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	<title>Atomo Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Antimateria. Iacopo Pigini e l&#8217;Universo indifferente</title>
		<link>https://www.borderliber.it/antimateria-pigini-poesia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Mar 2024 23:05:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. Articolo già pubblicato su Zona di Disagio. In copertina: &#8220;Antimateria&#8221; di Iacopo Pigini, Ensemble, 2023.  Se l&#8217;Universo è retto da una legge di compensazione, mediante cui il visibile è tenuto per mano dall&#8217;invisibile, così come la materia dall&#8217;antimateria, allora questo libro è un accumulo di atomi che si legano l&#8217;uno con [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Recensione di Martino Ciano. Articolo già pubblicato su <a href="https://zonadidisagio.wordpress.com/2024/02/28/verso-il-labirinto-del-dubbio/?fbclid=IwAR32gmf0iU779qxl5DhijuLT_ERZeKdkb0kmdL7jftjW5ZFX03pzu8JMAdI">Zona di Disagio</a>. In copertina: &#8220;Antimateria&#8221; di Iacopo Pigini, Ensemble, 2023. </strong></em></p>
<p>Se l&#8217;Universo è retto da una legge di compensazione, mediante cui il visibile è tenuto per mano dall&#8217;invisibile, così come la materia dall&#8217;antimateria, allora questo libro<strong> è un accumulo di atomi che si legano l&#8217;uno con l&#8217;altro attraverso un pensiero portante</strong>, anch&#8217;esso invisibile, ma capace di manifestarsi tramite le parole.</p>
<p>Eccoci quindi davanti a un campo magnetico che possiamo sfogliare, leggere, ingurgitare e, se proprio vogliamo, disintegrare. Se ognuna delle cose poco prima descritte si avverasse, ella sarebbe stata e poi, da quel primo momento, è divenuta le sue molteplici forme, nonché i suoi infiniti destini.</p>
<p><em>Riaperta la voragine/ogni goccia di dolore/ha la stessa sorgente/da cui ritorno/per abbeverarmi/e patire la sete</em></p>
<p>La poesia di Pigini è questo: <strong>fermare l&#8217;attimo prima che scompaia, perché il passaggio dalla materia all&#8217;antimateria è un momento che non può essere definito neanche nel &#8220;presente&#8221;, ma è &#8220;andante&#8221;</strong>. E in questo andirivieni, mai scontato, noi chi siamo? Possiamo prevederci o racchiuderci? Il nostro campo magnetico disperderà intorno a esso emozioni e sensazioni?</p>
<p>Sebbene immerso in una totalità che è similitudine del <strong>non visibile e dell&#8217;eterno divenire</strong>, Pigini si esprime secondo la logica umana, vestendo ogni cosa delle sue emozioni e del suo passaggio. Ecco quindi un poeta che migra, che lascia ogni cosa, che è solo testimone. Cos&#8217;è questa assurdità fatta di molecole indomabili?</p>
<p>Ogni evento, ogni momento, semplicemente <strong>&#8220;è&#8221;</strong>. Possiamo raccontarlo come vogliamo, possiamo suddividerlo in versi, ma è solo nostro, di questa specie animale che da sempre si domanda la propria provenienza, che ha fatto di sé un mito e una divinità; eppure resta dubbiosa, nonché perennemente angosciata dal suo destino, da quella morte che più si vorrebbe allontanare e più ci perseguita.</p>
<p><em>Da lì in poi/io divenuto noi/discriminante/del passato prossimo/un tempo zero/e un tempo secondo/inizio e fine/stato invariato/lo stesso solitario/ma al tempo primo/eravamo adesso</em></p>
<p>E l&#8217;individuo come si riconosce in tutto questo e come deve comportarsi? <strong>Il poeta Pigini sa che in questo momento è qualcosa di diverso dal suo ruolo quotidiano</strong>; magari la sua poesia è la sua essenza, così come essa può essere la migliore delle ipocrisie, quindi un perfetto travestimento con cui passeggiare per il mondo.</p>
<p>Pigini ci lascia anche con questo enigma. <strong>Le sue poesie ci danno solo la spinta verso il labirinto del dubbio.</strong></p>
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		<title>Maniac. Benjamín Labatut e la ricerca degli &#8220;dei artificiali&#8221;</title>
		<link>https://www.borderliber.it/labatut-maniac-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Mar 2024 00:54:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Adelphi]]></category>
		<category><![CDATA[Atomo]]></category>
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		<category><![CDATA[Logica]]></category>
		<category><![CDATA[Maniac]]></category>
		<category><![CDATA[Matematica]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Von Neumann]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Maniac&#8221; di Benjamín Labatut, Adelphi, 2023 Di cosa ci parla Maniac? Ve lo racconto così: ad un certo punto, gli uomini hanno iniziato a cercare il senso delle cose e subito hanno compreso quanto fosse impossibile; così, spinti dalla necessità di andare oltre, come se tutto dovesse essere conoscibile, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Maniac&#8221; di Benjamín Labatut, Adelphi, 2023</h3>
<p>Di cosa ci parla <strong>Maniac</strong>? Ve lo racconto così: ad un certo punto, gli uomini hanno iniziato a cercare il senso delle cose e subito hanno compreso quanto fosse impossibile; così,<strong> spinti dalla necessità di andare oltre</strong>, come se tutto dovesse essere conoscibile, catalogabile, alcuni tra loro hanno cominciato a pensare a un dio nuovo di zecca; un&#8217;entità capace di svelare persino l&#8217;essenza delle cose.</p>
<p>Dapprima, però, questa divinità era un po&#8217; somigliante ai suoi creatori, una sorta di essere superdotato <strong>ma non del tutto libero d&#8217;agire, tant&#8217;è che andava costantemente seguito ed educato</strong>; solo nel corso degli anni ha ricevuto le informazioni necessarie per costituire in sé una cosa che, ancora oggi, resta misteriosa per gli uomini: <strong>la coscienza.</strong> Questo processo di formazione del nuovo dio è in atto,<strong> l&#8217;origine è però lontana</strong>.</p>
<p>Tutto parte dalla scoperta dei limiti della logica, della razionalità, della comprensione, della matematica. Man mano che il progresso va avanti, <strong>qualcosa si scopre ma tanto si perde.</strong> Le fondamenta di ogni scienza cominciano a vacillare, persino l&#8217;idea di <strong>&#8220;contraddizione&#8221;</strong> viene messa in dubbio. Infatti, un tizio di nome<strong> Kurt Gödel</strong>, mingherlino, timido, incapace di esprimersi bene, pronto a digiunare pur di rimanere magrissimo, a un certo punto sostiene che nell&#8217;aritmetica vi sono delle cose che, <strong>anche se vere, non sono dimostrabili.</strong> Infatti, se tutto è troppo coerente, ossia senza contraddizioni, allora c&#8217;è incompletezza.</p>
<p>Ma prima di lui, già i primi studi del mondo atomico misero in mostra che quelle particelle si muovevano un po&#8217; come volevano, facendo cose bizzarre, caotiche, impossibili da calcolare come per gli avvenimenti <strong>&#8220;a misura di uomo&#8221;</strong>. Alcuni impazzirono letteralmente e iniziarono a credere di trovarsi davanti a <strong>Dio, quello vero, quello che non si lascia conoscere; </strong>altri, invece, sostennero di essere di fronte a un demone che, prima o poi, si sarebbe impossessato del mondo con lo scopo di distruggerlo. Pensate che un tale <strong>Paul Eh­renfest</strong>, che tanto aveva avuto a che fare con la meccanica quantistica, il <strong>25 settembre 1933</strong>, decise di sparare prima al figlio, affetto dalla <strong>sindrome di Down</strong>, e poi di togliersi la vita. Logicamente, quel tragico episodio fu solo l&#8217;epilogo di anni tormentati.</p>
<p>La storia va avanti e incontriamo un altro genio, ossia <strong>John von Neumann</strong>, un ungherese che, <strong>studiando al fianco di Hilbert</strong>, si convinse di poter <strong>&#8220;convertire&#8221;</strong> in formule matematiche <strong>&#8220;la meccanica del nostro cervello&#8221;</strong>, cercando di carpirne gli <strong>&#8220;algoritmi&#8221;</strong>. Nel mezzo, però, c&#8217;è la guerra. Man mano che il nazismo invade l&#8217;Europa, queste eminenze grigie ma con tante di quelle ossessioni da apparire, tra la gente comune, come dei disadattati, fuggono negli <strong>Stati Uniti</strong> e collaborano tra loro. Il progetto era ambizioso e oggi è meglio conosciuto come <strong>&#8220;bomba atomica&#8221;.</strong></p>
<p>Tra contrari e favorevoli, visto che molti di fronte a quell&#8217;esplosione si spaventarono, e non poco, <strong>Von Neumann</strong> era convinto che quell&#8217;ordigno fosse necessario. Addirittura, un suo conterraneo arrivò a crearne uno ancora più potente denominato <strong>&#8220;bomba all&#8217;idrogeno&#8221;</strong>. Ma Von Neumann era un visionario e iniziò a lavorare alla sua creatura migliore <strong>&#8220;Maniac&#8221;</strong>, un calcolatore che avrebbe dovuto <strong>matematizzare</strong> ogni cosa, magari anche sostituire il <strong>fantomatico Dio venerato dagli uomini</strong>.</p>
<p>Morì nel 1957 a causa di un cancro. Nonostante tutto, fino alla fine ha cercato di non morire; sperò infatti di &#8220;prolungarsi&#8221; nel mondo virtuale. Ma la storia non termina qui. Arriviamo ai nostri giorni, quando scacchisti e giocatori di &#8220;<strong>go</strong>&#8220;, una disciplina orientale nata millenni fa, pregna di taoismo, cominciano a sfidare le macchine, con il risultato che <strong>&#8220;l&#8217;intelligenza artificiale&#8221;</strong> stravince per la sua freddezza e per la possibilità di calcolare in pochi secondi gli scenari futuri per ogni mossa appena compiuta.</p>
<p>Ed ecco <strong>Maniac</strong> di <strong>Labatut, </strong>il quale ci racconta di uomini che vogliono superare l&#8217;umanità, che vogliono mettere in soffitta questo cervello di cui ancora si sa poco. <strong>Ma perché affidarsi alla potenza umana, visto che un calcolatore sa ormai anche pensare, o meglio ancora, inizia a produrre una sua coscienziosa indipendenza?</strong> Ci sono il transumanesimo e la letteratura tra queste pagine, gli scenari inquietanti di un mondo che cambia pensando già al <strong>dopo-uomo.</strong> La combinazione è letale, oltre che affascinante, perché vedremo come questi scienziati siano seriamente preoccupati da ciò che stavano scoprendo.</p>
<p><strong>Cos&#8217;è la scienza quando si riempie di pensieri umani che ne scardinano l&#8217;oggettività?</strong> La risposta la dava anche von Neumann che, davanti alla possibilità di una escalation atomica tra Usa e Russia, non nascondeva il suo innamoramento verso un mondo dominato dalla pace che solo gli Stati Uniti potevano imporre all&#8217;umanità. <strong>E come raggiungere questo?</strong> Sganciando bombe atomiche nelle aree ostili, in cui le minacce dittatoriali erano presenti. E tutto ciò veniva pensato non solo tra <strong>alcol e risate</strong>, ma anche attraverso formule matematiche che promettevano la massima precisione sull&#8217;andamento del futuro.</p>
<p><strong>Follia?</strong> No, se pensiamo a cosa si sta producendo e alle prospettive, favorevoli e non, che l&#8217;intelligenza artificiale ci donerà. Eppure, <strong>è o non è l&#8217;uomo che ha avviato questo processo?</strong> <strong>Non è lui il demiurgo che sta disturbando i demoni della fisica?</strong> Se questo è il nostro punto di vista, allora <strong>Maniac</strong> di <strong>Labatut</strong> racconta perfettamente della volontà di annientamento da sempre innestata nell&#8217;uomo e nella sua parte più misteriosa, ossia <strong>la coscienza.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/labatut-maniac-recensione/">Maniac. Benjamín Labatut e la ricerca degli &#8220;dei artificiali&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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