfugge quando mettiamo in pratica il male?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/raskolnikov-il-delitto-e-il-castigo-della-giustizia/">Raskòl&#8217;nikov. Il delitto e il castigo della giustizia</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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