Inizia l’estate, la solita estate. Poi ho trovato un gatto

Inizia l’estate, la solita estate. Poi ho trovato un gatto

Articolo e foto di Martino Ciano

Sono qui a raccontare l’inizio dell’estate. Non la immagino più, perché sarà simile a quella degli altri anni: stabilimenti balneari a schiera, spiagge affollate, vocii, lamentele, cocktail, tramonti fotografati, cordate anti-cafonaggine, indignazione quotidiana, conti alla rovescia liberatori, lacrime di coccodrillo per ciò che è stato, polemiche sugli zulù di terra, di mare e di aria. Il passato è tutto, il futuro niente. Il futuro potrebbe sorprenderci, anche se spesso ciò che si immagina avviene. Siamo programmati alla novità che già vive in noi; tecnicamente non è una novità, ma una convinzione che lotta per diventare certezza. Tutto qui.

Le buche lungo le strade sono rimaste al loro posto, un po’ di catrame fresco le nasconde, ma con le prime piogge torneranno a sorridere. Ci si prepara e ci si affretta; noi siamo questo, attesa e ripetizione annoiata. Niente di nuovo. Ma non è pessimismo è solo la versione dei fatti, forse la più comoda. La vita è un racconto e ognuno se la racconta a modo suo; non si può fare diversamente, ne va della propria sopravvivenza. Se accadesse il contrario, se ci lasciassimo stupire, che ne sarebbe delle convinzioni e dei pregiudizi?

Il mare è sporco, il mare è cristallino; viva il mare, anzi Dio salvi il mare. Chi è si è incazzato oggi? Ancora nessuno, non mi sono arrivate segnalazioni, solo voci. Tra un po’ qualche sindaco inizierà a bere l’acqua del depuratore per dimostrare che l’impianto del suo Comune è perfettamente funzionante, conservo ancora i video delle performance passate. L’ho visto fare davanti ai miei occhi e il ganzo primo cittadino voleva anche offrirmene un bicchiere. Ho rifiutato. “Mi dispiace, sono astemio”, gli ho detto.

Gli ultimi dati dicono che sarà una stagione ricca e generosa, forse il tempo romperà un po’ le scatole, forse la pioggia, o la grandine, ma chi lo sa. Intorno a me ci sono già turisti pronti a fare festa, anche se l’inverno è passato male; le bollette di luce e gas sono schizzate alle stelle. “‘Questa guerra ha rotto il cazzo – mi dice un tizio – tutta colpa degli Stati Uniti”, poi si gira verso la strada, sul marciapiede passano due belle figliole ancora bianchicce, lui mi guarda sorridendo e dice: “Ecco il bello dell’estate; la carne nuda”.

Intanto, vicino casa mia ho trovato un gatto bianco. Qualcuno lo ha abbandonato…

 

 

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