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	<title>Crono Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>L&#8217;anno capovolto. Simone Innocenti e il Capodanno delle rivelazioni</title>
		<link>https://www.borderliber.it/lanno-capovolto-di-simone-innocenti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Aug 2022 01:59:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano già pubblicata per Gli amanti dei libri C&#8217;è una clessidra e forse è lei la vera protagonista di questo romanzo, più di coloro che disquisiscono, che si raccontano, che provano a camuffarsi tra saluti di rito e cortesie ipocrite. Ma chi sono loro? Sono amici che si ritrovano in una villa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Recensione di Martino Ciano già pubblicata per Gli amanti dei libri</strong></em></p>
<p>C&#8217;è una clessidra e forse è lei la vera protagonista di questo romanzo, più di coloro che disquisiscono, che si raccontano, che provano a camuffarsi tra saluti di rito e cortesie ipocrite. <em>Ma chi sono loro?</em> Sono amici che si ritrovano in una villa per festeggiare l&#8217;arrivo del nuovo anno, per gettarsi alle spalle le ansie dei trecentosessantacinque giorni trascorsi. Ma non sempre le cose vanno come dovrebbero, c&#8217;è sempre quella imprevedibilità che gli esseri umani non tengono in considerazione, convinti di essere padroni del tempo e del mondo che li circonda.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-4630 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/08/9791280028204_0_536_0_75.jpg?resize=371%2C371&#038;ssl=1" alt="L'anno capovolto. Simone Innocenti" width="371" height="371" srcset="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/08/9791280028204_0_536_0_75.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/08/9791280028204_0_536_0_75.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w" sizes="(max-width: 371px) 100vw, 371px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p>Simone Innocenti scrive un romanzo corale, in cui ognuno è convinto di poter tenere a bada i propri segreti. Ogni invitato a questa <em>festa delle illusioni</em> pensa di riuscire a mantenere sul volto una maschera, invece ognuno si sottomette all&#8217;umore dell&#8217;altro, cercando di accaparrarsi la scena. Il tema del libro dello scrittore toscano è sicuramente <em>la finzione</em>, questo potere che l&#8217;individuo utilizza per ingannare il suo prossimo. Le sottigliezze narrative usate da Innocenti mettono in primo piano i tratti psicologici dei personaggi, il velo di ipocrisia che dovrebbe essere una sorta di corazza protettiva.</p>
<p>Ci sono verità che non possono essere dette, trame che non possono essere scoperte. Ognuno porta con sé i propri segreti e cerca di assolversi dalle colpe, ricucendo uno dietro l&#8217;altro i brandelli del passato. Così l&#8217;ultima sera dell&#8217;anno diventa il momento perfetto per tracciare dei bilanci, ma anche per piangersi addosso. Ogni confessione è ammessa, purché abbia la forma di un&#8217;arringa difensiva tramite cui giustificare i propri peccati.</p>
<p>Tra i personaggi che Innocenti fa comparire su questo palcoscenico, c&#8217;è chi si sente un fallito, chi cerca conforto nello studio delle costellazioni, chi ordisce piani per diventare ricco, chi si illude che la propria vita sia perfetta, chi con cinismo risponde a ogni difficoltà, chi vuole far credere che il suo disprezzo verso tutti sia solo un modo scherzoso per sdrammatizzare la propria inadeguatezza, chi è pronto per la vita monastica.</p>
<p>Solo l&#8217;arrivo della mezzanotte del nuovo anno metterà tutti d&#8217;accordo. In quale modo? Logicamente, questo dovrete scoprirlo leggendo il romanzo. Dal canto suo, Innocenti ci mette davanti a personaggi disillusi, pronti a ingannarsi a vicenda pur di non svelare la propria personalità. In questo caso, l&#8217;intimità non diventa un momento di liberazione dalle convenzioni sociali, ma una lotta tra <em>finzione e realtà. </em>Ma come detto all&#8217;inizio, c&#8217;è una clessidra che oltre a rendere visibile lo scorrere del tempo, è anche capace di dare <em>qualità </em>al suo incedere&#8230; ma il risultato è sempre lo stesso: <em>Crono divorerà i suoi figli.</em></p>
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		<title>Burnout. La società della cenere</title>
		<link>https://www.borderliber.it/burnout-la-societa-della-cenere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jun 2022 01:51:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cenere]]></category>
		<category><![CDATA[Crono]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[fuoco]]></category>
		<category><![CDATA[Incendio]]></category>
		<category><![CDATA[opinione]]></category>
		<category><![CDATA[Prometeo]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Burnout. La società della cenere&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto rielaborata dall&#8217;autore Corriamo verso l’opinione sfrontata. Più la spari grossa, più possibilità hai di vincere un posto in prima fila nel grande teatro dei social network. Attenzione, però, sul palcoscenico non puoi salire, quello è il luogo dei burattinai di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/burnout-la-societa-della-cenere/">Burnout. La società della cenere</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Burnout. La società della cenere&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto rielaborata dall&#8217;autore</strong></p>
<p>Corriamo verso l’opinione sfrontata. <em>Più la spari grossa, più possibilità hai di vincere un posto in prima fila nel grande teatro dei social network. Attenzione, però, sul palcoscenico non puoi salire, quello è il luogo dei burattinai di professione</em>.</p>
<p>Siamo il popolo di mezzo, composto da bambini che amano il gioco delle possibilità con le sue regole cangianti. Chi ne sta fuori ne è escluso per sempre, ma anche chi decide di provarci resta escluso dalle decisioni importanti. Mentre i prezzi delle merci aumentano, mentre la guerra diventa cibernetica, noi ingurgitiamo schegge di informazione che ci bucano le interiora e attendiamo che tutto cambi così, all’improvviso, grazie all’intervento della Provvidenza.</p>
<p>Cos’è la Provvidenza nella società della cenere e del burnout? Un nuovo pezzo di legno da ardere con le nostre vane speranze.</p>
<p>Un suicidio di massa è già iniziato da tempo. I sintomi sono sfiducia, indifferenza, rabbia sociale verso avvenimenti privi di consistenza, moralismo, giustizialismo, necrofilia, sessismo, sfrenata eccitazione verso ogni oggetto che non possiamo realmente avere, amore per la lagna, solitudine.</p>
<p>Siamo individui prettamente estetici che provano a vivere la loro esistenza come un’opera d’arte. Ma quest’opera d’arte non contempla il dialogo, il confronto, la presenza dell’altro, bensì la compravendita dell’individuo. Si fa gruppo o squadra solo nel momento in cui si incontrano soggetti che accettano le nostre idee, che mai si oppongono alle nostre scelte. Ogni individuo si fa idolo e, come ogni idolo, pretende solo seguaci.</p>
<p><em>Tutto è permesso, nulla è vero al di fuori di me. </em>La società della cenere è composta da soli <em>padroncini</em> con pretese di eternità. Nessuno si piega alle ferite del tempo, ma il sangue di Crono ancora continua a scorrere e le sue mandibole continuano a masticare i suoi figli… noi tutti.</p>
<p>Prometeo ormai impera e spaccia il suo fuoco per libertà assoluta. Ovunque ha appiccato incendi. Noi bruciamo e ridiamo tra le fiamme. Noi bruciamo e piangiamo tra le fiamme. Soffriamo, ma non imputiamo alle scottature l’origine del nostro dolore. Libertà assoluta è sinonimo di schiavitù e, infatti, siamo schiavi dell’anarchico estetismo che ci coinvolge emotivamente e corporalmente. Nei giorni dell’ira ci sentiamo vivi, nei giorni della riflessione ci sentiamo morti, e come cadaveri ci aggiriamo per le strade, ma mai ammettiamo che ci manca qualcosa: <em>appartenerci</em>.</p>
<p>Una persona mi chiese se fosse giusto isolarsi, fare come i mistici che si allontanavano da tutto e tutti. No, ho risposto, perché non c’è individuo che possa vivere isolato dal resto del mondo e dagli altri della sua specie. Tutto diventerebbe astratto. Eppure, anche in mezzo a mille persone, molti si sentono soli, avulsi, spezzati, privati di ogni sentimento.</p>
<p>Intanto, brucia ancora il fuoco della Tecnica, il nostro Prometeo senza più spirito, il nostro Archetipo senza più mito. Ci si consuma velocemente, si invecchia velocemente anche se gli artifizi cosmetici ci rendono più appetibili, ci si dichiara impotenti di fronte a troppe situazioni anche se siamo sempre pronti all’azione.</p>
<p>Bruciamo, ma non sappiamo di bruciare.<br />
Burn, Burnout!</p>
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