Mille battute per gli intellettuali del Quarto Reich

Articolo di Martino Ciano

Voi volete ancora sentire gli intellettuali?
Intellettuale è un termine terribile e privo di senso, perché chi vive di solo intelletto combina guai, mette da parte la sensibilità.
E poi, chi sono questi intellettuali che puzzano di compromesso, che corrono in Tv per vendere il proprio libro, che speculano sulla guerra, che si sentono liberi di agire solo nella loro casta, che scrivono un po’ dovunque e combattono l’invidia sociale invidiandosi a vicenda?
Anche loro, felici vassalli di una mediocre democrazia in cui l’opinione è diventata una pratica pourparler, creano consenso e mettono da parte la critica e l’autocritica.

Li vedo la sera in questi studi televisivi illuminati ad arte, con quelle loro pose da maniaci della ragione, con il loro linguaggio senza eccessi, con quell’italiano piatto, fatto di slogan, di citazioni sbagliate, di letture poco approfondite. Si lanciano in analisi trite e ritrite. Sono qualunquisti.
Li vedo la sera in questi studi televisivi che si accapigliano in polemiche-farsa, ricche di sensazionalismo, di spettacolo mediatico, giusto per far credere allo spettatore che davanti ai loro occhi sta avvenendo uno scontro tra idealisti.

Quali idee hanno?
Non ne hanno. Lo capisci da come agitano i loro libri, tenendoli stretti stretti tra le loro manine di gommapiuma. Quando il conduttore o la conduttrice introduce il loro prezioso oggetto di carta, frutto del duro lavoro di qualche ghostwriter, incominciano a snocciolare le loro intuizioni geniali. E guai se qualcuno li interrompe!

Quale società vogliono ammaestrare?
Questi intellettuali sono analfabeti funzionali.
Anche se nessuno li ascolta, loro continuano a dire e a non farsi capire… e il potere ringrazia.

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