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	<title>Ambientalismo Archivi - BORDER LIBER</title>
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		<title>Colonia Basilicata: il petrolio e la lotta di un ambientalista pericoloso</title>
		<link>https://www.borderliber.it/basilicata-petrolio-santoriello/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[yoursocialnoise]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jul 2024 04:37:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Colonia Basilicata. Cronache di un ambientalista pericoloso&#8221; di Giorgio Santoriello, Pubblicazione autonoma La Basilicata e il petrolio: una storia che a leggerla fa incazzare, a scriverne invece sono in pochi e anche con gravi ripercussioni. Giorgio Santoriello, classe 1983, ne sa qualcosa e lo spiega benissimo nel suo libro [&#8230;]</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Recensione di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Colonia Basilicata. Cronache di un ambientalista pericoloso&#8221; di Giorgio Santoriello, Pubblicazione autonoma</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Basilicata e il petrolio: una storia che a leggerla fa incazzare, a scriverne invece sono in pochi e anche con gravi ripercussioni. <strong>Giorgio Santoriello</strong>, classe 1983, ne sa qualcosa e lo spiega benissimo nel suo libro <strong>&#8220;Colonia Basilicata. Cronache di un ambientalista pericoloso&#8221;</strong>. Lui che ha anche fondato la Onlus <strong>Cova Contro</strong>, ne ha viste di cotte e di crude, come tutti coloro che non ci stanno proprio ad accettare che la propria terra sia presa a calci in culo.<br /><br />Il problema è che, come tutte le regioni del <strong>Sud</strong> che si rispettino, la povertà dei mezzi e la famelica necessità di procacciarsi la stabilità economica sono tali che ciascuno, quando l&#8217;occasione è apparentemente ghiotta, si stacca dalla comunità, diventa individuo e lotta solo per sé.</p>
<p><strong>Questo cittadino-automa fa soldi</strong>, o quanto meno viene assunto con un regolare contratto; crede di poter vivere sereno, ricevendo il suo bonifico mensile; può progettare l&#8217;acquisto di una casa, di una macchina a chilometro zero; può sposarsi, può mettere su famiglia, può anche avere amanti; insomma, può vivere come i personaggi delle soap opera, o come gli amici che d&#8217;estate scendono dall&#8217;opulento ed emancipato nord.</p>
<p>Con il petrolio, poi, la Basilicata è diventata grassa com&#8217;era Samarcanda. Le royalties hanno iniziato a fare più ricchi i bilanci comunali, le chiese anche hanno avuto sovvenzioni e contributi; tante cose si sono aggiustate. Logicamente, non per tutti, ma per i pochi che contano e che conteranno sempre. <strong>Ed ecco la storia del Sud, anche oggi, nel XXI secolo.</strong> È una questione antica che non è cambiata di una virgola. Da qui scaturiscono omertà e omissioni che foraggiano quel sistema di potere, ineluttabile, che fa ciò che vuole. <strong>La Basilicata svenduta all&#8217;Eni e ad altre società petrolifere è cosa nota, ma come sempre se ne parla ogni tanto. </strong><br /><br />Santoriello infila in questo volume foto, nomi, fatti, documenti, episodi di corruzione, dati che nessuno ha voluto prendere in considerazione. Il disastro si muove sottoterra, finisce nelle falde acquifere e nei terreni. L&#8217;apocalisse, invece, intesa come <strong>giorno del giudizio</strong>, non arriverà né per decreto, né per sentenza emanata da un tribunale, né per volontà degli uomini.</p>
<p>L&#8217;inquinamento non è una cosa da poco, qui viene documentato soprattutto questo fenomeno. A pagare maggiormente saranno le future generazioni che, come in altre parti del Sud, malediranno i padri. Ma ai padri e alle madri meridionali, <strong>per cui i figli sono pezzi di cuore</strong>, piace il silenzio che è pur sempre un&#8217;ingegnosa forma di infanticidio.<br /><br />Santoriello parla anche di alcuni suicidi eccellenti, guarda caso di persone che volevano vederci chiaro; descrive i tanti metodi usati per depistare le sue e le altrui parole; racconta di come le istituzioni, la politica e una certa magistratura abbiano sorvolato su tante sviste. Insomma, è un libro interessante quello di Santoriello che, certamente, avrebbe bisogno di essere discusso per giorni. <br /><br />Prima di tutto <strong>&#8220;Colonia Basilicata&#8221; </strong>andrebbe letto;  poi, visto che per alcuni è l&#8217;opera di un esaltato, andrebbe controbattuto con gli stessi dati e con le stesse ricerche sul campo. Fatto sta che questo passaggio di verifica non è mai stato fatto. <strong>Come mai? </strong>Anche lasciare in piena libertà un personaggio come il Santoriello è comodo per qualcuno? Sono domande che è bene porre, visto che dell&#8217;ironia ce n&#8217;è sempre bisogno.<br /><br />Sia ben chiaro, qui non è stata imbastita una crociata contro il petrolio, ma c&#8217;è un discorso ampio che si muove secondo tre linee direttrici: <strong>una popolazione omertosa che accetta tutto; l&#8217;ambiente che viene devastato in nome dell&#8217;interesse economico; il mancato rispetto della vita.</strong> Quindi, cosa si chiede a questi azzannatori di risorse? Tra le tante cose: il rispetto delle regole, l&#8217;investimento in sicurezza e tutela dei luoghi, fare luce sui presunti disastri.<br /><br />Insomma, Santoriello chiede l&#8217;impossibile. Fatto sta che tra queste pagine c&#8217;è un&#8217;altra storia del Sud, non solo d&#8217;Italia, ma del Mondo. D&#8217;altronde, è successo così nelle poche fabbriche della Calabria, in quelle campane ormai dismesse. Dirà qualcuno che è successo ovunque; ed è vero, anzi, in alcune regioni il fenomeno di distruzione non si è mai arrestato. Il problema è che tutto è così palese, chiaro, lampante, che si vorrebbe capire cosa spinge una popolazione ad accettare tanto.</p>
<p><strong>Purtroppo, non credo che sia solo la disperazione&#8230;</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">&nbsp;</p>
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		<title>Marcostefano Gallo. Lo strano caso del Rêverie. Scatole Parlanti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Apr 2021 16:35:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Ambientalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione a cura di Martino Ciano Non è vero che le favole sono solo per i bambini e il libro di Marcostefano Gallo è qui per dimostrarcelo. Sebbene tutto si muova come la più classica delle fiabe, questo racconto aiuta a riflettere e non poco sulle tematiche ambientali, sulle nostre mancanze verso “Madre Natura” e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/marcostefano-gallo-lo-strano-caso-del-reverie-scatole-parlanti/">Marcostefano Gallo. Lo strano caso del Rêverie. Scatole Parlanti</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Recensione a cura di Martino Ciano</em></strong></p>



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<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:33.33%;">
<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://i0.wp.com/www.borderliber.it/wp-content/uploads/2021/04/marco.jpg?resize=229%2C314&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1914" width="229" height="314" data-recalc-dims="1" /></figure>
</div>



<div class="wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow" style="flex-basis:66.66%;">
<p class="wp-block-paragraph">Non è vero che le favole sono solo per i bambini e il libro di Marcostefano Gallo è qui per dimostrarcelo. Sebbene tutto si muova come la più classica delle fiabe, questo racconto aiuta a riflettere e non poco sulle tematiche ambientali, sulle nostre mancanze verso “Madre Natura” e sul nostro “delirio di onnipotenza” che in poco più di due secoli ha stravolto il Mondo. L’autore calabrese non vuole farci nessuna predica. </p>
</div>
</div>



<p class="wp-block-paragraph">La sua è una storia che affonda le radici nella “tradizione”, in cui animali dalle sembianze umane si cimentano nella logica della nostra specie, arrivando a conclusioni semplici, lapalissiane, ma proprio per questi motivi “più che vere”.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Lo zoo di Parigi, il Rêverie, rischia la chiusura per gravi problemi finanziari. Secondo il signor Lemer, il proprietario della struttura, e il direttore Truffault c’è solo un modo per uscire da questa situazione: vendere i cuccioli in sovrannumero a un contrabbandier</em>e. Questo l’incipit della trama e possiamo tranquillamente fermarci qui per analizzare i contenuti di un evento che si ripete, con le sue modalità più drammatiche. Primo elemento: un sistema economico che non riconosce “specie”, che con piglio seducente riesce a coinvolgere tutti, spogliando di ogni sentimento i partecipanti a questo “gioco al massacro” chiamato Capitalismo. Secondo elemento: il sovrannumero, ossia, l’eccedenza che innesca la speculazione, che alimenta l’avidità, che si traduce in plusvalore, che declassa a &#8220;cose&#8221; uomini e bestie. E bastano questi elementi per farci sospirare e per farci dire: <em>siamo sicuri di essere al cospetto di una novella per bambini</em>?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Certamente, siamo in presenza di una favola, ma una favola non è solo un racconto con un lieto fine o con uno scopo educativo e pedagogico. Dietro la sua apparente leggerezza si nasconde la forza del mito, dell’esempio spiegato attraverso il linguaggio dell’esperienza, della saggezza di chi sa andare oltre il qui-ora. Ed è per questo motivo che l’intento di Gallo non è quello di lanciare solo “un messaggio”, ma di scolpire le sue parole in una dimensione che è fuori dal tempo, rendendo omaggio a chi prima di lui ha usato la fiaba per far pronunciare quel “principio di armonia” che libererebbe l’uomo da ogni agonia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">D’altronde, tanto in uno zoo in balia delle speculazioni, quanto in un’Arca nel bel mezzo del Diluvio, sta l’uomo con la sua incapacità di riconoscersi ospite del Mondo e parte del Tutto.</p>
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