Sguardi opachi. Il limite e l’incoscienza

Sguardi opachi. Il limite e l’incoscienza

Articolo di Martino Ciano già pubblicato per Zona di Disagio

Ci costringiamo a non vedere solo per non insinuare dubbi. Ogni punto interrogativo che poniamo alla fine delle nostre illazioni può assumere un aspetto farneticante. Di queste perplessità inespresse si nutrono i nostri silenzi.

Copriamo gli occhi con un sottile velo che rende nebbiosa la visuale. Percepiamo senza meraviglia e proprio la meraviglia ci insospettisce. Di sguardi opachi riempiamo le giornate. Il sole acceca, la luna incanta solo per un attimo, le stelle ci appaiono come corpi immobili che pulsano senza regolarità.

Apparteniamo alla natura, così ci hanno insegnato, ma ci crediamo solo per un istante… giusto il tempo di una preghiera sussurrata con difficoltà. L’oltre non ci attrae più. Non crediamo alle promesse sulla vita eterna.

Il mondo è guidato da una volontà cieca che colpisce senza riguardo buoni e cattivi. Ogni bestia si consola divorando carogne, ogni uomo si nutre del dolore del prossimo. Giochiamo alla guerra come bambini che vogliono dimostrare la loro virilità. Continuiamo a sparare pallottole e parole a vanvera, l’importante è colpire, centrare il bersaglio… e il fuoco amico ammazza chi sta zitto.

La speranza è l’ultima a morire, questo si ripete da secoli, eppure la disperazione ha da sempre sigillato la bocca alla verità per lasciare spazio alla menzogna. E in questo mondo capovolto, in cui ognuno sgomita per non soccombere all’altro, si cammina con quel velo davanti agli occhi, che nessuno osa togliere… gesto sacrilego.

Ed ecco il momento dello sconforto, in cui sguardi opachi si mischiano tra loro e rendono la realtà un inferno. Tra le macerie si cercano armi chimiche, tra le carcasse si annusa il petrolio, tra le bombe si invoca la pace. Le mani dei filantropi si alzano verso il cielo e invocano il diritto internazionale… vanno a caccia della giustizia, ignorando che il benessere dell’uno sta alla morte dell’altro. Il sistema si nutre di sguardi opachi che vogliono tutto per loro, anche quando tutto è niente.

Gridate bambini guerrafondai, invocate la guerra così come festeggerete il giorno in cui essa cesserà… l’opacità sia la vostra maestra di vita e vadano a quel paese coloro che abusano della parola pace… cerotto capace solo di nascondere le piaghe dell’ipocrisia.

Post correlati