<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Buono Archivi - BORDER LIBER</title>
	<atom:link href="https://www.borderliber.it/tag/buono/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.borderliber.it/tag/buono/</link>
	<description>Sguardi al limite</description>
	<lastBuildDate>Wed, 05 Mar 2025 12:26:08 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">206201238</site>	<item>
		<title>Una luce abbondante. Sonia Serazzi e la bontà del mondo</title>
		<link>https://www.borderliber.it/serazzi-luce-abbondante/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Apr 2024 01:19:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Allegoria]]></category>
		<category><![CDATA[Bene Male]]></category>
		<category><![CDATA[Buono]]></category>
		<category><![CDATA[Cattivo]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Rubbettino]]></category>
		<category><![CDATA[Sacravento]]></category>
		<category><![CDATA[Sant'Agostino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=9547</guid>

					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Una luce abbondante&#8221; di Sonia Serazzi, Rubbettino editore, 2024 Come una allegoria che vuole scrollarsi di dosso il dolore. La luce abbondante di cui ci parla Sonia Serazzi è prima di tutto una voce onnisciente che si cala tra gli uomini, incarnando un &#8220;Io&#8221; pronto a raccontare con un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/serazzi-luce-abbondante/">Una luce abbondante. Sonia Serazzi e la bontà del mondo</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Una luce abbondante&#8221; di Sonia Serazzi, Rubbettino editore, 2024</strong></em></p>
<p>Come una allegoria che vuole scrollarsi di dosso il dolore. <strong>La luce abbondante</strong> di cui ci parla <strong>Sonia Serazzi</strong> è prima di tutto una voce onnisciente che si cala tra gli uomini, incarnando un <strong>&#8220;Io&#8221;</strong> pronto a raccontare con un pizzico di disincanto la quotidianità. Il resto è invece la <strong>narrazione lirica</strong> di fatalità che si incrociano, in cui resiste però la volontà di fare prevalere la parte <strong>&#8220;buona&#8221;</strong> di ogni cosa.<br /><br />Non c&#8217;è stoltezza nelle azioni di <strong>Silverio</strong>, ex panettiere con il vizio della carità, diventato poi esperto autista di ambulanze. Non v&#8217;è malvagità o lussuria in sua moglie <strong>Marinzaina</strong>, che ama guardare la realtà attraverso le biglie colorate rendendo poesia la sua follia; che resta incinta e concepisce angeli ogni qualvolta un Carabiniere la osserva. Non esiste traccia di cattiveria nella loro figlia <strong>Francabbù</strong> che, da quando ha imparato a scrivere correttamente seguendo le righe del foglio, ha compreso che non sempre ciò che prosegue dritto è anche giusto; sono purtroppo gli uomini a fare del mondo ciò che vogliono.<br /><br />Sarà così che il disagio e la povertà avranno una dignità capace di risuonare, di risplendere e di farsi interprete della bontà. Una bontà simile a quella che Silverio insegna a sua figlia, <strong>affinché tutto sia traslato in una prospettiva luminosa; un po&#8217; come le cose che Dio fa</strong>.</p>
<p><strong>Ma della crudeltà che ne facciamo?</strong> È proprio il linguaggio ricercato, poetico, che fa della crudezza contenuta in alcune scene un orpello che può essere escluso dal mondo. È la voce dei fatti che ammalia. In essa sono già presenti le risposte, le soluzioni, i paradossi. <br /><br />La luce abbondante è il bene di cui parla <strong>Sant&#8217;Agostino</strong>, senza cui ogni cosa diventa male. E se l&#8217;assenza della bontà è la causa di ogni dolore, allora è colpa dell&#8217;uomo o di Dio ciò che di malvagio e disturbante accade nel Mondo? Il disagio vissuto e sopportato da alcuni è imposto dagli uomini o da Dio? Tutta questione di &#8220;libero arbitrio&#8221;, continuerebbe a dire  Sant&#8217;Agostino, il cui pensiero, forse in maniera involontaria, sembra riecheggiare tra queste pagine.</p>
<p>Se l&#8217;uomo è libero, allora <strong>Silverio</strong> decide di insegnare la bontà, anche se non ne avrebbe motivo. <br /><br />È una storia dura quella raccontata da Serazzi. Ambienta il romanzo in una località chiamata <strong>Sacravento</strong>, nome che alle orecchie suona come l&#8217;annuncio di un destino ineluttabile pronto a travolgere tutti; ognuno però risponderà diversamente alla chiamata. E tra <strong>Silverio, Marinzaina e Francabbù</strong> abitano anche <strong>suor Teresa, Marsol e Sarsì</strong>, che non sono personaggi marginali, ma a ciascuno di loro è concesso di interferire, in modo che sia più lieto godere di una abbondante luce che spesso l&#8217;occhio umano non vuole scorgere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/serazzi-luce-abbondante/">Una luce abbondante. Sonia Serazzi e la bontà del mondo</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">9547</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Fantaghirò. La favola di una generazione</title>
		<link>https://www.borderliber.it/fantaghiro-la-favola-geneazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Jan 2023 02:08:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Anni Novanta]]></category>
		<category><![CDATA[Buono]]></category>
		<category><![CDATA[Fantaghirò]]></category>
		<category><![CDATA[favola]]></category>
		<category><![CDATA[Italo Calvino]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[Serie]]></category>
		<category><![CDATA[Tv]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=5926</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolo di Letizia Falzone. In copertina una foto tratta da Wikipedia Era il 22 dicembre 1991, avevo sei anni quando Canale 5 mandò in onda, per la prima volta, quello che divenne uno degli appuntamenti fissi del Natale italiano: Fantaghirò, ossia la favola di una generazione. Durante queste vacanze natalizie, mi sono imbattuta per caso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/fantaghiro-la-favola-geneazione/">Fantaghirò. La favola di una generazione</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4>Articolo di Letizia Falzone. In copertina una foto tratta da Wikipedia</h4>
<p>Era il 22 dicembre 1991, avevo sei anni quando Canale 5 mandò in onda, per la prima volta, quello che divenne uno degli appuntamenti fissi del Natale italiano: <em>Fantaghirò, </em>ossia la favola di una generazione<em>. </em>Durante queste vacanze natalizie, mi sono imbattuta per caso nelle repliche. Così ho deciso di vederlo insieme alla mia bambina di otto anni.</p>
<p>Diretto da Lamberto Bava la mini-serie trae origine dalla fiaba <em>Fanta-Ghirò, Persona bella</em> di Italo Calvino. Fantaghirò divenne per quasi 5 anni un vero e proprio fenomeno di costume rimanendo irrimediabilmente impresso in quasi due generazioni di ragazzi. Chi era un bambino allora, lo ricorda ancora vividamente: atteso quasi più di Babbo Natale, il nuovo capitolo di Fantaghirò aggiungeva al Natale un tocco di magia di cui ancora, in parte, sentiamo la mancanza.</p>
<p>In un paese medioevale e pagano due regni confinanti e nemici sono in perenne guerra fra loro. In uno dei due reami la Regina muore di parto dopo aver dato alla luce la terza figlia. Il Re, che desiderava un erede maschio, va su tutte le furie e decide di sacrificare la creatura alla bestia nella Grotta della Rosa d’Oro, ma un fulmine lo blocca e decide di riportare la piccola al castello.</p>
<p>La bimba cresce dimostrando subito uno spiccato senso della giustizia e, sempre più interessata ai combattimenti e alla lettura che alle attività al tempo riservate alle donne, rifiuta un matrimonio combinato e nei boschi impara ad usare la spada. Passano gli anni e la giovane cresce sempre più indipendente e forte, attirando le ire del padre che decide di bandirla dal castello per il rifiuto della giovane a sposarsi con lo sposo designato.</p>
<p>Nella foresta Fantaghirò incontra il Cavaliere Bianco che la cresce insegnandole a maneggiare armi e a vivere come un’amazzone. Durante una sfida con il Cavaliere, la ragazza incontra per la prima volta il giovane Romualdo, Principe del regno vicino e figlio dell’acerrimo nemico del padre e tra i due scocca il colpo di fulmine.</p>
<p>A rendere affascinante la storia, portandola ad avere oltre sei milioni di spettatori, fu la realizzazione e la trama da fiaba moderna con personaggi ben delineati e una protagonista femminile forte e piena di coraggio che ebbe il volto dell’affascinante Alessandra Martines, mentre Romualdo era interpretato da un giovanissimo e attraente Kim Rossi Stuart.</p>
<p>Negli anni le avventure di Fantaghirò si aggiunsero di personaggi e comprimari come la Strega Nera, una donna perfida che aveva anche una vena comica che rendeva il prodotto adatto ai più piccoli ed aveva il volto di Brigitte Nielsen. Successivamente entra a far parte del cast Nicholas Rogers nel ruolo del perfido Tarabas, uno stregone che diventerà buono a causa dell’amore che nutre per la giovane principessa.</p>
<p>Paesaggi da fiaba ambientati nei boschi dell’ex Cecoslovacchia, elfi, pietre parlanti, orride oche parlanti dal ghigno assassino, alberi animati. Uno splendore, che per noi bambini di allora era fiaba, incanto. Chi non ha mai sognato di cavalcare il simpatico Chiomadoro? E vogliamo parlare della pietra consigliera Tornaindietro?</p>
<p>La serie divenne un culto, non solo per le sue storie avvincenti, a metà fra magico, medievale e romantico ma anche per le sue evidenti ingenuità e per il buonismo imperante: Fantaghirò vuole bene a tutti, perdona tutti, si fa fregare da tutti, anche se alla fine riesce sempre a riportare l’ordine e la pace. E vissero tutti felici e contenti.</p>
<p>È interessante la modernità del racconto: capace di sdoganare un personaggio femminile dal ruolo che le era imposto dalla società. Inoltre il carattere di Fantaghirò la porta a nascondere la propria bellezza per indossare abiti maschili, il desiderio di dimostrare di essere anche altro oltre al suo aspetto.</p>
<p>E come dimenticare il coraggio di Fantaghirò nell’affrontare il suo destino, un destino non scritto ma che lo costruisce da sé. Andare contro i preconcetti e le idee schematiche di una società maschile. Ribelle, impavida, senza paura. È entrata nell’immaginario collettivo come vera e proprio icona di forza.</p>
<p>Ma non ha fatto i conti con l’amore. Un sentimento che è più forte di tutto e che abbatte qualsiasi barriera. Una favola che unisce magia e misticismo popolare. Una storia di coraggio, di amore e di rivalsa tutta al femminile.</p>
<p>Dopo aver ripercorso un po’ la storia della nostra eroina non posso negare che la nostalgia che avevo cercato di tenere lontana è arrivata e con lei i miei ricordi d’infanzia, delle serate natalizie, del calore delle feste e dei pomeriggi passati a prendere a bastonate gli alberi del parchetto vicino casa, perché quando si è piccoli basta una storia delle più semplici ad aprire un mondo assottigliando la soglia tra realtà e fantasia.</p>
<p>Tutto è possibile e Fantaghirò ci fece credere che con coraggio e volontà avremmo potuto affrontare i mostri peggiori. Forse ci servirebbe ancora quel fanciullesco coraggio e nel tentativo di ritrovarlo qualche puntata sarà meglio rivederla.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/fantaghiro-la-favola-geneazione/">Fantaghirò. La favola di una generazione</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">5926</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Favola al contrario</title>
		<link>https://www.borderliber.it/favola-al-contrario/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Dec 2022 01:37:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[Brutto]]></category>
		<category><![CDATA[Buono]]></category>
		<category><![CDATA[Cattivo]]></category>
		<category><![CDATA[GueCi]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Vedere]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=5658</guid>

					<description><![CDATA[<p>Poesia di Adriana Sabato Il cielo sta piangendo ed io insieme piango lacrime di puro egoismo… Non sono brava e non sono buona sono cattiva e adesso? Sono brutta come quel rospo che poi, forse, si tramuta. Il rospo di una favola inesistente, un principe che non c’è. Non sono brava e non sono buona, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/favola-al-contrario/">Favola al contrario</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Poesia di Adriana Sabato</strong></em></p>
<p>Il cielo sta piangendo<br />
ed io insieme<br />
piango lacrime di puro egoismo…</p>
<p>Non sono brava e non sono buona<br />
sono cattiva<br />
e adesso?</p>
<p>Sono brutta come quel rospo<br />
che poi, forse, si tramuta.</p>
<p>Il rospo di una favola inesistente, un principe che non c’è.<br />
Non sono brava e non sono buona, non voglio,<br />
egoista e cattiva come mai.</p>
<p>Prenderei a calci il muro<br />
fino a sanguinare e gridare di dolore e di spavento.</p>
<p>Affonderei lunghe le unghie, se le avessi,<br />
in carni ancora giovani…<br />
le mangerei come i mostri divorano<br />
le prede.</p>
<p>Le ingoierei fino a strozzarmi<br />
e ad affogare i miei istinti primordiali.</p>
<p>Non sono buona e non sono brava,<br />
non voglio esserlo.</p>
<p>Il mio cuore è strappato<br />
dato in pasto a nemici<br />
inesistenti…</p>
<p>Nemici hanno dilaniato il mio essere<br />
fino a farmi diventare deforme;<br />
un mostro al quale però io voglio bene<br />
mi aiuta a rendere più facile<br />
la vita senza il mio cuore,<br />
la vita senza un cuore che batte<br />
perché è stato divorato da me stessa<br />
dalla mia brama di possesso.</p>
<p>Ho spolpato da sola il mio cuore<br />
sì, perché io non sono brava e non sono buona…</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/favola-al-contrario/">Favola al contrario</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">5658</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Sortilegi, delitti e un po&#8217; di tartarughe. Ecco &#8220;Il valzer lento&#8221; di Katherine Pancol</title>
		<link>https://www.borderliber.it/sortilegi-delitti-e-un-po-di-tartarughe-ecco-il-valzer-lento-di-katherine-pancol/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2022 01:24:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[amici]]></category>
		<category><![CDATA[Buono]]></category>
		<category><![CDATA[Cattivo]]></category>
		<category><![CDATA[Lato]]></category>
		<category><![CDATA[Omicidi]]></category>
		<category><![CDATA[Oscuro]]></category>
		<category><![CDATA[Pancol]]></category>
		<category><![CDATA[Quotidiano]]></category>
		<category><![CDATA[Tartarughe]]></category>
		<category><![CDATA[visione]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=4478</guid>

					<description><![CDATA[<p>Recensione di Letizia Falzone &#8220;Il valzer lento delle tartarughe&#8221; è il secondo volume della trilogia di Katherine Pancol. La storia riprende alcuni mesi dopo la fine del primo volume, ma gli smemorati non si preoccupino: all’inizio è presente un ampio recap di quanto accaduto in precedenza. Seppur incentrata un paio di volte in un unico [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/sortilegi-delitti-e-un-po-di-tartarughe-ecco-il-valzer-lento-di-katherine-pancol/">Sortilegi, delitti e un po&#8217; di tartarughe. Ecco &#8220;Il valzer lento&#8221; di Katherine Pancol</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Recensione di Letizia Falzone</strong></em></p>
<p>&#8220;Il valzer lento delle tartarughe&#8221; è il secondo volume della trilogia di Katherine Pancol.</p>
<p>La storia riprende alcuni mesi dopo la fine del primo volume, ma gli smemorati non si preoccupino: all’inizio è presente un ampio <em>recap</em> di quanto accaduto in precedenza. Seppur incentrata un paio di volte in un unico tempo e luogo, la trama è quasi sempre spezzettata in tre <em>storyline</em> principali, connesse ad altrettanti protagonisti: un filone segue la storia del personaggio principale, Jósephine, un secondo la figlia di questa, Hortense, e l’ultimo la famiglia del patrigno di Jo, Marcel. Da queste tre si dipanano poi un ricco gruppo di sottotrame che fanno capolino grazie ai POV dei personaggi secondari.</p>
<p>La protagonista assoluta è però Joséphine, ricercatrice storica e scrittrice, che in questa nuova avventura si trova coinvolta in una serie di omicidi. Intorno a lei gravitano numerosi personaggi già conosciuti nel precedente volume ed altri che fanno la loro comparsa qui. La donna dopo aver scritto un libro di successo mondiale si trasferisce in un elegante palazzo di Parigi, che diventa il teatro di alcuni dei delitti. Joséphine pensa che la nuova casa sia troppo grande per lei e per la figlia Zoè. La figlia maggiore Hortense, infatti ora vive a Londra. Eppure Joséphine trova il modo di rendere confortevole e colorata l’abitazione.</p>
<p>L’autrice si conferma a mio modesto parere davvero brava. La sera tornando a casa e iniziando la lettura mi sembrava quasi di recarmi a trovare un vecchio gruppo di amici, bere una birra insieme a loro e domandare curiosamente di raccontarmi cosa stavano combinando. In effetti ritengo sia proprio questo il talento dell’autrice: senza vezzi stilistici e senza grandi pretese letterarie riesce a tratteggiare una storia in cui ci sentiamo coinvolti. Ciò non dipende tanto da un discorso di immedesimazione (che pur non manca) quanto, piuttosto, dalla sua straordinaria capacità di tratteggiare personaggi talmente reali da affezionarci.</p>
<p>Tra Parigi e Londra, tra beghe famigliari e amori da inseguire, tra rapporti che non possono andare oltre e altri che devono assolutamente chiudersi, tra dipendenze e infelicità, tra vite che si scoprono vuote e vite che hanno necessità di ricostruirsi. La cosa che colpisce è la bravura nel narrare il quotidiano: i piccoli riti come il thè, il lavoro davanti al pc, i conflitti, i momenti di riflessione sugli obiettivi da raggiungere, le chiacchiere tra amiche per sfogarsi di una giornata stressante.</p>
<p>Pancol sceglie di osare e di mostrare al lettore il lato più oscuro dei personaggi buoni, ma anche le debolezze ed i sentimenti degli antagonisti. In linea generale comunque, la serie acquista molti nuovi personaggi che vanno ad arricchire la narrazione, mentre sono decisamente meno coloro che escono di scena.</p>
<p>L’autrice ci trascina a scartare una sorpresa dopo l’altra. I personaggi sono ben costruiti, spiccano a colori vivaci sullo sfondo, non fanno grinze. E infine, le metafore: originali, talvolta spassose. Ritroviamo nel romanzo il Medioevo, le sue atmosfere, le tradizioni, la poesia, il valore forte dell’amicizia che sorregge, sostiene. L’amore di madre di Josephine che sa “esserci” sempre per le sue figlie, le sa ascoltare, mettersi da parte, aspettare il loro affetto. Con Josephine si trasforma anche la sorella Iris che esce da un terribile esaurimento nervoso e, dopo aver inutilmente cercato di riconquistare il marito, pianta le tende a casa della sorella e scopre l’amore vero col vicino di casa, un uomo distinto e distaccato, gentile e irascibile, che nasconde un terribile segreto.</p>
<p>La Pancol racconta l’innamoramento come solo lei sa fare; è capace di scavare nei suoi personaggi, li mette a nudo e li fa crescere, sa conquistare i lettori con una scrittura ricca di fascino.</p>
<p>Si può considerare l’intera trilogia come un unico percorso di crescita e maturazione per la protagonista, ma anche come un terzetto di volumi da leggere separatamente volendo, in quanto nel finale non vengono lasciate incognite in sospeso e il romanzo è fondamentalmente autoconclusivo. Presto inizierò: “Gli scoiattoli di Central Park sono tristi il lunedì”, per poter fare un resoconto completo della trilogia!</p>
<p>&#8220;La vita, a volte, è così complicata, e a volte è così semplice. Difficile capirci qualcosa.&#8221;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/sortilegi-delitti-e-un-po-di-tartarughe-ecco-il-valzer-lento-di-katherine-pancol/">Sortilegi, delitti e un po&#8217; di tartarughe. Ecco &#8220;Il valzer lento&#8221; di Katherine Pancol</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4478</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
