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	<title>Barone Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Polpa di Flor Canosa</title>
		<link>https://www.borderliber.it/polpa-romanzo-canosa-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Dec 2025 10:48:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Polpa&#8221; di Flor Canosa, Neo edizioni, 2025 È il nostro mondo quello che ci racconta Flor Canosa. Non c’è nulla di distopico nel suo romanzo, tradotto da Gianni Barone. Forse la vera distopia sta nel fatto che amiamo nascondere la realtà per sentirci migliori, per evitare un confronto diretto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Polpa&#8221; di Flor Canosa, Neo edizioni, 2025</strong></p>
<p>È il nostro mondo quello che ci racconta Flor Canosa. Non c’è nulla di distopico nel suo romanzo, tradotto da Gianni Barone. Forse la vera distopia sta nel fatto che amiamo nascondere la realtà per sentirci migliori, per evitare un confronto diretto con ciò che siamo diventati. Nonostante tutto, trattiamo quest&#8217;opera come descrizione di uno dei tanti futuri peggiori possibili.</p>
<p>&#8220;Polpa&#8221; parla di un mondo in cui il dolore, persino provarlo, è un reato. Gli uomini sono come anestetizzati e quindi privati del loro corpo. Il controllo del corpo, come ricorda Foucault, è il traguardo più ambito del potere, attraverso cui si compie il completo dominio dell’individuo. Ebbene, non possiamo negare che questa meta sia stata raggiunta.</p>
<p>All’interno di un sistema chiuso e perfettamente regolato da un’unica volontà sorgono però le peggiori perversioni. &#8220;Polpa&#8221; è infatti la descrizione di una compensazione: la naturale ricerca del dolore attraverso la violenza, la sottomissione e l’autolesionismo.</p>
<p>La scrittrice argentina usa una lingua priva di edulcoranti. Le sue parole sono limpide e crudeli. I protagonisti della storia sono votati al dolore, da cui traggono piacere. Per loro, soffrire o causare sofferenza è un atto di fede. La sessualità, in quanto contatto tra corpi, è dolore, quindi gioia che pochi possono però gustare nelle sue varianti perverse.</p>
<p>In ogni distopia che si rispetti, però, chi è nella stanza dei bottoni sa bene che un sistema rigido non è durevole ed è solo un tentativo di ordinare qualcosa di indomabile per sua natura. &#8220;Polpa&#8221; rispetta questo canone, mostrando pagina dopo pagina il tallone d’Achille di ogni governo fondato sulla privazione di un pezzo di umanità: l’imprevedibilità che governa ogni specie.</p>
<p>L’uomo è perlopiù istinto, solo talvolta è ragione. Ed è forse questo il tema che sorregge &#8220;Polpa&#8221;: l’esaltazione di qualcosa di indomabile, di un residuo inconscio che non può essere sottratto a nessuna persona. In un mondo che ormai pensiamo di poter dominare e regolare secondo un think positive frustrante, il dolore e la violenza sono i veri disturbatori.</p>
<p>Nascondere tutto ciò vuol dire lasciare che i nostri demoni diventino manifestazioni di libertà di pensiero e di azione. In maniera sottile, &#8220;Polpa&#8221; ci lascia proprio questo messaggio: la nostra crudeltà può diventare l’essenza del nostro libero arbitrio.</p>
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		<title>L&#8217;odore dei cortili e Il fiore azteco. Un confronto</title>
		<link>https://www.borderliber.it/odore-cortili-fiore-azteco-danise/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2025 23:05:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Barone]]></category>
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		<category><![CDATA[Il Ramo e La Foglia]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Antonio Danise. In copertina: &#8220;L’odore dei cortili&#8221; di Giuliano Brenna, Il ramo e la foglia edizioni, 2024 e &#8220;Il fiore azteco&#8221; di Gustavo Nielsen, Tempesta editore, 2024, traduzione di Giovanni Barone È un po’ che non leggo un nuovo romanzo ambientato a Lisbona. Ho precisato ‘nuovo’ perché in realtà di tanto in tanto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Antonio Danise. In copertina: &#8220;L’odore dei cortili&#8221; di Giuliano Brenna, Il ramo e la foglia edizioni, 2024 e &#8220;Il fiore azteco&#8221; di Gustavo Nielsen, Tempesta editore, 2024, traduzione di Giovanni Barone</strong></p>
<p>È un po’ che non leggo un nuovo romanzo ambientato a <strong>Lisbona</strong>. Ho precisato <strong>‘nuovo’</strong> perché in realtà di tanto in tanto mi piace ritornare sulle pagine di qualche romanzo dove la città portoghese è sullo sfondo, come, ad esempio, in qualche libro di <strong>António Lobo Antunes</strong>.</p>
<p>Quanto a romanzi di autori argentini o con ambientazione rioplatense, invece, negli ultimi tempi ne ho letti diversi. Oggi vorrei dire qualcosa su <strong>L’odore dei cortili</strong>, di Giuliano Brenna, edito da <strong>Il ramo e la foglia</strong>, e su <strong>Il fiore azteco</strong>, di Gustavo Nielsen, uscito per <strong>Tempesta editore</strong>, nella traduzione di <strong>Giovanni Barone</strong>.</p>
<p>Ne parlo non tanto per raccontare le vicende narrate, piuttosto perché vorrei evidenziare alcuni temi che attraversano i due romanzi. Sono gli ultimi due libri da me letti. Ma non è questo il motivo per cui ne parlo. O forse sì. Però leggendoli uno di seguito all’altro mi è sembrato di trovare più di un punto in comune.</p>
<p>Intanto, entrambi i libri sono stati pubblicati negli ultimi mesi del 2024. Ed entrambi possono essere considerati dei romanzi di formazione. Scorrendo le pagine dei romanzi assistiamo alla crescita e alla ricerca di identità dei due protagonisti maschili, Mattia nel caso di <strong>L’odore dei cortili</strong>, e Fabio relativamente a<strong> Il fiore azteco</strong>.</p>
<p>Altro elemento comune è la mancanza della figura materna nei due protagonisti. Mattia e Fabio diventano adulti senza l’affetto di una madre. Mattia, che non ha conosciuto nemmeno il padre, cresce con la zia, mentre Fabio con la nonna.</p>
<p><strong>&#8220;L’odore dei cortili&#8221; </strong>e<strong>&#8220;Il fiore azteco&#8221;</strong> sono caratterizzati da scene in cui vengono rappresentate pratiche sessuali non comunemente considerate ortodosse. In uno, nel romanzo di Brenna, sono presenti in maniera prevalente rapporti omosessuali fra i vari personaggi e a volte anche di natura sadomasochistica, mentre nel romanzo dell’argentino assistiamo di frequente a scene di masturbazione da parte di Fabio, invaghito di María Marta, sorella di Carlos, il suo migliore amico, ma soprattutto della donna senza gambe, che dà il titolo del romanzo, e che Fabio ha scoperto in un libro di magia da cui ricava i trucchi per realizzare i suoi spettacoli.</p>
<p>Lo sfondo culturale e storico dei romanzi è quello di contesti di dittatura militare, di torture e di violenza. Nel romanzo di Brenna vengono rievocati episodi di repressione da parte della Pide che provocano, fra altri, già nelle prime pagine, l’assassinio della madre di Mattia in quanto ritenuta sospetta.</p>
<p>In quello di Nielsen la dittatura militare ci viene presentata attraverso le deliranti vicende di soldati argentini inviati a combattere nelle postazioni militari nella guerra delle Malvinas. Un episodio che l’autore conosce bene per essere stato coinvolto personalmente nella guerra.</p>
<p>Il senso di colpa è un altro elemento presente in entrambi i romanzi.</p>
<p>In <strong>L’odore dei cortili, </strong>Mattia si porta dietro il senso di colpa per non essere riuscito a proteggere la madre, uccisa per un equivoco dalla polizia politica. Il capitano Green, altro personaggio del romanzo, sente la necessità di cambiare identità, nel tentativo di cancellare un passato in cui si è reso protagonista di azioni di repressione e violenza nei confronti dei dissidenti e degli oppositori al regime dittatoriale.</p>
<p>Il senso di colpa ne <strong>Il fiore azteco</strong> emerge, assumendo anche la connotazione di tradimento, quando Fabio, ad esempio, si trova a riflettere sul fatto di essere riuscito a evitare l’arruolamento diretto, a differenza di Carlos e di altri ragazzi che invece sono stati coinvolti dalla giunta militare argentina nell’impresa, che si rivelerà fallimentare, di controllo delle isole Malvinas, dai più considerate terre inospitali e inutili. Il senso di colpa in Fabio si accentua ancor di più quando Carlos si ammala e viene ricoverato in ospedale.</p>
<p>Ho trovato interessante il fatto che certe opere riescano a dialogare tra loro anche quando le trame appaiono molto diverse e quando gli autori provengono da aree geografiche molto distanti. La buona letteratura fa anche di questi miracoli.</p>
<hr />
<p><em>Se ti è piaciuto questo articolo<strong> </strong></em><strong><a href="https://www.borderliber.it/soccombente-romanzo-bernhard/">clicca qui e leggi anche &#8220;Il soccombente&#8221;</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/odore-cortili-fiore-azteco-danise/">L&#8217;odore dei cortili e Il fiore azteco. Un confronto</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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