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	<title>Basento Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Storie di un disastro</title>
		<link>https://www.borderliber.it/storie-disastro-burzo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Dec 2024 23:03:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Basento]]></category>
		<category><![CDATA[Basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[Chemioterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Poesie e foto di Mimì Burzo. I versi sono tratti da &#8220;Storie di un disastro&#8221; pubblicato sul sito dell&#8217;autrice 1. Il fiume Basento sotto i miei piedi è di color brunastro. Una sfumatura fra marrone e verde melma. Risalendo la strada chiusa che dal disastroso polo tecnologico attraversa la campagna, c’è una insenatura carica di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Poesie e foto di Mimì Burzo. I versi sono tratti da &#8220;Storie di un disastro&#8221; pubblicato <a href="https://www.mimiburzo.it/storie-di-un-disastro/">sul sito dell&#8217;autrice</a></h3>
<p><strong>1.</strong> Il fiume Basento sotto i miei piedi è di color brunastro. Una sfumatura fra marrone e verde melma.<br />
Risalendo la strada chiusa che dal disastroso polo tecnologico attraversa la campagna,<br />
c’è una insenatura carica di alberi che non si specchiano per quanto è opaca e sporca l’acqua.</p>
<p>L’immagine che resta è quella delle fronde degli alberi calati quasi piangenti sul muso delle mucche che nonostante tutto, lì si abbeverano.<br />
Poi una striscia luminosa bianca.<br />
I denti di un uomo di colore che vive poco distante in una piccola casa di campagna.</p>
<p>Poco o tutto:- presto si impara a piangere e senza lacrimare.<br />
Pianto di fiore invisibile sulla tregua profumata di acqua.<br />
Nell’epoca del pressappoco di fiume in fiume, tacita poetica della distruzione.</p>
<p><strong>2.</strong> Dove sono nata è diventato un posto di morti.<br />
I muri del paese sono coperti da metri e metri di manifesti. Urbanistica dell&#8217;industria petrol-chimica.<br />
Dove sono nata il fiume ha perso l&#8217;azzurro ed è diventato di tanti colori. Dal marrone, al nero petrolio, al verde ai fanghi.<br />
Dove sono nata non si nasce più.<br />
Dove sono nata non vivo più.<br />
Eppure, la morte è sempre in tasca.<br />
Identità di una radice senza appartenenza.<br />
Quando sono nata un morso mi ha segnato il fianco destro.<br />
Identità della porta.<br />
Complessità della soglia.<br />
Ora non nasco mai, se non per morire un po&#8217;.<br />
Moto della pietra.<br />
Gioia del silenzio.<br />
Tortura del silenzio.<br />
&#8230;<br />
(Eppure la morte conversa con una ricercata bellezza-: l&#8217;incessante)</p>
<p><strong>3.</strong> Le mani della vedova si allungano sui fili per stendere<br />
le dita imperlate dalla luce di un nuovo sole e dai rami di bouganville con i boccioli che appena accennano sbalorditi sulla fioritura.<br />
Accompagnava il marito alla chemioterapia, le hanno detto che le cellule sono di nuovo impazzite nel suo intestino.<br />
Il marito l&#8217;ha sepolto due mesi fa<br />
Le sue cellule impazziranno fino alla morte<br />
Come la vicina del piano di sotto<br />
Come tutti i giorni qualcuno<br />
Come tutti i giorni le autobotti porteranno la morte<br />
Sotto un cielo che manca il lessico per poter dire splendido<br />
Non so se sia sgomento o meraviglia parlare di fiumi parlare ai fiumi<br />
Quasi come una preghiera<br />
Quasi come una supplica</p>
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