Meridiana. Simone Delos e l’incoerenza della coscienza

Meridiana. Simone Delos e l’incoerenza della coscienza

Recensione di Martino Ciano già pubblicata per Gli Amanti dei libri

Meridiana è un’isola dalla quale il mondo può essere guardato a distanza. Qui regna la concordia, fin quando qualcosa non innesca una strana mutazione, ossia cani e gatti incominciano a ragionare, sviluppano una propria coscienza. Intervento divino o dell’uomo? Gli animali diventano simili agli esseri umani, sviluppano le loro idee, le proprie superstizioni e anche una loro religione. Per un certo periodo tutti riescono a convivere pacificamente poi, però, uno vuole dominare sull’altro; inizia così una nuova lotta per la supremazia.

Il romanzo dello scrittore romano Simone Delos può essere interpretato come una favola noir, ma i richiami all’antropologia, alla filosofia e all’attualità rendono questo libro un’allegoria dei nostri tempi, soprattutto del nostro recente passato, nel quale non sono mancati virus mutanti, miscellanee di teorie più o meno valide e complottisti in cerca di un posto al sole. I richiami sono tanti e non sfuggiranno al lettore attento, soprattutto a coloro i quali amano indagare sui corsi e i ricorsi della storia.

Un po’ utopia e un po’ distopia, tra favola e parodia, Meridiana lancia un messaggio chiaro fin dalla prima pagina: ogni cosa ha un suo posto. Forzare poi l’stinto di sopravvivenza, così come lo spirito di adattamento, può essere pericoloso, se non forviante, con la possibilità che la scarsa lungimiranza faccia del futuro solo un’ombrosa visione. Ma nella guerra tra cani e gatti, ecco l’uomo chiamato a ripensarsi, a dover lasciare lo scettro. E proprio l’uomo, candendo in una certa animalità, in lui presente da sempre in quanto creatura del Regno animale, si renderà conto che forse la coscienza non è stata così amica della sua evoluzione, ma forse ha accelerato la rovina della specie.

In questo quadro, quindi, cosa sono le certezze dell’umanità, i prodotti della scienza e della religione, che hanno come retroterra quella ragione che ha fatto porre a ogni individuo domande alle quali si sono date fallaci risposte? Cosa sono la morale e la tradizione? Delos racconta tutto con estrema semplicità, traducendo in allegoria quello che stiamo vivendo e che abbiamo da poco vissuto. Pertanto, Meridiana è un luogo senza tempo e un non luogo fisico, in quanto presente in noi, già assimilato dalla nostra coscienza. È il posto delle sperimentazioni, delle paure ancestrali in cui gli archetipi dell’inconscio collettivo si danno convegno; ma è soprattutto l’isola sulla quale coabitano la volontà di superare i propri limiti e un innato complesso di inferiorità.

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