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		<title>Ci fosse lei: ecco il libro di Gerlando Fabio Sorrentino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 09:49:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Questo è un comunicato stampa. “Ci fosse lei”: un&#8217;ipotesi narrativa su Claudio Baglioni. Il peso del passato e la quadratura di una vita, fra memorie, isolamento e risoluzioni a Lampedusa. La letteratura, nei suoi esiti più rigorosi, non si limita a registrare il reale, ma lo piega per indagarne le possibilità taciute. Esce in questi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Questo è un comunicato stampa. “Ci fosse lei”: un&#8217;ipotesi narrativa su Claudio Baglioni. Il peso del passato e la quadratura di una vita, fra memorie, isolamento e risoluzioni a Lampedusa.</strong></p>
<p>La letteratura, nei suoi esiti più rigorosi, non si limita a registrare il reale, ma lo piega per indagarne le possibilità taciute. Esce in questi giorni su Amazon, sia in formato cartaceo che e-book, Ci fosse lei, il nuovo romanzo di Gerlando Fabio Sorrentino. L’opera si presenta come una precisa trasfigurazione romanzesca, una sorta di fan fiction d&#8217;autore, che delinea, attraverso la fervida immaginazione dello scrittore proiettata in un tempo futuro, un capitolo inedito e crepuscolare nella vita di una figura centrale della cultura popolare italiana: Claudio Baglioni.</p>
<p>A ottantatré anni, il clamore del successo cede il passo a una necessità più urgente: la sottrazione. Sorrentino colloca il protagonista nell&#8217;asprezza luminosa di Lampedusa, un avamposto dove il mare e il vento impongono una solitudine meditativa. Qui, un ormai anziano Baglioni vive il presente nella compostezza di chi custodisce il proprio passato con profonda cautela, consapevole che la memoria non è un rifugio inerte, ma un territorio insidioso.</p>
<p>L&#8217;isolamento subisce una deroga con l&#8217;arrivo di Silvia, la nipotina di dieci anni, e di una cagnolina di nome Luna. Non vi è nulla di consolatorio in questa intrusione; l&#8217;innocenza vigile della bambina agisce piuttosto come un reagente clinico. Le difese pazientemente erette finiscono per cedere, costringendo il protagonista a confrontarsi con il saldo finale dei propri giorni e a sfiorare nuovamente i tasti di un pianoforte, alla ricerca di una risoluzione rimasta in sospeso. Tra le maglie di questa presa d&#8217;atto affiora una presenza femminile del passato, una figura enigmatica che esige, inesorabilmente, una risposta.</p>
<p>«Non si tratta di un compendio aneddotico, né di un catalogo di ricordi», precisa l&#8217;autore. «È un&#8217;esplorazione delle meccaniche del tempo, un atto d&#8217;amore scritto per chi si riconosce in quel preciso tracciato musicale. Un tentativo di misurare la distanza tra l&#8217;uomo pubblico e l&#8217;urgenza privata di fare i conti con ciò che si è lasciato indietro».</p>
<p>Lampedusa si conferma non come sfondo accessorio, ma come crocevia di un&#8217;umanità complessa, il luogo esatto in cui l&#8217;indagine privata si interseca con la reattività civile evocata, a suo tempo, dalla rassegna O&#8217;Scia&#8217;. Organizzata dallo stesso Baglioni tra il 2003 e il 2012, questa manifestazione trasformò l&#8217;isola in un presidio artistico internazionale per imporre il tema dell&#8217;emergenza migratoria nel dibattito pubblico dell’epoca.</p>
<p><strong>Note sull&#8217;autore </strong></p>
<p>Gerlando Fabio Sorrentino (Agrigento, 1968) risiede in Abruzzo da oltre trent&#8217;anni. Professionista nel management alberghiero, coltiva ininterrottamente una rigorosa vocazione narrativa, maturata assorbendo il clima intellettuale della sua giovinezza a Porto Empedocle, fra le profonde suggestioni letterarie di Pirandello e Camilleri. Ha pubblicato i romanzi Luna fritta (2009), segnalato da Corrado Augias su Il Venerdì di Repubblica, Le ultime voci (2021) e La benda al cuore (2023), oltre alla silloge poetica I sogni dei ciechi (2012) e a un apprezzato volume di formazione professionale alberghiera. Ci fosse lei segna il ritorno alle latitudini del suo primo romanzo, confermando una scrittura avversa alle facili indulgenze.</p>
<p><strong>Se vuoi acquistare &#8220;Ci fosse lei&#8221; <a href="https://amzn.eu/d/0es4aRmB">clicca qui</a></strong></p>
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		<title>Gli occhi come dicevi tu: l&#8217;esordio di Wanda Lamonica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 13:48:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Gli occhi come dicevi tu&#8221; di Wanda Lamonica, autoprodotto, 2026 Delicatezza, ma anche tanta autoironia. &#8220;Gli occhi come dicevi tu&#8221; di Wanda Lamonica non alza mai la voce, ma riesce comunque a farsi sentire, a imporsi. L&#8217;autrice di Praia a Mare è al suo esordio, ma ha costruito una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Gli occhi come dicevi tu&#8221; di Wanda Lamonica, autoprodotto, 2026</strong></p>
<p>Delicatezza, ma anche tanta autoironia. &#8220;<strong>Gli occhi come dicevi tu</strong>&#8221; di <strong>Wanda Lamonica</strong> non alza mai la voce, ma riesce comunque a farsi sentire, a imporsi. L&#8217;autrice di Praia a Mare è al suo esordio, ma ha costruito una storia matura, che si muove in punta di piedi. Proprio per questo arriva più a fondo. Non cerca colpi di scena, non forza la mano: si affida ai sentimenti, trattati però con una sincerità che evita la trappola della retorica.</p>
<p>Laura è il centro del romanzo, ma non è mai un personaggio chiuso in sé. Sì sente parte del Mondo, anche se questo non sa spesso ascoltarla. È una figura attraversata dalle crepe e dalle ripartenze, da quelle fragilità che, senza proclami, ma con il tempo e la pazienza sanno trasformarsi in qualcosa di prezioso. In lei si riflette una verità semplice e spesso dimenticata: ogni storia personale può assomigliare a mille altre, ma resta irripetibile nel modo in cui si piega, resiste e cambia forma. Secondo questo principio noi leggiamo la vita &#8220;come se fosse la prima volta&#8221;, anche se di nuovo c&#8217;è ben poco.</p>
<p>In questa tensione tra vulnerabilità e forza, &#8220;<strong>Gli occhi come dicevi tu</strong>&#8221; trova la sua voce più autentica. Lamonica infatti scrive come se stesse ancora dialogando con quella dimensione intima e raccolta che le ha permesso di crescere nel tempo. Si avverte una naturalezza che deriva dall&#8217;urgenza di comunicare. Si comprende anche che è stata lontana da certi editor che avrebbero trovato soluzioni comode al suo scritto. L&#8217;autrice chiede fiducia ai lettori, e questo è un altro punto di forza.</p>
<p>I sentimenti, qui, non sono mai edulcorati: portano con sé chiaroscuri, esitazioni, ritorni inattesi. L’amore finisce, si trasforma, talvolta si ripresenta sotto altre forme, e nel frattempo lascia segni che incidono sul futuro, nel bene e nel male. C’è anche il disincanto, che appare come una resa momentanea davanti agli accidenti della vita, ma non diventa mai cinismo. Piuttosto, è il luogo da cui ripartire. Perché in questo romanzo resta sempre accesa una fiducia di fondo: quella che anche ciò che ci spezza può, in qualche modo, riunirci in altri momenti.</p>
<p>La vera forza del libro sta in questo: nella capacità di farsi specchio. In Laura si riconosce chiunque, senza barriere, senza categorie. Ed è forse questo il risultato più difficile da ottenere: raccontare una storia personale facendola diventare universale.</p>
<p>Quando dico che Lamonica si è fidata dei suoi lettori, mi riferisco al pubblico che negli anni ha saputo riunire sulla sua pagina &#8220;<strong>I papaveri sussurrano al tramonto</strong>&#8220;. Lì, lei mette i suoi pensieri e i suoi brevi racconti. Ebbene, in silenzio, senza fare rumore, <strong>Wanda Lamonica</strong> ha raggiunto quasi <strong>42 mila follower</strong>. Basta questo per capire che la narrativa ha molti modi per giungere, l&#8217;importante è non &#8220;prendersi seriamente&#8221;, ma divertirsi con le parole come se fosse &#8220;una questione di vitale importanza&#8221;. Ecco, Lamonica fa questo e ciò è quello che mi piace di lei.</p>
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		<title>La verità sul caso Harry Quebert e le origini del male</title>
		<link>https://www.borderliber.it/quebert-libro-serie-falzone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2023 01:10:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Letizia Falzone. In copertina la locandina della serie &#8220;La verità sul caso Harry Quebert&#8221; “Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull’effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All’incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l’ultima parola, il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Letizia Falzone. In copertina la locandina della serie &#8220;La verità sul caso Harry Quebert&#8221;</strong></p>
<blockquote>
<p style="text-align: right;"><em>“Un bel libro, Marcus, non si valuta solo per le sue ultime parole, bensì sull’effetto cumulativo di tutte le parole che le hanno precedute. All’incirca mezzo secondo dopo aver finito il tuo libro, dopo averne letto l’ultima parola, il lettore deve sentirsi pervaso da un’emozione potente; per un istante, deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro, Marcus, è un libro che dispiace aver finito”.</em></p>
</blockquote>
<p>Con oltre tre milioni di copie vendute in tutto il mondo, premi prestigiosi e traduzioni in più di 30 paesi, &#8220;<strong>La verità sul caso Harry Quebert&#8221; dello scrittore Joël Dicker</strong> è stato nel suo anno di uscita, il 2012, uno dei più eclatanti casi letterari degli ultimi tempi, e ancora oggi è un bestseller insuperabile.</p>
<p>Tutto merito di una trama intricata e fatta apposta per incollare il lettore alla pagina, la stessa che è riportata nella miniserie in dieci episodi disponibile sulla piattaforma <strong>Amazon Prime.</strong></p>
<p><strong>Patrick Dempsey</strong> interpreta con tutta la verosimiglianza che gli riesce l’<strong>Harry Quebert</strong> del titolo, professore di letteratura e soprattutto scrittore molto apprezzato. Dopo aver ricevuto la visita di <strong>Marcus Goldman</strong>, un suo allievo divenuto anche lui autore di successo (ma col blocco del secondo libro), la sua vita viene però sconvolta: <strong>nel giardino di casa viene ritrovato il corpo di Nola,</strong> ragazza misteriosamente scomparsa 33 anni prima, appena quindicenne.</p>
<p>Ovviamente <strong>Quebert</strong> è subito arrestato, alla luce della sconcertante rivelazione della sua relazione con la giovane, relazione che, all’insaputa di tutto il continente, ispirò il suo romanzo di più grande successo, <strong>“Le origini del male”</strong>. Toccherà a <strong>Marcus</strong> improvvisarsi detective per scagionarlo (e trovare al contempo ispirazione immediata per il suo prossimo caso editoriale, per gioia del suo editore senza scrupoli).</p>
<p>La tranquilla cittadina di <strong>Sommerdale</strong>, ovviamente, nasconde dietro la patina di diner e feste di beneficienza: doppie vite, segreti sommersi, diffidenze mai sopite. Ciò contribuisce a rendere ancora più ambigua la storia fra <strong>Harry e Nola</strong>: il loro amore è assolutamente inappropriato (e lo scrittore cerca di sfuggirvi, almeno all’inizio) ma la sua resa sullo schermo è comunque ricca di sfumature e chiaroscuri, che fondono una corruttibile, umanissima moralità e un gusto cliché per gli artisti belli e dannati e le loro muse, un po’ vittime e un po’ tentatrici.</p>
<p><strong>La serie scorre veloce e mantiene un ritmo che permette di rimanere avviluppati nei meandri sempre più oscuri di una storia bipolare</strong>. Con un suo lato luminoso, quello delle ariose spiagge affacciate sull’oceano, sulle quali si consuma una storia d’amore senza confini di età, estrazione sociale e ipocriti perbenismi. Con un suo lato oscuro, quello dei boschi più cupi che accolgono in seno la fuga di una ragazzina, che scappa da un mondo che non si è risparmiato di ferirla nell’animo.</p>
<p>Questa è una storia che tenta di porsi con obiettività di fronte ad una tematica che trent’anni fa suscitava scalpore, un tabù, quello della differenza d’età nelle relazioni amorose, che si è parzialmente risolto con l’evolversi dei tempi, i quali si dimostrano indulgenti verso tali scelte compiute bilateralmente e in buona fede. E <strong>tenta inoltre di riflettere sul mestiere dello scrittore</strong>, che, come tanti altri mestieri che mettono in campo la fantasia e la creatività umana, rischia sempre di più di perdere quel suo lato puro e genuino di forza espressiva, schiacciato dalle speculazioni e dalle pressioni della statistica del soldo.</p>
<p><strong>Giallo rassomigliante ad un’inchiesta giornalistica della cronaca attuale, tiene incollati fin dalle prime pagine per la semplicità e la varietà degli argomenti trattati.</strong> Al di là dell’inizio un po’ confuso, a cui pongono subito rimedio le date degli avvenimenti, il romanzo, incentrato prevalentemente sull’omicidio della giovane <strong>Nola Kellergan</strong>, è in grado di stimolare la fantasia del lettore, consentendogli di perdersi in mille congetture mentali. Un giallo ben riuscito, dunque, nel suo intento. Interessante ed assolutamente coinvolgente, nonché per nulla banale la trama nel suo complesso, con particolari tutt’altro che scontati e quasi inimmaginabili, che saltano fuori solo sul finale.</p>
<p><strong>La verità sul caso Harry Quebert</strong> riuscirà a regalare colpi di scena a ripetizione, innalzando notevolmente la suspense e la voglia di proseguire puntata dopo puntata. La struttura thriller è classica e segue fedelmente il romanzo, che pagina dopo pagina, e quindi puntata dopo puntata, depista e accende l’interesse. <strong>Jean-Jacques Annaud</strong>, riesce ad inscenare alla perfezione un <strong>thriller</strong> che si muove tra presente e passato.</p>
<p>Infatti quando Marcus ascolta i racconti degli abitanti del luogo in cui si è consumato il crimine, lo spettatore viene catapultato negli anni ’70, con scene connotate da un cambio di fotografia. Regia e interpretazione spingono sull’acceleratore e il <strong>binge watching</strong> sarà attivato da due insistenti interrogativi: <strong>chi ha ucciso Nola? Harry Quebert è innocente?</strong></p>
<p>I personaggi hanno tutti profili psicologici controversi e alquanto variegati, <strong>i cui molteplici tratti paiono rivelarsi poco alla volta, lasciando spazio all’immaginazione e al piacere di sorprendere.</strong> L’effetto sorpresa raggiunge il suo culmine sul finale, dove, tra dialoghi e sequenze narrative, il cerchio si chiude definitivamente, evocando un misto di sensazioni cangianti tra la nostalgia e la commozione.</p>
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		<title>Oltre l&#8217;ombra di un sogno di Marco Quarin</title>
		<link>https://www.borderliber.it/quarin-libro-sogno-ombra/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Oct 2023 02:25:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Recensione di Martino Ciano già pubblicata su Zona di Disagio. In copertina: &#8220;Oltre l&#8217;ombra di un sogno&#8221; di Marco Quarin, 2023 Di una vita non possiamo comprendere tutto, perché le azioni che ognuno di noi compie sono imbevute, anche quando sembrano premeditate e architettate, di imprevedibilità, quindi soggette a un &#8220;qui-ora&#8221; che è irripetibile. Ecco [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Recensione di Martino Ciano già pubblicata su </strong><strong><a href="https://zonadidisagio.wordpress.com/2023/09/01/un-romanzo-sullinferno-che-ognuno-ha-dentro/">Zona di Disagio</a></strong><strong>. In copertina: &#8220;Oltre l&#8217;ombra di un sogno&#8221; di Marco Quarin, 2023</strong></p>
<p>Di una vita non possiamo comprendere tutto, perché le azioni che ognuno di noi compie sono imbevute, anche quando sembrano premeditate e architettate, di imprevedibilità, q<strong>uindi soggette a un &#8220;qui-ora&#8221; che è irripetibile</strong>. Ecco perché pur sforzandosi, <strong>Angelo Brantani</strong>, protagonista di questo romanzo, non riuscirà davvero a rimediare agli errori del passato. Potrà solo accontentarsi di trovare altre forme per discolparsi e per mitigare i suoi rimorsi.</p>
<p>Anzi, ogni ricordo, <strong>ogni analisi di quel periodo in cui era giovane e spensierato</strong>, alimenta altri dubbi, ulteriori sensi di colpa, inedite e comode giustificazioni. <strong>Nessuno può manipolare il passato</strong>, a patto che gli altri non ricordino; Angelo lo sa bene, <strong>è uno psicoterapeuta di successo</strong> e sa che da certi meccanismi della mente non ci si salva; con tutto si deve convivere, anche quando pensiamo di aver superato ed emancipato la parte peggiore di noi.</p>
<p>Tutto questo è il romanzo di <strong>Marco Quarin</strong>, che in una <strong>liturgia del rimorso e della redenzione</strong> ci porta per mano in una inquietudine che si abbuffa della quotidianità, che controlla l&#8217;istinto, che fa dell&#8217;uomo un essere che odia la propria razionalità. Ogni cosa è dilatata nel tempo e attraverso il tempo si aggrega ad altri elementi, tant&#8217;è che ogni personaggio sembra essere proiettato solo verso il futuro, senza badare al presente e alla sua forza agente.</p>
<p><strong>Oltre l&#8217;ombra di un sogno</strong> è quindi metafora di un qualcosa che dovrà accadere secondo i nostri desideri; di un frammento che, proprio per il fatto di essere sentito <strong>distante e controllabile</strong>, può essere incastonato a nostro piacimento. Tutto si può risolvere in futuro; tutto può accadere; fatto sta che, quando il tempo a nostra disposizione stringe, ci rendiamo conto che siamo stati padroni delle nostre azioni, e forse neanche di quelle, ma mai delle conseguenze.</p>
<p><strong>Questo andare contro il tempo, questa necessità di entrare nel proprio inferno, convinti di poter risolvere sé stessi, è uno dei temi del romanzo.</strong> Un altro tema è la poca consapevolezza che ognuno ha di sé. Brantani ricorda per induzione, necessita di qualche avvenimento o di rivelazioni; la sua è apparentemente una volontà schematica, calcolatrice, ma è una compensazione del suo <strong>super-dubbio</strong>, ossia l&#8217;incertezza dell&#8217;essere un buono.</p>
<p>La scelta di abbandonare tutto, ogni privilegio, pur di scoprirsi, è la prova che nessuno comanda nella propria torre di controllo, ossia l&#8217;inconscio. <strong>Brantani sa bene che ogni struttura o sovrastruttura è il tentativo di mettere ordine</strong>, di dare all&#8217;uomo la possibilità di sopravvivere. Anche l&#8217;autore di questo romanzo lo sa e, come tutti gli scrittori, crea la sua <strong>comfort zone</strong> tra le pagine, facendo cadere tutto su un personaggio che sa come salvarsi.</p>
<p>Ultima nota, <strong>Quarin ha deciso di auto-pubblicarsi</strong> e in un suo post di <strong>Facebook</strong> ne ha spiegato i motivi, che condivido, mettendo in evidenza le storture di un sistema editoriale che ormai predilige slogan e storie di facile consumo, senza mai avere il coraggio di osare, di andare contro quelle mode calate proprio dal mercato e colpevoli anche di tenere lontano dai libri tanti potenziali lettori. <strong>Insomma, un cane che si morde la coda a cui Quarin ha risposto con un tocco di arte.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/quarin-libro-sogno-ombra/">Oltre l&#8217;ombra di un sogno di Marco Quarin</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
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