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	<title>Apparenza Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Apparenza di nuova generazione</title>
		<link>https://www.borderliber.it/apparenza-di-nuova-generazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Aug 2023 02:01:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. Foto di Pina Labanca Governati dalla legge di causalità, presi a calci in culo da una forza che non ci permette mai di tornare indietro, andiamo, oggi come ieri, incontro alla realtà ancora increata. Cuce e ricuce la nostra mente ciò che ci circonda, lei stessa ci consegna accomodanti cause ed [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Martino Ciano. Foto di Pina Labanca</strong></em></p>
<p>Governati dalla legge di causalità, presi a calci in culo da una forza che non ci permette mai di tornare indietro, andiamo, oggi come ieri, incontro alla realtà ancora increata. Cuce e ricuce la nostra mente ciò che ci circonda, lei stessa ci consegna accomodanti cause ed effetti. <strong>Così vanno le cose; così come la nostra mente ama costruirle per noi.</strong></p>
<p>Appare lontano ogni oggetto. Ci percuotono le sensazioni, si materializzano e si ingarbugliano. <strong>Osserviamo le nostre opere, materiali e immateriali</strong>; si affastellano cose che si imprimono e che poi una mano gentile cancella; consideriamo e riconsideriamo errori di valutazione, dubbi, certezze e svelamenti, ma ci resta poco di ogni fenomeno e di ogni rappresentazione; <strong>solo la materia è imperitura.</strong></p>
<p>Sconfinata è la fame primordiale di sapere, di scoprire, di stupirci, di rincorrere la verità; poi, traditi, sbeffeggiati, come su un&#8217;isola da cui guardiamo il velo di nebbia che tutto avvolge, torniamo spaesati e contenti. <strong>Dolce sbigottimento del non trovare un punto fermo, mentre tutto vibra tra l&#8217;inconcludenza e l&#8217;incompiutezza</strong>; oscilliamo dispersi tra la vacuità delle forme tirate su dal cervello, mentre i sensi continuano a prenderci in giro, ad ammaliarci, a farci sopravvivere.</p>
<p>Corre un bambino verso la sua mamma; corre un cane dal suo padrone; corrono i cuori e gli occhi si accecano, cosicché tutto ci appaia vivo, consistente, percepibile, tramutabile, esistente. <strong>Bugia, menzogna!</strong> Non c&#8217;è quel prima e quel dopo, quell&#8217;andare e tornare, quel chiedersi e rispondersi, quell&#8217;essere e non essere. <strong>Sta qui la gioia di ogni inizio, si conserva nell&#8217;apparenza la Gloria.</strong> Il presente redime, il resto è necessità.</p>
<p>Non c&#8217;è più un il ritmo nervoso a guidare le mie idee, le convinzioni e i vacillamenti. Si è creato un precedente, il mondo esiste come apparenza e a ognuno appartiene ciò che sente, che percepisce, che elabora, che rigetta nello spazio&#8230; <strong>lo spazio di un Dio che si frantuma, che si decompone. Lo spazio, cioè l&#8217;ultimo lamento di una divinità abulica.</strong></p>
<p>Solitudine e contemplazione, sentire il silenzio e il suo disordine. Mi sono stupito davanti a una farfalla che volteggiava nell&#8217;aria, di fronte alle nuvole che sovrastavano un campanile&#8230; <strong>questo mi basta.</strong></p>
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		<title>La ribellione è ricerca</title>
		<link>https://www.borderliber.it/la-ribellione-e-ricerca/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2023 01:57:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;La ribellione è ricerca&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore Avremmo bisogno della leggerezza degli uccelli: spiccano il volo e fanno il nido dove possono. Lo diciamo spesso, ma non sappiamo da dove iniziare; ci proviamo ogni giorno, ma forse ci crediamo poco. Quando davanti alla morte quotidiana raccontata dai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;La ribellione è ricerca&#8221; è un articolo di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore</strong></p>
<p>Avremmo bisogno della leggerezza degli uccelli:<strong> spiccano il volo e fanno il nido dove possono.</strong> Lo diciamo spesso, ma non sappiamo da dove iniziare; ci proviamo ogni giorno, ma forse ci crediamo poco. Quando davanti alla morte quotidiana raccontata dai telegiornali ci soffermiamo a riflettere sulla banalità del male, creando mostri che all&#8217;apparenza non ci appartengono, ma che abbiamo allevato involontariamente, ci agitiamo e cambiamo canale <strong>perché il discorso non ci conviene.</strong></p>
<p>Non vogliamo responsabilità; <strong>siamo al massimo disposti a sentirci la ramanzina dei soliti noti</strong>, degli psicologi, dei criminologi, dei portatori di sapienza, ma di una emancipazione collettiva non ne sentiamo la necessità. Che sia una coltellata al petto o una cicca di sigaretta buttata per strada, non riusciamo a sopportare l&#8217;idea che dietro entrambi i gesti ci sia un <strong>delirio di onnipotenza</strong>.</p>
<p>E cos&#8217;è questo delirio se non il segno di un disgraziato senso di incomprensione che avvertiamo verso l&#8217;ordine precostituito; una continua ribellione nei confronti delle regole che abbiamo solo il dovere di rispettare, senza fiatare? Dopotutto, odiamo questa fede cieca che ci viene insegnata, impartita, deliberata sotto gli occhi e infusa nel cervello. <strong>La verità è che si provano a dominare gli istinti, ma si fallisce e tutto si riversa in altro.</strong></p>
<p>Quanti moralisti sono immorali; quante persone coraggiose sono vigliacche davanti ai fatti. Va bene tutto, fin quando l&#8217;opportunità si trasforma in necessità e si agisce nell&#8217;unico modo in cui si può agire, <strong>ossia con gusto prevaricatore, imponendo la propria volontà.</strong></p>
<h3>La ribellione: atto di fede</h3>
<p>Credo nell&#8217;educazione che mira a far comprendere, che garantisce un processo di interiorizzazione non della norma, ma del senso <strong>del giusto e della comune appartenenza alla vita.</strong> Odio le regole che non sanno avvicinare, ma che scavano un solco tra <strong>&#8220;giusto&#8221; e &#8220;sbagliato&#8221;</strong>; sono queste delle norme utili solo per una certa epoca e lasciate lì, aperte a confronti di comodo con i &#8220;cambi dei tempi&#8221;.</p>
<p>L&#8217;attacco al relativismo culturale ha generato conservatori che disprezzano ogni disquisizione sulla vita e sulla morte. <strong>Non mi fido della &#8220;fede&#8221;, ma dei dubbi, perché ogni strumento umano è il malcelato tentativo di porre un ordine nel mezzo del caos</strong>; di qui la limitatezza di ogni visione, di ogni progetto, di ogni certezza. Eppure, oggi e così in futuro, qualcuno accenderà un televisore, accederà al web, andrà alla ricerca di un &#8220;senso&#8221; e di &#8220;significati&#8221; che qualcuno ha costruito per lui.</p>
<p><strong>Sarà felice, persino della sua infelicità.</strong></p>
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		<title>Apparenza e inganno: la quotidiana di sopravvivenza</title>
		<link>https://www.borderliber.it/apparenza-inganno-realta-ciano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 May 2023 02:39:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Apparenza e inganno: la quotidiana di sopravvivenza&#8221; è un articolo di Martino Ciano. La foto è stata rielaborata dall&#8217;autore Se tutto è apparenza costruita dai nostri sensi, allora cosa esiste oltre noi? C&#8217;è qualcosa di solido o di reale lì fuori che sopravvive anche quando lo sguardo si rivolge altrove? Esiste una realtà oggettiva? Sì [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Apparenza e inganno: la quotidiana di sopravvivenza&#8221; è un articolo di Martino Ciano. La foto è stata rielaborata dall&#8217;autore</strong></p>
<p>Se tutto è apparenza costruita dai nostri sensi, allora cosa esiste oltre noi? <strong>C&#8217;è qualcosa di solido o di reale lì fuori che sopravvive anche quando lo sguardo si rivolge altrove?</strong> Esiste una realtà oggettiva?</p>
<p><strong>Sì lo so che già Bertrand Russell</strong> ha detto tutto in merito e che tanti altri dopo di lui hanno chiarito molti aspetti della questione, <strong>a modo loro però</strong>, perché o esperti o eruditi o ciarlatani, ognuno può continuare a pensare ciò che vuole. Eppure, ognuno ama considerarsi l&#8217;unica cosa speciale in mezzo a cose mortali che, come lui, lottano per la sopravvivenza, per la redenzione e per la gloria.</p>
<h3>Apparenza e inganno: quando essere e non essere sono la stessa cosa&#8230;</h3>
<p><strong>Quando essere o non essere sembrano la stessa cosa</strong>, allora capite bene che nello scioglilingua della logica, la certezza è l&#8217;unica meta che qualcuno vuole raggiungere. Vada come vada, l&#8217;importante è che questa meta sia acciuffata e che quel problema sia risolto.</p>
<p>Funziona così invece: <strong>nessuno risolve per davvero i pruriti del pensiero, ma si accontenta di imporre le proprie ragioni.</strong> Se poi queste ragioni sono sostenute da gruppi forti, che non devono essere per forza di natura economica, basta infatti uno sparuto movimento ideologico i cui componenti abbiano posti-chiave in punti nevralgici, <strong>ecco allora che tutto è possibile.</strong></p>
<p>Teorie del genere governano indisturbate la nostra struttura sociale. <strong>Succede per esempio con i trend in voga in un dato momento</strong>; è una moda persino ragionare su certe cose secondo precisi metodi. Guardo anche con interesse alcuni tecnici del settore, non importa di quale settore parli, tanto il succo è lo stesso. Ebbene, <strong>questi uomini ripetono in continuazione che ci sono procedure assurde, ma che vanno seguite perché così impone la regola.</strong> E più considerano queste procedure assurde, piene di cavilli inutili, più diventano ferventi seguaci della procedura. Si riconoscono anche una certa importanza, perché avendo capito come sfruttare ogni <strong>escamotage</strong> e ogni scappatoia, si sentono come quei geni che mettono ordine in mezzo al caos.</p>
<p>Ma ordine e caos esistono davvero? <strong>Un insieme di ordini non generano un caos sistematico?</strong></p>
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		<title>Dimenticanza e ripetizione. L&#8217;utopia dell&#8217;estinzione</title>
		<link>https://www.borderliber.it/dimenticanza-e-ripetizione-lutopia-dellestinzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Aug 2022 02:11:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano La vediamo questa Storia che si ripete, così come viviamo quotidianamente rivoluzioni che non azzerano nulla. L&#8217;utopia dell&#8217;Uomo nuovo è il nostro pensiero fisso, ma decantiamo sempre i soliti tempi bui, cadendo nella nostalgia dei bei momenti andati. Eppure, che la Storia non insegni nulla lo dimostra il fatto che nessuno [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/dimenticanza-e-ripetizione-lutopia-dellestinzione/">Dimenticanza e ripetizione. L&#8217;utopia dell&#8217;estinzione</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Martino Ciano</strong></em></p>
<p>La vediamo questa <em>Storia</em> che si ripete, così come viviamo quotidianamente rivoluzioni che non azzerano nulla. L&#8217;utopia dell&#8217;<em>Uomo nuovo</em> è il nostro pensiero fisso, ma decantiamo sempre i soliti tempi bui, cadendo nella nostalgia dei bei momenti andati.</p>
<p>Eppure, che la Storia non insegni nulla lo dimostra il fatto che nessuno abbia mai scritto <em>Questo è il miglior periodo per l&#8217;umanità. </em>Moralisti, cronisti e polemisti si sono sempre lamentati di questo pessimo mondo. Di cosa ci meravigliamo davanti all&#8217;ennesimo omicidio ripreso con gli iPhone? Ci inorridisce l&#8217;indifferenza, che un uomo non salvi un altro uomo in difficoltà?</p>
<p><em>Nulla cambia, perché la volontà non è mai cambiata</em>. Ogni processo storico conferma che a una contraddizione risolta si sovrappone un&#8217;ennesima contraddizione, rendendo l&#8217;esistenza dell&#8217;umanità una catena di catastrofi, intervallata da momenti di pace apparente. L&#8217;indignazione è solo un <em>oggi</em>, un momentaneo stato di quiete della crudeltà. Domani tutto proseguirà come se nulla fosse accaduto; magari, sarà commesso un altro omicidio con le stesse modalità e, nel mezzo, appariranno giustificazioni e negazioni, perché di due cose ci si vergogna: <em>della crudeltà e del silenzio. </em>Perciò tutto è un chiacchiericcio che serve solo a spegnere, annegare e occultare.</p>
<p>Il mondo fenomenico è così scevro d&#8217;ogni giudizio, che l&#8217;intera Storia riposa da sempre nella sua <em>epochè</em>. Si guarda al domani con l&#8217;apprensione di sempre, si danno nuovi nomi a fenomeni antichi, si pone l&#8217;opinione a dogma, ma la verità, a patto che esista, è un mistero e nessuno può giungervi. La virtualità è trascendenza e oltre il mondo sta il <em>metaverso</em>. Un tempo si saliva su un monte per dialogare e immergersi nella sostanza di Dio o degli dei; ora si accende un computer per essere parte di un&#8217;unica essenza malata.</p>
<p>Pertanto, l’omicidio di Alika Ogorchukwu, ucciso per strada a Civitanova Marche, a fine luglio, continuerà a esistere solo in video. Poi, sparito anche quel frammento, sarà statistica. Intanto, il viaggio dell&#8217;uomo mai si arresterà. Ricade nelle utopie anche l&#8217;idea che la nostra specie sarà distrutta dalla propria crudeltà.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/dimenticanza-e-ripetizione-lutopia-dellestinzione/">Dimenticanza e ripetizione. L&#8217;utopia dell&#8217;estinzione</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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		<title>A(b)More</title>
		<link>https://www.borderliber.it/abmore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Jul 2022 23:12:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. Foto da FreeImages Nel tempo della passione, ci siamo nascosti dove capitava, ché di fronte al mondo dovevamo essere niente pur esistendo. Forse fanghiglia, magari melma; chi lo sa cosa eravamo agli occhi dell&#8217;umanità redenta. Il mare, la luna, la notte, le stelle, il sole, mezzogiorno o l&#8217;alba; tutto ha avuto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/abmore/">A(b)More</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Articolo di Martino Ciano. Foto da <a href="https://www.freeimages.com/it/photo/abstract-photo-1182613">FreeImages</a></strong></em></p>
<div dir="auto">
<p>Nel tempo della passione, ci siamo nascosti dove capitava, ché di fronte al mondo dovevamo essere niente pur esistendo. Forse fanghiglia, magari melma; chi lo sa cosa eravamo agli occhi dell&#8217;umanità redenta. Il mare, la luna, la notte, le stelle, il sole, mezzogiorno o l&#8217;alba; tutto ha avuto un prezzo, tutto è stato un desiderio come certi sogni da cui non ti svegli, anche quando suona la prima campana del mattino.</p>
<p>Sapevamo aspettare il momento giusto tra gli ulivi, gli alberi d&#8217;arancio, le auto in sosta, le strade affollate dal silenzio, il buio dei lampioni accecati. Un bacio, una carezza, domani ci sarai, domani ritarderò; l&#8217;amore è un gioco in cui si perde sempre qualcosa, magari una parte di sé, magari il proprio nome e cognome, quasi sempre la volontà.</p>
<p>Mani intrecciate, petto su petto, bocca su bocca; un po&#8217; dell&#8217;uno e un po&#8217; dell&#8217;altro, ché ognuno di noi si stancava presto del proprio corpo e del proprio respiro, meglio essere un noi tra pregi e difetti, virtù e mancanze. E poi&#8230; ricordare certi deliqui subito dopo gli orgasmi, e odori che sanno di vino appena versato, mentre ancora ci si dà la lingua o carezze stanche, ché viene voglia di dormire, di abbandonarsi. Ogni volta è tempo di morire?</p>
<p>Era un giorno, era sera. La brezza, la foschia, tepore di fine estate, frescura di inizio autunno. Stendesti il telo da mare che ti eri portata da casa. Eravamo sulla sponda destra del fiume. Intorno tralicci dell&#8217;alta tensione, e la nostra passione tra le onde elettromagnetiche. Non svelare la parola che mondi possa aprirci&#8230; e ti sei stesa, divaricando le gambe. Niente mutandine, solo un vestitino verde. Giù la lampo dei miei pantaloni, e la vita si fece spazio tra i gorgoglii del fiume e i canti degli insetti&#8230; sulla strada passò un furgone, poi un&#8217;auto, poi un motorino. Un cane, inseguiva un gatto, un gatto inseguiva un topo e la fiera era sempre a est, distante dal nostro ovest.</p>
<p>Tu sussurravi parole di lingue inumane, io ero silenzioso, perfettamente lontano da me, mentre indurito era tutto il corpo, mentre il vento mi baciava il culo, mentre qualcosa arrivava, mentre tutto finiva&#8230; e tu hai sorriso, che in quell&#8217;istante hai sentito un sasso dentro di te, e un piacevole dolore. Abmore, questo sussurrai. Avevo aggiunto una b&#8230; e tu ridesti, e ridemmo, e sparimmo.</p>
<p>Ho aperto gli occhi tra i rintocchi delle campane e un gracile cinguettio. La mia pelle era bagnata&#8230;</p>
</div>
<div dir="auto"></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/abmore/">A(b)More</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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