Il mondo dietro di te. Prove tecniche di Apocalisse

Il mondo dietro di te. Prove tecniche di Apocalisse

Recensione di Letizia Falzone. In copertina la locandina tratta dal web

Tutto comincia con una mancanza di Wi-Fi. Internet va fuori uso, il che significa niente social media, niente e-mail, niente comunicazioni con il mondo esterno e niente streaming. Poi i satelliti vengono messi fuori uso, il che elimina tutti i sistemi tecnologici di navigazione che orbitano sugli Stati Uniti. Poiché i modelli di migrazione degli animali sono saltati, potreste vedere più cervi del solito spuntare nel vostro giardino. Tenete d’occhio anche i fenicotteri nella vostra piscina. Dal cielo iniziano a cadere opuscoli di propaganda. E infine, ecco un rumore forte e penetrante, così potente da risultare debilitante. Il caos regna sovrano. Non c’è bisogno di spingere l’America giù da un precipizio. Basta portare la gente verso quel precipizio, e il resto lo faremo da soli.

Tratto dall’omonimo romanzo di Rumaan Alam, “Il mondo dietro di te” racconta la storia di due famiglie che si ritrovano a dover affrontare una catastrofe globale. Internet smette di funzionare, enormi navi cargo vagano senza meta verso la terra, gli aerei iniziano a cadere dal cielo, un rumore misterioso irrompe a ritmo costante, e tante macchine Tesla si scontrano l’una con l’altra.

Amanda e il marito Clay decidono di prendersi una meritata vacanza a Long Island, affittando una lussuosa residenza e portandosi dietro i figli Archie e Rose. Tempo bellissimo, relax, casa perfetta con tanto di piscina, quiete. La villeggiatura viene però interrotta la sera dall’arrivo di George e della figlia Ruth. George dichiara di essere il proprietario della casa che hanno affittato, di essere rimasto bloccato in zona a causa di un misterioso cyber-attacco e chiede di poter passare la notte da loro. Tra i due nuclei familiari comincia un clima di sospetto, che viene alimentato dall’impossibilità crescente di accedere ad informazioni o aggiornamenti su ciò che sta accadendo al di fuori di quella località, visto che in breve ogni comunicazione risulta impossibile a causa del cyber-attacco.

Ma davvero sta avvenendo? E da parte di chi? Quando finirà? Tra paura, eventi inspiegabili, isolamento e paranoia, per quelle sei persone comincerà un viaggio dentro l’ignoto che li costringerà a fare i conti con la propria vita e una civiltà digitale ormai al collasso.

Nel mezzo del caos, Rose ha una sola ossessione: la serie TV Friends. Rose non fa altro che parlare di questa sitcom, essendone particolarmente appassionata: le manca da visionare solo l’ultima puntata delle serie, in cui la relazione tra Rachel e Ross è in bilico e di cui lei non conosce ancora la direzione. Quando l’attacco però blocca ogni connessione, il pensiero di non avere alcun accesso alla piattaforma per poter terminare la sua serie tv preferita la rende triste e amareggiata. Mentre le due famiglie affrontano l’ignoto del mondo esterno, tutto ciò che Rose vuole fare è guardare l’ultima puntata di Friends, come se fosse l’unica cosa che conta.

Fin dai primi minuti “Il Mondo dietro di te” rivendica un’atmosfera e una costruzione a metà tra il familiare e lo sperimentale, visto la miriade di rimandi a tanti classici del genere distopico e del thriller sci-fi.

Il film è un monito che ci ricorda quanto la nostra esistenza ormai, sia sostanzialmente dipendente da quella tecnologia senza la quale siamo persi, indifesi. Ha una struttura narrativa labirintica, ogni volta che pare essere vicino ad una spiegazione definitiva, la rende parte di un quesito più grande. Lungi dall’essere banalmente complottista, dipinge un quadro a tinte fosche e pessimiste, dove più che la teoria dei grandi burattini o dei poteri forti, crede nell’opportunità dettata dalla disponibilità economica come chiave di volta del moderno classismo. Il che lo rende anche una metafora cinematografica della crisi globale, quella finanziaria così come quella generata da Covid-19, che ha accresciuto diseguaglianze ed ingiustizia sociale. Il filo conduttore è, per l’appunto, l’informazione.

“Il Mondo dietro di te” è un thriller con un finale esplosivo e surreale, tra i più originali degli ultimi anni. La sua trama non si basa solo su un ingegnoso intreccio, ma mescola diversi generi e affronta temi come l’apocalisse, la guerra civile e la misantropia.

Non è solo la tecnologia, o la sua mancanza, a tormentare queste persone. Tutti, in modi diversi, sentono il morso di qualcosa di interiore ed esistenziale, un senso di dislocazione in questi tempi moderni: sono lontani gli uni dagli altri, arrabbiati e sfiduciati, forse persino disgustati.

Siamo tutti ospiti di passaggio di qualcosa di molto più antico di noi. Gli orrori descritti nel film possono essere responsabilità dell’uomo, ma la natura fa la sua parte inquietante, sussurrando minacce e avvertimenti che vengono recepiti in modo passivo.

Purtroppo, però, “Il mondo dietro di te” appare terribilmente plausibile, traccia la possibile e non improbabile parabola delle nostre vite, che rischia di risultare evidente solo quando ormai sarà troppo tardi. La cosa è accaduta, sta accadendo. Basta dare un’occhiata fuori.

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