Reflect. Viaggio nella dismorfia corporea

Articolo di Letizia Falzone

Bianca ha tredici anni e il sogno della danza classica. Bianca soffre di dismorfia corporea, disturbo che amplifica la visione dei propri presunti difetti tanto da farli diventare un’ossessione. Infatti ogni giorno si guarda e si percepisce lontana rispetto ai canoni rigorosi imposti dalla scuola in cui studia.

Il suo fisico è diverso rispetto a quello delle compagne. Non porta una taglia slim e quando l’insegnante riprende alla sbarra i suoi movimenti con un ordine: «pancia in dentro e collo lungo», lei abbassa lo sguardo e trattiene il respiro. Poi osserva la sua immagine riflessa e lo specchio si frantuma in mille pezzi.

La storia di Bianca la racconta il cortometraggio Reflect che, con il suo messaggio universale “accettatevi per quello che siete”, ha conquistato tutti. È lei la prima eroina della Disney ad affrontare questo malessere e a superarlo. In poco più di sei minuti d’animazione, Bianca diventa il volto di tutte le ballerine (ma non solo) che almeno una volta si sono sentite inadeguate per le proprie forme. Sbagliate per la taglia e quindi fuori dai canoni estetici imposti.

Quella combattuta da Bianca è una battaglia che riguarda tantissime persone. Nel corto, diretto dalla story artist Hillary Bradfield, la vediamo lasciarsi divorare dallo specchio, attraverso il quale si vede enorme. La dismorfia corporea l’ha portata a concentrarsi intensamente sul proprio aspetto, a controllare frequentemente la sua immagine specchiata.

Da qui inizia la sua sfida più grande: ritrovare la fiducia in sé stessa superando dubbi e paure, incanalando la sua forza interiore, la sua grazia e il suo potere. Così esce dalla prigione del suo riflesso. È la passione per la danza a guidarla verso una nuova consapevolezza. Riacquista fiducia in sé stessa e si accetta. Alla fine il buio riesce ad attraversarlo davvero, un passo dopo l’altro. La sua forza è il non lasciarsi scoraggiare, riuscendo a superare i dubbi e incanalando le paure in una nuova energia fatta di grazia e potenza. Il suo diventa così un messaggio body positive di accettazione, a cui arriva certamente dopo un grande lavoro su se stessa.

Si tratta indubbiamente di un importante passo in avanti verso l’inclusività. Disney da qualche tempo sta infatti puntando sapientemente su questi temi (in Red, ad esempio, l’eroina si trasforma in un enorme panda rosso in base al suo stato d’animo, affrontando per la prima volta le mestruazioni) e il pubblico pare aver apprezzato. Inoltre, a maggio 2023 arriverà la live-action de La Sirenetta con protagonista l’attrice e cantante nera Halley Bailey. Una vera rivoluzione per la comunità di colore.

Cortometraggi così, che commuovono e aprono il cuore, diventano importanti proprio per i benefici che possono portare concretamente a chi li guarda. Il percorso di Bianca, il suo coraggio, deve diventare il percorso e il coraggio di tutti, perché riportare sullo schermo personaggi reali, senza escludere le minoranze, non significa solo scegliere di proiettare altri modelli, ma offrire la possibilità a tutte e a tutti di specchiarsi. Ma senza rompersi.

Post correlati

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: