<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Cena Archivi - BORDER LIBER</title>
	<atom:link href="https://www.borderliber.it/tag/cena/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.borderliber.it/tag/cena/</link>
	<description>Sguardi al limite</description>
	<lastBuildDate>Sat, 31 May 2025 10:43:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">206201238</site>	<item>
		<title>Viva la democrazia</title>
		<link>https://www.borderliber.it/viva-la-democrazia-ciano-racconto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jun 2025 22:01:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Cena]]></category>
		<category><![CDATA[Cibo]]></category>
		<category><![CDATA[Cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Pietra]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=14413</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Viva la democrazia&#8221; è un racconto di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore realizzata con l&#8217;intelligenza artificiale Sguardo di pietra in cielo e in terra. Cercando la luna e il pelo nell&#8217;uovo nel conglomerato delle cose, tra le discussioni domestiche e i servizi casalinghi, lei sforna la sua torta soffice che sa di gomma [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/viva-la-democrazia-ciano-racconto/">Viva la democrazia</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Viva la democrazia&#8221; è un racconto di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore realizzata con l&#8217;intelligenza artificiale</strong></p>
<p>Sguardo di pietra in cielo e in terra. Cercando la luna e il pelo nell&#8217;uovo nel conglomerato delle cose, tra le discussioni domestiche e i servizi casalinghi, lei sforna la sua torta soffice che sa di gomma dolce e di zucchero senza zuccheri aggiunti.</p>
<p>L&#8217;apocalisse si svolge di pomeriggio: tra le 17 e le 19, man mano che si fa incombente il dilemma della cena. Sullo schermo scorrono le trasmissioni televisive con i loro dibattiti sulle guerre nel globo. Lei guarda, assimila e ammette: «È tutto un dolore sulla Terra, tranne che nella mia cucina».</p>
<p>Sullo <em>schermo piatto da 40 pollici</em> si affollano le scene di madri sfigurate, di bimbi denutriti, di soldati azzoppati. Ma davvero esistono o tutto è un gioco? La domanda sorge spontanea e in soccorso dei suoi occhi sciroccati, per dare spazio a varie riflessioni sul tema, arrivano le pubblicità delle Crociere Low Cost, delle pastiglie che liberano dai dolori alla testa e che dispensano felicità al colon; ma anche un consulente finanziario a cui si può scrivere a qualsiasi ora, come all&#8217;amante clandestino, potrebbe essere un&#8217;esperienza da provare.</p>
<p>Quando la discussione politica riprende, con la conduttrice impomatata e il viso corrucciato, si entra nel vivo del &#8220;Politicamente appetibile&#8221;. Il dibattito si riassume così: ci sono buone ragioni per mettere pace e altrettante per ringalluzzire la guerra. Viva la democrazia. Domani se ne parlerà di nuovo. I titoli di coda silenziano il dibattito.</p>
<p>Il nuovo blocco pubblicitario è tutto incentrato sulle destinazioni del cinque e dell&#8217;otto per mille a enti religiosi e scientifici. Lei che guarda il display a cristalli liquidi sfida il cielo chiedendo: «Chi è il migliore: Budda, Gesù, un dio contemporaneo o gli scienziati di qualche pianeta?».</p>
<p>Sulla torta ha messo un tovagliolo bianco.<br />
Sul tavolo ha steso una tovaglia bianca.<br />
Nel cervello da tempo sventola bandiera bianca.<br />
Viva la democrazia, ancora una volta.</p>
<p>«Questa sera petti di pollo arrostiti per tutti», esclama portandosi il dito sulle labbra. Ecco l&#8217;unica certezza di quella giornata. Nessuna replica è ammessa, altrimenti a letto senza cena.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/viva-la-democrazia-ciano-racconto/">Viva la democrazia</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">14413</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Danze nel sole </title>
		<link>https://www.borderliber.it/danze-sole-poesia-gervasi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Nov 2023 01:59:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Addio]]></category>
		<category><![CDATA[Alba]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Cena]]></category>
		<category><![CDATA[Crepuscolo]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Mare]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Sole]]></category>
		<category><![CDATA[tramonto]]></category>
		<category><![CDATA[versi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=8442</guid>

					<description><![CDATA[<p>Poesia e foto di Giuseppe Gervasi Strana sensazione sentirsi bene e in pace al crepuscolo. Vorrei fosse sempre così, tutto ritorna al suo posto. Si accendono le luci, le ultime risate e le corse dei ragazzi, di un giorno sempre uguale. Le madri oramai stanche, i padri siedono a tavola e l&#8217;ombra della sera chiude [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/danze-sole-poesia-gervasi/">Danze nel sole </a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Poesia e foto di Giuseppe Gervasi</strong></em></p>
<div dir="auto">Strana sensazione sentirsi bene<br />
e in pace<br />
al crepuscolo.</div>
<div dir="auto">
Vorrei fosse sempre così, tutto ritorna<br />
al suo posto.</div>
<div dir="auto">
Si accendono le luci,<br />
le ultime risate<br />
e le corse dei ragazzi,<br />
di un giorno sempre uguale.</div>
<div dir="auto">
Le madri oramai stanche,<br />
i padri siedono a tavola e l&#8217;ombra della sera chiude il sipario.</div>
<div dir="auto">
Un teatro,<br />
le comparse<br />
e gli attori<br />
recitano un copione scritto dalla vita.</div>
<div dir="auto">
Il sole del mattino riaprirà le danze,<br />
per un nuovo ballo,<br />
in attesa del caro crepuscolo.</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/danze-sole-poesia-gervasi/">Danze nel sole </a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">8442</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Cena coi nipoti</title>
		<link>https://www.borderliber.it/cena-coi-nipoti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jan 2023 01:18:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Anna]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[Cena]]></category>
		<category><![CDATA[destino]]></category>
		<category><![CDATA[Feste]]></category>
		<category><![CDATA[Giada]]></category>
		<category><![CDATA[NipotiRacconti]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=5929</guid>

					<description><![CDATA[<p>Racconto di Loredana Serra “Pensi che quattro fettine a testa possano bastare? O è meglio prenderne sei per ciascuno?” La signora Giada si volta verso Anna e continua ad elencare “il vitello tonnato piace a tutti, facciamo sei; poi prenderei un po&#8217; di insalata russa, gamberetti con la salsa rosa, e capricciosa per chi ama [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/cena-coi-nipoti/">Cena coi nipoti</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Racconto di Loredana Serra</strong></em></p>
<p>“Pensi che quattro fettine a testa possano bastare? O è meglio prenderne sei per ciascuno?”</p>
<p>La signora Giada si volta verso Anna e continua ad elencare “il vitello tonnato piace a tutti, facciamo sei; poi prenderei un po&#8217; di insalata russa, gamberetti con la salsa rosa, e capricciosa per chi ama solo le verdure”</p>
<p>Anna è seduta accanto a lei e prende nota, annuisce e si sistema gli occhiali sul naso.<br />
“Per i primi scegli tu, basta che ci sia una pasta lunga e una corta, sai che ai miei nipoti piace la varietà, lasagne per mia figlia e strozzapreti per mio genero”</p>
<p>La signora Giada è a letto con una graziosa camicia da notte; ha occhi azzurri vivaci e sta già pregustando la sua serata speciale; domani sera arriveranno sua figlia, il marito e i due nipoti, che lei adora. Li ama di un amore folle, continua a parlarne come se fossero dei bambini, ma ormai hanno 15 e 17 anni. Sua figlia è medico e il genero un assicuratore; Giada vive in questa casa di cura a Genova, circondata dall’affetto e dalla attenzione di infermiere e dottori.</p>
<p>Lei è entrata sei anni fa quando si è resa conto che non poteva rimanere a casa. Vedova di un agente di commercio, ha lasciato la casa alla figlia e serenamente ha accettato che il corpo, malato di SLA, le impediva di stare da sola. Anna la segue da ormai quattro anni e le è molto affezionata; le piace che sia sempre cortese, che si ricordi ad ogni Natale di donare una busta ad ogni infermiere. Giada si volta, sistema meglio la coperta.</p>
<p>“Per i secondi? E la frutta? E i dolci? C’è così tanto ancora da stabilire, deve essere perfetto, tutto, voglio proprio che rimangano stupiti”.</p>
<p>Anna le sorride di nuovo, le assicura che sistemerà entro breve tempo. “Ho già scelto il brasato e le patate al forno, il pollo arrosto, le carote di contorno, e la torta arriverà tra poco”.</p>
<p>Accanto al letto ci sono i due pacchi per i ragazzi, come li chiama da sempre. Una <em>Playstation</em> e una borsa firmata; ci sono voluti mesi per scegliere i regali ideali. Giada inizia ad agitarsi e Anna la convince a stare tranquilla, chiude la porta e la lascia riposare. Un’ora dopo torna di corsa. Giada sta avendo una crisi, piange, urla, si dispera. Anna la abbraccia forte, le dice che va tutto bene, alla fine le somministra un calmante. Le accarezza i capelli, stretti in una treccia bianca. Il ricordo è tornato, implacabile. Due anni prima mentre aspettava la sua famiglia per festeggiare il suo compleanno, il 23 dicembre, un tir ha centrato diverse auto in fila sulla tangenziale; sua figlia, il genero e i nipoti sono morti sul colpo.</p>
<p>Dopo aver appreso la notizia Giada non ha comunicato per mesi e mesi. Poi ha iniziato a parlare di nuovo e ad organizzare la cena con i nipoti; ripete le portate scelte, si fa pettinare i capelli, fa rifare i pacchetti dei regali. Alla casa di cura lo sanno e la assecondano ogni volta. La mente non può accettare quello che è successo e si è fermata alle ore prima della tragedia, in un cerchio senza fine.</p>
<p>Anna riprende i fogli su cui ha scritto, li straccia, scarta i regali. Domani ripeterà gli stessi gesti e le stesse parole. Guarda Giada ora che è immersa in un sonno provocato dai sonniferi, sa che quando si sveglierà vorrà di nuovo ripassare tutti i passaggi, farsi pettinare e gli occhi le brilleranno di nuovo, anche se solo per qualche ora. Caccia via le lacrime, come fa ogni giorno e le disfa la treccia, allungando i lunghi capelli bianchi attorno al cuscino.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/cena-coi-nipoti/">Cena coi nipoti</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">5929</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La bava di un tramonto</title>
		<link>https://www.borderliber.it/la-bava-di-un-tramonto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Jul 2022 02:33:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Apparecchiare]]></category>
		<category><![CDATA[Cena]]></category>
		<category><![CDATA[malinconia]]></category>
		<category><![CDATA[Posate]]></category>
		<category><![CDATA[Pranzo]]></category>
		<category><![CDATA[Pronto]]></category>
		<category><![CDATA[Solitudine]]></category>
		<category><![CDATA[Sorella]]></category>
		<category><![CDATA[Tavola]]></category>
		<category><![CDATA[tramonto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=4024</guid>

					<description><![CDATA[<p>Racconto di Antonella Perrotta Osservi il mare in lontananza, una macchia celeste che si confonde col cielo. Neanche la linea dell’orizzonte è netta, immersa e spersa nella calura che opprime pelle, carne, sensi, cervello. Abbandonata su una sdraio in giardino, l’estremità del ramo di una quercia per parasole, te ne stai incapace di pensare. Solo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/la-bava-di-un-tramonto/">La bava di un tramonto</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Racconto di Antonella Perrotta</strong></em></p>
<p>Osservi il mare in lontananza, una macchia celeste che si confonde col cielo. Neanche la linea dell’orizzonte è netta, immersa e spersa nella calura che opprime pelle, carne, sensi, cervello.</p>
<p>Abbandonata su una sdraio in giardino, l’estremità del ramo di una quercia per parasole, te ne stai incapace di pensare. Solo un moto di rabbia ti macera dentro. Neanche una forma e un nome sai dargli. Rabbia, soltanto rabbia. E che senso ha nutrirla se non puoi sfogarla, se, di sfogarla, non ne hai la forza e nemmeno sai se vorresti averla davvero.</p>
<p>Provi a gridare, ma solo un raschio viene fuori dalla gola. Non scalfisce l’aria. Non dà soddisfazione. Sembra il verso di un gatto malato che cerca d’attirare l’attenzione di qualcuno.</p>
<p>Il rumore di piatti e bicchieri giunge nitido alle orecchie. È un tintinnio nell’aria ferma. Tua sorella sta preparando la tavola per la cena, fra le <em>bouganville</em> fiorite che tingono di viola lo squarcio di cielo sul giardino. Bicchiere, piatto piano, piatto fondo, tovagliolo, posate e così per cinque volte, per cinque posti.</p>
<p>Nella posa di ogni bicchiere, piatto piano, piatto fondo, tovagliolo, posata, vedi un’azione precisa, calcolata e preventivata, ma compiuta con estrema naturalezza.</p>
<p>Un pensiero ti affiora, miracolato, nella calura. Dai una forma alla tua rabbia: una tavola apparecchiata per la cena, per chi vorrà mangiare chi e cosa con le labbra e le mani unte, un brindisi alla vittoria che si fa beffe della sconfitta altrui, un rutto che non ha vergogna a venir fuori, sonoro, cafone, beffardo, e chi se ne frega dell’educazione e del rispetto, ché l’aria deve pur uscire da qualche parte.</p>
<p>C’è chi mangia e chi è mangiato. C’è chi prende e c’è chi dà. C’è chi apparecchia e fa di tutto per sedersi alla tavola e chi mangia un panino quando ne ha voglia, in piedi, seduto, con le mani, con o senza il tovagliolo, un po’ come gli va.</p>
<p>Ognuno gestisce la vita come gli viene meglio. E chissà chi fa male e chi fa bene, chi ha ragione e chi ha torto ché, il torto e la ragione, non sono altro che punti di fuga in una prospettiva più ampia che segue le regole di chi osserva.</p>
<p>Poi, una mano ti accarezza il collo. Il fiato di una bocca lo riscalda. La voce gioiosa e rassicurante di tua sorella urla: “È pronto!”, mentre il sole va a nascondersi e i colori delle <em>bouganville</em> sono smorzati dalla luce del tramonto.</p>
<p>La rabbia, ora, sa del niente che l’ha nutrita. Non si può provare rabbia per una tavola imbandita col niente, spoglia di sostanza, di entusiasmo, di voci sincere, di fiato caldo e di carezze. Non si può provare rabbia di fronte all’impotenza del sentire. Non si può provare rabbia per chi sa apparecchiare, ma non si sa nutrire.</p>
<p>E i rossi del tramonto calano come bava sul mare. E ti alzi dalla sdraio col cuore leggero. Canti con la voce pulita di un gatto risuscitato ancora una volta e speri che non sia l’ultima.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/la-bava-di-un-tramonto/">La bava di un tramonto</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4024</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
