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	<title>Clima Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Inquiniamo oggi, facciamola finita</title>
		<link>https://www.borderliber.it/inquiniamo-oggi-articolo-gattonero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Apr 2023 01:00:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Gattonero. In copertina foto di Martino Ciano La bufera urla, disperata. In lontananza, il mare biancheggia e non si capisce se è bianco d&#8217;onda, o l&#8217;ennesimo travaso delle porcate umane. Le scarpe sono rotte, ma chi se ne frega, fra poco metterò gli zoccoli e li toglierò verso fine settembre se tutto va [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Gattonero. In copertina foto di Martino Ciano</strong></em></p>
<p>La bufera urla, disperata. In lontananza, il mare biancheggia e non si capisce se è bianco d&#8217;onda, o l&#8217;ennesimo travaso delle porcate umane. Le scarpe sono rotte, ma chi se ne frega, fra poco metterò gli zoccoli e li toglierò verso fine settembre se tutto va bene; salvo rottura dei piani per non previsti battesimi cresime matrimoni sepolture e altre cose affini.</p>
<p>Persino il Comune, dopo un lungo periodo di divieto di accesso agli zoccolanti, ha riaperto i battenti ai poverelli che, abitando in riva al mare, ritengono di poter entrare nel tempio comunale scalcagnati e, solo alcuni, ciabattanti. Alle scarpe tornerò ai primi d&#8217;autunno. Questo è il momento più favorevole per parlare della famosa/famigerata CO2.</p>
<p>A leggerla così, questa sigla, sembra il secondo girone della serie C di calcio, invece si tratta della rilevazione di gas e porcherie varie che facciamo salire verso l&#8217;atmosfera. Da qui ci tornano sulla testa, sulla terra e nei polmoni; e noi, ben consci di quello che stiamo combinando, continuiamo allegramente a sparare verso il cielo di tutto e di più. Così ci troviamo con mari e oceani e laghi e fiumi che tracimano invece che l&#8217;acqua di cui sono composti (che è poi l&#8217;elemento principe, con l&#8217;aria, per la sopravvivenza umana), quello che noi continuiamo a riversarci dentro, nella convinzione che questi siano elementi eterni, indistruttibili.</p>
<p>La Terra, la nostra casa, da vivi e da morti: trasuda letteralmente di veleni, insetticidi, pesticidi, miscugli per conservare, preservare, spingere in quantità la produzione dei frutti. Se un pomo lo si vuole rossiccio da una parte tendendo al giallo perfetto dall&#8217;altra, e l&#8217;albero non ritiene debba essere così, pronta è la chimica con il prodotto specifico perché ciò avvenga.</p>
<p>L&#8217;albero, la prima volta sopporta, in seguito si ammala.</p>
<p>Albero malato?</p>
<p>Pronti: altri intrugli per sanarlo, altri inquinanti, che poi, come tutto il resto, torneranno nel nostro corpo tramite la tavola. La cosa più incredibile di questa situazione è che siamo ben consci della nostra incoscienza, e nonostante ciò continuiamo a vivere, e sempre più a morire, come se queste cose riguardassero un pianeta molto lontano, troppo lontano per destare il nostro interesse al suo salvataggio.</p>
<p>Tanti sono gli accidenti che affliggono l&#8217;umanità.</p>
<p>Alcuni risalgono, quasi invariati nei loro sintomi ed esiti, a migliaia di anni fa. La scienza (quella che nel tempo è riuscita a debellare alcuni), oggi è impegnata nella ricerca di cure per malanni evidenziati da alcuni decenni e, ormai è accertato, provocati da noi stessi. Forse i tumori esistono da che la Terra esiste; forse non erano neanche riconosciuti come malattia, ma magari come punizione divina per chissà quali peccati; forse tante cose, tutte con una loro possibile verità.</p>
<p>Ma se i livelli attuali (e crescenti in modo ormai esponenziale), producono un allarme che si limita a seminari, prese d&#8217;atto della situazione, a monitoraggi, a statistiche, a &#8216;dobbiamo fare&#8217;, a &#8216;faremo&#8217;&#8230; la strada sarà sempre più in salita.</p>
<p>Non siamo più noi, umani-fauna-flora, a essere malati: ormai è la Terra stessa a essere incancrenita.</p>
<p>Noi, che riteniamo essere i padroni di questa nostra Terra, ne siamo solo una propaggine. E, a pensarci bene, neanche la più importante, visto che con guerre, stragi, disastri ambientali, occasionali ma ormai ricorrenti, cui le nostre mani danno il via, ci facciamo fuori a vicenda con una indifferenza che dimostra la nostra poca importanza reciproca sul territorio.</p>
<p>Se davvero fossimo così importanti, il rispetto l&#8217;uno verso l&#8217;altro dovrebbe essere la caratteristica precipua della nostra intelligenza. Con la stessa indifferenza stiamo uccidendo il nostro pianeta. Siamo ormai al suicidio collettivo, che farà apparire quello di Jonestown come un bucolico picnic.</p>
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		<title>Meno male che ci sei tu</title>
		<link>https://www.borderliber.it/caro-amico-albero/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2023 01:06:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Albero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Anonimo indagatore. In copertina foto di Martino Ciano Meno male che ci sei tu, vecchio e caro amico albero. Sì, intendo proprio tu, albero con il tronco e le foglie che ciclicamente cadono. Meno male che ci sei tu perché, in questo angolo di mondo, gli umani sembrano ormai diventati tutti strani e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Anonimo indagatore. In copertina foto di Martino Ciano</strong></em></p>
<p>Meno male che ci sei tu, vecchio e caro amico albero. Sì, intendo proprio tu, albero con il tronco e le foglie che ciclicamente cadono. Meno male che ci sei tu perché, in questo angolo di mondo, gli umani sembrano ormai diventati tutti strani e impazziti. Meno male che ci sei tu a scandire quel tempo che non interessa a nessuno e che dai più vuole essere divorato in azioni che oltrepassano tappe dovute, sofferenze mai sopite, gioie mai godute. E gli altri che non hanno la fortuna che ho io, caro amico, vivono nella loro bruttezza e nelle loro angosce.</p>
<p>Le cose più intollerabili sono due: quest’ultimi non si rendono neanche conto di essere immersi in cotanta bruttezza e, addirittura, si sforzano per crearne altrettanta a chi vorrebbe vivere in un modo diverso. <strong>Vita liquida</strong>. E non c’è calma e non c’è pazienza, non c’è sfogo e non c’è dialogo, non c’è interesse e non c’è curiosità. Con la curiosità io ci convivo da sempre e la sento come il motore della mia vita, che mi spinge, come una giostra, in alto e in basso. <strong>Montagne russe altro che giostra.</strong></p>
<p>Vecchio amico, me ne sono reso conto l’altra sera che al culmine della grandinata volevi girare l’angolo e renderti conto di quanto ti stessi raccontando, ma se solo potessi riuscirci, ti accorgeresti che è meglio restare lì, imprigionato in quel terreno che ti dà la possibilità di vivere. Sentiti fortunato, perché tu vivi; noi invece sopravviviamo&#8230; e anche a stento.</p>
<p>Ti ricordi quando ti raccontavo cosa i tuoi cugini sono costretti a vedere e a sentire nei pressi di un Viale, in quel periodo in cui tu doni frutti? I tuoi cugini si spezzano, cadono rovinosamente, si ammalano, sono costretti a subire cose che neanche immagini da bigotti, da gente agitata, gente ammaestrata, viziata, rilassata ma a tratti indaffarata, da quelli che sanno tutto e i soli benefici li ricevono da quelli che sanno niente.</p>
<p>Tu invece, come il gran re di corte, coccolato e protetto, di quante cose non ti rendi conto. Non ti ho raccontato dell’altra sera, di quando fiamme alte si specchiavano in quel lembo d’acqua di poche speranza, oppure di topi che si divertono ad addentare tronchi che sono diventati porte, finestre e quant’altro serve per soddisfare le inutili pretese di qualche depresso. Sicuramente anche tu risenti di questo clima sciacallo, impazzito tanto quanto chi è riuscito a renderlo tale, ma ti ho detto che devi sentirti fortunato, tu rivivi negli occhi di un illuso, di uno che sin da bambino sognava. E oggi continua a sognare.</p>
<p>Sogna comunità integrate, sogna il cibo per tutti, sogna l’ambiente sano. Li sogna e in parte s’impegna, s’impegna ma non abbastanza, ma intorno a me, anzi amico, intorno a noi, siamo al grado zero. Lo sai che vorrei bellezza intorno a noi. Ma ti devi sentire fortunato, perché sei il primo essere con cui consumo la mia prima e ultima sigaretta della giornata. Tu contribuisci a fare di me una persona migliore aiutandomi a non correre, a non essere affaccendato sull’inutile, ma anche a non essere un tantino sedentario e imprigionato come te.</p>
<p>Ora alziamoci e andiamo a sorbirci falsi sorrisi e grandi lezioni di vita, ma l’ho confidato a te che mentre ascolto sproloqui senza senso, rido dentro me, rido dal dispiacere; rido per pena; rido perché riesco a sconfiggere le mie incertezze e le mie insicurezze trasformandole in corazze, per difendermi da quelle bombe letali che hanno tentato di radermi al suolo; rido perché conosco parte della verità; rido perché ci credo sempre, ma rido perché posso anche alzare gli occhi al cielo e sorridendo dire a me stesso: <strong>non cambiare, sii sempre il solito sognatore illuso!</strong></p>
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		<title>Sommersi: il &#8220;mutamento climatico&#8221; spiegato ai bambini</title>
		<link>https://www.borderliber.it/sommersi-favola-mariajo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2022 01:40:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Filomena Gagliardi. In copertina: &#8220;Sommersi&#8221; di Mariajo Ilustrajo, traduzione in italiano a cura di Nomos, 2022 Nell’attualità talora sconcertante che ci circonda sono ancora i libri a farci compagnia, a confortarci, a farci da maestri. I libri possono trasmettere anche tematiche impegnative rivolgendosi a un pubblico molto giovane. Se sono fatti bene, in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Filomena Gagliardi. In copertina: &#8220;Sommersi&#8221; di Mariajo Ilustrajo, traduzione in italiano a cura di Nomos, 2022</strong></p>
<p>Nell’attualità talora sconcertante che ci circonda sono ancora i libri a farci compagnia, a confortarci, a farci da maestri. I libri possono trasmettere anche tematiche impegnative rivolgendosi a un pubblico molto giovane. Se sono fatti bene, in realtà, è del tutto assurdo separare tra libri per ragazzi e libri  per adulti.</p>
<p>Un albo illustrato di sorprendente attualità è <em>Sommersi</em>, con testi e illustrazioni di Mariajo Ilustrajo (<a href="https://www.mariajoilustrajo.com/">https://www.mariajoilustrajo.com/</a>). Edito nel 2022 con il titolo in lingua originale <em>Flooded </em>e tradotto in italiano lo scorso aprile da Francesca Giulia La Rosa per conto della casa editrice Nomos, si tratta di un racconto con chiaro intento divulgativo ed esemplificativo circa la questione del mutamento climatico.</p>
<p>Questa narrazione parla di una città che “si svegliò, come in un giorno d’estate qualsiasi. C’era però qualcosa di diverso. Non che fosse un problema, la città era soltanto un tantino…bagnata!”</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft wp-image-5402" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/10/9791259580573_0_536_0_75-1.jpg?resize=400%2C400&#038;ssl=1" alt="Sommersi" width="400" height="400" srcset="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/10/9791259580573_0_536_0_75-1.jpg?resize=300%2C300&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2022/10/9791259580573_0_536_0_75-1.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" data-recalc-dims="1" />I protagonisti della storia sono animali e, come nelle favole della tradizione classica, essi rappresentano gli uomini. Il racconto inizia sotto il segno di un tono ironico che, poi, nel corso della vicenda assumerà, <em>a posteriori</em>, il valore del sarcasmo. Sulle prime infatti ci potranno essere anche aspetti positivi circa il nuovo stato delle cose; alla lunga, però, si paleseranno forti disagi. Le mie parole non possono rendere il valore dell’albo che invece trae forza dalla sinergia di immagini e di parole, parole connotate non solo dal loro significato ma anche dalla loro grafica.</p>
<p>Rispetto al generico <em>Flooded</em>, a mio avviso il titolo della  versione italiana, <em>Sommersi</em>, vuole porre l’accento sul fatto che il problema delle precipitazioni anomale riguarda innanzitutto gli uomini, tutti gli uomini. Questa consapevolezza, del resto, costituisce la chiave di volta della questione. Risolvere l’alluvione infatti “non era un compito per un singolo! Tutti dovevano lavorare insieme”. Non basta dunque che un eroe “piccoletto” avesse “capito fin da subito” la situazione, senza essere creduto. L’ignoranza e il pregiudizio possono offuscare la mente, invece accettare razionalmente un ostacolo è il primo passo per cercare di superarlo.</p>
<p>La storia rimane aperta, non conclusa, come sospesa tra i due fattori estremi del mutamento ambientale, una polarità tra un eccesso di acqua e una sua estrema penuria. Questo è esplicito nel finale, anch’esso tra l’ironico e il sarcastico: “&#8230;il problema si prosciugò del tutto”. L&#8217;azzurro dell’acqua che ricopre tutto e tutti costituisce una sorta di velo che, senza orrore e spettacolarizzazione, rende in modo comprensibile il disastro in corso. La recente alluvione verificatasi nella mia regione, le Marche, ha reso questo volumetto ancora più attuale.</p>
<p>Le case editrici Nomos e Topittori hanno lanciato una bellissima iniziativa: mettere a disposizione due loro titoli in modo che i proventi dalle loro vendite fossero usati in sostegno delle popolazioni colpite dalla tragica calamità. La libreria Iobook Liberilibri di Senigallia ( <a href="https://www.facebook.com/libreriaiobook.liberilibri">https://www.facebook.com/libreriaiobook.liberilibri</a>) ha raccolto questa offerta e donerà l’incasso alle scuole della loro città per la realizzazione di progetti didattici (Topipittori ha scelto <em>Che cos&#8217;è un fiume</em>?, di  Monika Vaicenaviciene).</p>
<p>Come del resto un marchigiano speciale aveva intuito, gli uomini devono istituire una “social catena” fra di loro piuttosto che polemizzare reciprocamente. Costui si chiamava Leopardi che certamente era molto “critico” nei confronti della Natura in quanto tale. Ma questa è un’altra storia.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Leggere Gustaw Herling</title>
		<link>https://www.borderliber.it/leggere-gustaw-herling/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2022 04:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Censura]]></category>
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		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[Russofobico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Geraldine Meyer Forse mai come oggi sarebbe necessario leggere e rileggere Gustaw Herling. I motivi per cui questo dovrebbe divenire un imperativo morale potrebbero prestarsi a non pochi equivoci. Vista la situazione attuale si potrebbe essere indotti a credere che un libro come Un mondo a parte sia un ulteriore mattone con cui [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Articolo di Geraldine Meyer</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Forse mai come oggi sarebbe necessario leggere e rileggere <em>Gustaw Herling</em>. I motivi per cui questo dovrebbe divenire un imperativo morale potrebbero prestarsi a non pochi equivoci. Vista la situazione attuale si potrebbe essere indotti a credere che un libro come Un mondo a parte sia un ulteriore mattone con cui si sta costruendo un clima <em>russofobico</em>. Invece è esattamente il contrario. Perché <em>Un mondo a parte</em> è non solo uno degli esempi più alti di letteratura concentrazionaria ma, ancor più, un esempio di lucida e sobria testimonianza che mette nero su bianco la realtà dei gulag senza scivolare nella furia sia della iconoclastia sia della iconolatria ideologica. Un mondo a parte è la pietra miliare di un intellettuale che mai ha sovrapposto regime sovietico a cultura e popolo sovietico. Un equilibrio culturale e etico che disegna una bussola di rigore e onestà intellettuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Che libro è, dunque, Un mondo a parte di Herling? Non solo, come dicevamo, uno dei libri più potenti mai scritti sui gulag. Ma anche un libro che, in un certo senso, visse una sorta di “reclusione” come quella del suo autore. Pubblicato in Italia, per la prima volta, nel 1958 da <em>Laterza</em> e nel 1965 da <em>Rizzoli</em>, il libro attraversò un vero e proprio ostracismo da parte di una “cultura” di sinistra impegnata a rimuovere, nel migliore dei casi, o negare nel peggiore. Per arrivare finalmente agli anni ’90 con un maggiore riconoscimento anche grazie a un cambio di contesto politico ma anche all’edizione Feltrinelli. Edizione nella quale possiamo leggere queste parole di Herling stesso: “Nel mio paese natale, la Polonia, Un mondo a parte, stette in testa, con alcuni altri libri, all’<em>index librorum prohibitorum</em> comunista. Successe che durante il potere comunista il mio cognome fu cancellato dal quadro della letteratura polacca contemporanea.” Non solo in Italia per la verità, seppure non in modo così furioso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un mondo a parte è “un mosaico di storie” come ebbe a dire Cataluccio. Storie di singoli, storie collettive, storie di un intero sistema politico. Un libro di testimonianza e, ancor più, un libro di riflessioni e sollecitazioni etiche e filosofiche, tra le cui pagine vi è una domanda, più forte delle altre. Quella domanda, crudele ma ineludibile, che porta a chiedersi di cosa sia capace l’essere umano in condizioni estreme. Dove per estreme si intende estremamente disumane. Un mondo a parte è un libro che a tale domanda risponde proprio perché Herling, con lucidità ma senza pretese giudicanti, descrive e racconta. Quasi con tagliente oggettività. Vi sono, in questo libro, pagine durissime, disperate, disturbanti, di infamia e tradimento, miseria e nobiltà. Pagine in cui la demente crudeltà del gulag si mescola (solo attraverso il racconto e mai attraverso il giudizio) alla paranoica burocratica fantasia di controllo del regime.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un libro dunque che non poteva non essere indigesto per una certa sinistra ma che, altrettanto chiaramente, non poteva non essere ammirato e apprezzato da personalità come Silone o Chiaromonte. Silone addirittura, mentre la sinistra “sinistrata” sognava un’espulsione di Herling dal suolo italiano (in cui aveva deciso di vivere) gli offrì uno spazio su Tempo presente, rivista a cui Silone collaborava in maniera fattiva.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quella di Herling potrebbe, da alcune anime belle, essere scambiata per equidistanza. Equidistanza di condanna dei regimi totalitari di qualunque colore. In realtà Herling non è equidistante quanto, semmai, fortemente schierato nella condanna a un paese e a un regime che, mentre combatteva il nazismo, non esitò a “evocarne” l’orrore con i gulag.&nbsp; Davvero da leggere, adesso, questo Un mondo a parte</p>
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