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	<title>Carmela Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Mielina e Carmela. Due allegorie, una quotidianità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Apr 2024 00:11:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Due figure raccontate come sprazzi: &#8220;Mielina&#8221; e &#8220;Carmela&#8221; di Ada Giannella Mielina Ma che razza di nome è Mielina? Se lo chiedeva tutti I giorni da quando era nata. Solo perché il miele toglieva le nausee alla madre durante la gravidanza, lei doveva chiamarsi Mielina? I genitori scemi sono quelli che ignorano le conseguenze. Ti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Due figure raccontate come sprazzi: &#8220;Mielina&#8221; e &#8220;Carmela&#8221; di Ada Giannella</strong></em></p>
<h3>Mielina</h3>
<p>Ma che razza di nome è Mielina?<br />
Se lo chiedeva tutti I giorni da quando era nata. Solo perché il miele toglieva le nausee alla madre durante la gravidanza, lei doveva chiamarsi Mielina?<br />
I genitori scemi sono quelli che ignorano le conseguenze. Ti lasciano un tatuaggio che non scomparirà fino alla morte. Un tatuaggio sonoro del quale tutti avrebbero riso, perché assolutamente ridicolo.<br />
L’aveva odiati per questo fino a che si erano ammalati ed erano morti e lei a quel nome si era affezionata, perché di loro rimaneva solo Mielina.<br />
Poi aveva sposato Cremenzio. Lo aveva conosciuto nella pasticceria della zia e se ne era innamorata, nonostante quel nome aggiungesse zuccheri a lei che già ne aveva in abbondanza.<br />
“Zitta Mielì, che fa allegria sta cosa!”<br />
Zia Teresa favorevole all’idillio, sostituiva mamma Stella e papà Luigi che l’avevano resa orfana a quindici anni. Se ne era presa cura come fosse una figlia, la sorella del padre, perché a lei non erano arrivati né Mielina né Miele e pure il marito se ne era scappato.<br />
Mielina e Cremenzio si erano amati come la cioccolata calda con la panna, il bignè con la Chantilly, il bon bon con la crema di castagne.<br />
“Vuoi tu Mielina prendere il qui presente Cremenzio come tuo legittimo sposo?”<br />
Si era permessa di dire…<br />
“Quando smetteranno di ridere, sì!”<br />
Teresa che l’aveva accompagnata all’altare, si era girata di scatto lanciando lo sguardo assassino di cui andava fiera.<br />
Un’occhiata tra il divertito e il perfido. Un silenzio immediato aveva permesso a don Aldo di giungere alla conclusione del rito.<br />
Mielina e Cremenzio si erano baciati e qualcuno aveva sussurrato: “Però comme so’ doce sti due! Me sto squagliann e felicità.”<br />
Erano andati ad abitare da zia Teresa. Lei al piano di sotto e loro a quello di sopra.<br />
Mielina continuava a portare avanti la pasticceria con Cremenzio al suo fianco e Teresa guardava Vaniglio, il bambino bellissimo nato a un anno dal matrimonio.<br />
A volte da un nome dato a caso, senza criterio, con assoluta leggerezza, sperando che porti fortuna, si dà inizio alla felicità.<br />
Per tradizione, a breve nascerà Muffin, una femminuccia.<br />
Sarà doce pure chest?</p>
<h3>Carmela</h3>
<div dir="auto">Non so come faceva, ma a lei i fichi le cadevano in bocca direttamente dall&#8217;albero e rideva.
</div>
<div dir="auto">&#8211; Tu nun fai nient, ci pensa Dio.
</div>
<div dir="auto">E rideva Carmela con la bocca pasticciata di rosso. I frutti lei se li mangiava con la buccia.
</div>
<div dir="auto">&#8211; Nun se iett niente, guagliunce&#8217;!
</div>
<div dir="auto">E mi strizzava l&#8217;occhio. Per un attimo il celeste della pupilla le spariva e vedevo solo il liscio della pelle, le guance scavate, il naso a fragola e una dentatura perfetta. Bella Carmela, zia Carmela anche se non eravamo parenti, la volevo bene. Sempre allegra, di una felicità del niente, pura.
</div>
<div dir="auto">Era stata mollata prima che indossasse l&#8217;abito di nozze.
</div>
<div dir="auto">&#8211; Chill era nu disgraziat e io so&#8217; Carmela &#8220;l&#8217;orto di Dio&#8221;!
</div>
<div dir="auto">E vuoi mettere? Le credevo, perché la sua terra era speciale: mele, pere, insalata, zucche, uva, fagiolini a ogni stagione doni e doni e doni.
</div>
<div dir="auto">&#8211; Io song &#8220;l&#8217;orto di Dio&#8221; e quando vieni cca&#8217; t&#8217;aggia fa nu regalo!
</div>
<div dir="auto">Che mamma bella sarebbe stata Carmela, dolce come la marmellata di fichi che mi spalmava sul pane. Invece se ne andò a quarant&#8217;anni e vidi l&#8217;orto di Dio morire con lei. Niente più risate, né parole contente e i fichi non li mangio più. Se li tenga Dio nel suo orto, l&#8217;orto che ha tolto a zia Carmela.
</div>
<div dir="auto">Povera donna, felice di nulla.
</div>
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