Quel che sembra non è…

Articolo di Adriana Sabato

Bisogna essere vecchi.
Dopo una certa età bisogna essere vecchi

Occorre vestirsi come donne che indossano abiti scuri, quasi dismessi, possibilmente lunghi fino alle caviglie. E sennò che stagionatura abbiamo…mica possiamo fare come le ragazzine, quello proprio no, eh, che figuraccia facciamo? E cosa raccontiamo a parenti e amici? Che siamo ammattite? Che ci sentiamo giovani dentro e non guardiamo la nostra pelle offuscata dalle rughe? Non guardiamo il nostro fisico che pian piano decade e i muscoli che si afflosciano?

Bisogna essere vecchi in una società che ti considera “trascorso” come trascorso è il tempo sul viso che, se guardi vecchie foto, non sembra più lo stesso, non riconoscendo di te stessa neanche, a momenti, il colore degli occhi e i capelli… Be’, i capelli poi, non se ne parla nemmeno: quelli si trasformano volutamente e non si può aggiungere altro se non che ognuna fa un pò come crede, già da quando la giovane età lo permette, e poco c’entra con la vecchiaia.

Bisogna anche apparire un pochino rimbambiti o stralunati. Come si sa, le cellule cerebrali con l’età cominciano a spegnersi, però si potrebbero pure “allenare” come si fa con i muscoli di tutto il corpo. Questo non per apparire o simulare una giovane età che non ritornerà mai più, ma semplicemente perché piace a tutti. Punto. Piace e basta. Inutili polemiche non servono: ” è bello ciò che piace” il resto è altra cosa. Il bello è anche il diverso. Bello è anche il nasone aquilino di Dante Alighieri o il sangue di shakespeariana memoria o ancora l’arte dissacrante di Francisco Goya…

La verità è che di tutte queste che appaiono come “fragilità” della natura, ne abbiamo paura. Non riusciamo ad accettarle perché non accettiamo le difficoltà che si incontrano lungo il cammino e delle quali, non potendole evitare, vorremmo liberarci senza pensare invece che accettarle, aggiunge valore alla vita, la rende unica e inimitabile.

Si sa, il domani è tutto delle giovani leve: ma se un anziano vuol fare come gli pare e se, con questo suo fare diverso, riesce ancora ad essere altruista ‘ché ad agire in questo modo, il circolo vizioso dell’amore si perpetua all’infinito, allora, oh, “chissenefrega”

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