Passaggi bellici e di virtù

Articolo di Martino Ciano

La stanza è buia, forse vuota. Passi nell’oscurità, pareti che mordono. Tu sei un atto di dimenticanza. Hai intuito la meraviglia di un graffio che compare sul braccio come un fiore sbocciato tra copertoni abbandonati. Disegna nella tua mente un prato, una casa che sorge tra i ciclamini, i denti di leone che si disperdono nell’aria. Cielo azzurro, accecante immobilità tra scie chimiche, la bava dalla bocca dopo il pasto. Sazio è il disonore tra tremuli sospiri, ché sei scappato dalla guerra che tutti hanno visto ma che qui, da noi, nessuno vivrà. Solo i morti hanno visto la fine della guerra, così scriveva uno scrittore italiano tempo fa, da una collina. La collina ora è isola circondata da un mare di bestemmie. Gli aerei cinguettano, fischiettano le bombe prima di posarsi al suolo. Soffice sarà stata per loro la terra, cremosa la carne dilaniata. Ricordi Topolino in bianco e nero? Era allegro mentre guidava il suo battello. Veniva da te, per salvare te.

La stanza è buia, forse vuota. Disegna nella tua mente una città, palazzi che sorgono tra macerie, odore di sangue che aleggia tra ricordi mondani. Le docili bestie si chiamano uomini. Da oriente arrivano barbari travestiti da messaggeri, da occidente si levano grida di illusoria libertà. Prima o poi ogni cosa se la giocheranno a gas e termosifoni. Tutti sciocchi gli uomini che guerreggiano, ché non c’è suicidio migliore di quello che si mette in atto nell’anarchia delle armi. Anche la morte si vergogna, troppo semplice il suo lavoro, troppo casto, ché alla morte piace ammazzare singolarmente, mentre la vittima si dimena per salvarsi; banchettare tra la massa proprio non le va.

Onore ai morti, sputi in faccia ai vivi. Tu compiangi troppe cose allo stesso modo. I simboli del mondo si ricuciono nella guerra, si ricuciono anche davanti ai tuoi occhi vecchi pogrom. Ma dici la verità, c’è tanta ilarità nelle tue parole; esse dipingono la tragedia, ma sembrano quelle che utilizzeresti per recensire uno spettacolo teatrale. Ricordi quando si parlava di giudeo slavofobia? Per i nazisti era il vostro doppio peccato, ossia essere nati slavi, quindi subumani, che si erano lasciati infettare dalla pericolosa dottrina comunista ordita dell’ebreo Karl Marx. In poche parole, eravate gente da niente e da sterminare. Infettare è un verbo che si addice di più alla medicina; come ben sai, all’uomo piace sentirsi medico, mai di sé stesso ma sempre per il prossimo, qualche volta anche sterilizzatore di aree geografiche che sente proprie, appartenenti al proprio spazio vitale. A mio modo di vedere, sta accadendo così, perché in certe aree del mondo la pace dev’essere transitoria. Ma se caccio fuori questo argomento mi lancio in qualcosa di profondo, che tocca temi che secondo alcuni sono politicamente scorretti. Invece, secondo me, esistono ancora un’economia e una finanza che tengono molto all’igiene del mondo, una pratica futurista che ha a che fare con il progresso. Guai a chi si oppone, possono succedere cose incredibili. Te li ricordi i Marvel e i film di Rambo? Erano felici mentre distruggevano il mondo! Vengono da te, per salvare te.

Mentre giro tra gli scaffali di una libreria che sta nel centro del paese in cui abito da quasi quarant’anni, trovo una lunga fila di libri che trattano dei cambiamenti climatici e che prefigurano l’imminente fine del mondo. Mi guardo intorno e vedo anche tanti libri che trattano di post-umanesimo e di post-ogni-cosa; quando metti post davanti a una parola sei figo, sei un autore che guarda oltre e anche un pensatore lungimirante, ma questo è un pensiero che mi passa velocemente per la testa; infatti, subito mi ravvedo e penso che la Storia è sempre la stessa, che l’uomo è sempre uguale nei secoli, che sapere è come non sapere nulla; magari, conoscere qualcosa ti fa stare in pace con le interpretazioni più in voga del momento, ma questo è. Niente di niente.

Ecco, io non credo che in guerra ci siano buoni o cattivi, ma solo gente che si ammazza senza ragione mentre i capi soddisfano qualche necessità delle Oligarchie di Stato. Credo che i buoni e i cattivi siano creati a tavolino, nelle Cancellerie di Stato. Anche le notizie sono create nelle Cancellerie di Stato, quelle buone e quelle cattive riempiono gli spazi alla stessa maniera. Nelle Cancellerie si creano pure Democrazie, Capitalismi, Comunismi, Fascismi, Spettacoli, Drammi atomici, Drammi ucraini, Insalate russe e tutto ciò che può andare di moda. La guerra e il terrore non sono mai fuori moda. Poche cose serie in un mare di apparente rigorosità. Credo che sia stata sempre una questione di Etichetta, una sorta di implosione della vanità.

Vanità… è bella anche la vanità!

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