<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>BORDER LIBER</title>
	<atom:link href="https://www.borderliber.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.borderliber.it/</link>
	<description>Sguardi al limite</description>
	<lastBuildDate>Thu, 18 Jun 2026 21:32:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.0</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">206201238</site>	<item>
		<title>Ipocondria: una sospensione</title>
		<link>https://www.borderliber.it/ipocondria-una-sospensione-ciano/</link>
					<comments>https://www.borderliber.it/ipocondria-una-sospensione-ciano/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 10:16:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[dolore]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[Solitudine]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=15937</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ipocondria: una sospensione&#8221; è un racconto di Martino Ciano. In copertina una immagine dell&#8217;autore modificata con l&#8217;intelligenza artificiale. Non c&#8217;erano abbracci capaci di consolarti. Di folla in folla, con il respiro strozzato, cercavi riparo dalla solitudine che ogni risveglio ti donava. C&#8217;erano giorni che attraversavi con gli occhi spalancati, mormorando qualcosa che sembrava una supplica. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/ipocondria-una-sospensione-ciano/">Ipocondria: una sospensione</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><strong>&#8220;Ipocondria: una sospensione&#8221; è un racconto di Martino Ciano. In copertina una immagine dell&#8217;autore modificata con l&#8217;intelligenza artificiale.</strong></p>
<p dir="ltr">Non c&#8217;erano abbracci capaci di consolarti. Di folla in folla, con il respiro strozzato, cercavi riparo dalla solitudine che ogni risveglio ti donava. C&#8217;erano giorni che attraversavi con gli occhi spalancati, mormorando qualcosa che sembrava una supplica. <strong>Non sapevi dove andare, camminavi.</strong> Passo dopo passo, procedevi come un assetato nel deserto.</p>
<p dir="ltr">Cercavi un&#8217;oasi. Un luogo che ti togliesse dall&#8217;impaccio della solitaria corsa nel mondo. Pensare e non dire, sussurrare per non farsi percepire. Non era l&#8217;ipotesi del nulla dopo la morte che ti spaventava, ma l&#8217;essere sulla faccia della <strong>Terra</strong> senza consistenza che ti mortificava.</p>
<p dir="ltr">Ti sembrava di avere il vuoto davanti a te, di camminare in un vaporoso candore. Ciò che ti appariva di fronte &#8211; un essere umano, un animale, qualsiasi cosa &#8211; sembrava plasmato all&#8217;istante. Tu eri e non eri. Moribondo, forse assorto in quella dimensione in cui in ogni visione un demiurgo travasa il mondo.</p>
<p dir="ltr">Spezzate le parole, come il pane in un giorno di festa, ricomponevi quello che stava intorno. Inventavi la malattia. Avevi sintomi sparsi per il corpo e davanti agli occhi. Dovevi espellere qualcosa e a ogni passo lo stimolo diventava impellente. «Togliere, smaltire, distruggere, disintegrare. Non ingerire, non trattenere, non deglutire», ecco il tuo mantra mentale.</p>
<p dir="ltr">Passavano i secondi, con loro i minuti, poi le ore. Si manifestava la tua ipocondria. Dove si nascondeva il virus? C&#8217;erano batteri tra le tue mani o nell&#8217;aria che respiravi. Volevi essere un essere di puro intelletto; liberarti come un pensiero nell&#8217;aria e creare un mondo uguale ai tuoi ideali. Volevi essere una parola pronunciata da <strong>Dio</strong> e diventare forma solo per un attimo.</p>
<p dir="ltr">Era questo il tuo desiderio malato: credere che tu potessi diventare &#8220;<strong>verbo</strong>&#8221; e restare tale per sempre. Mai più carne, corpo, invecchiamento cellulare e cerebrale. Solo cosi non saresti più stato un uomo solitario, morente, desideroso di trasmigrare, di non appartenere a nessuno. Evaporare, essere ingerito dall&#8217;aria.</p>
<p dir="ltr"><strong>Ti chiedevi se ogni nascita porta con sé una malattia.</strong> «Che sia ogni madre una portatrice sana di distruzione, perché generando violenta la materia e chiama vita ciò che è un aborto? E sarà per questo che qualcuno benedice ciò che malamente si adatta al tempo e allo spazio?»</p>
<p dir="ltr">Erano queste le domande che aizzavano la tua ipocrondia, perché nonostante ti sentissi inadatto alla vita, cercavi di proteggerti e di renderti immortale. Dopotutto volevi rigenerati, procreare e dare aria a un essere che avesse le tue sembianze. Eri un personaggio contraddittorio che parlava con tutti della necessità di dissolvere ogni ceppo della specie umana. Tranne tu.</p>
<p dir="ltr">No, non volevi morire, anche se lo desideravi. Era la tua ipocondria un metodo di sopravvivenza. <strong>C&#8217;erano giorni nei quali ti chiudevi in casa, intrecciavi cappi che poi scioglievi al tramonto</strong>. Da ciascuna corda ti immaginavi penzolante; in qualcuna mettevi il collo e poi lo ritraevi. La tua malattia non ti permetteva di morire; neanche di vivere.</p>
<p dir="ltr">Eri come uno spirito che non era riuscito a trapassare o una realtà che non era stata capace di dissolversi in un sogno.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/ipocondria-una-sospensione-ciano/">Ipocondria: una sospensione</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.borderliber.it/ipocondria-una-sospensione-ciano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15937</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Lavoratori poveri: un racconto calabrese</title>
		<link>https://www.borderliber.it/lavoratori-poveri-un-racconto-calabrese/</link>
					<comments>https://www.borderliber.it/lavoratori-poveri-un-racconto-calabrese/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 11:12:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Caritas]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro povero]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=15933</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Lavoratori poveri: un racconto calabrese&#8221; è un racconto di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore modificata con l&#8217;intelligenza artificiale Hai ancora voglia di incazzarti, nonostante il tuo apparato circolatorio non te lo permetta? Sei un lavoratore, uno di quelli che dalla mattina alla sera si spacca la schiena con la pioggia e con il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/lavoratori-poveri-un-racconto-calabrese/">Lavoratori poveri: un racconto calabrese</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Lavoratori poveri: un racconto calabrese&#8221; è un racconto di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore modificata con l&#8217;intelligenza artificiale</strong></p>
<p>Hai ancora voglia di incazzarti, nonostante il tuo apparato circolatorio non te lo permetta? Sei un lavoratore, uno di quelli che dalla mattina alla sera si spacca la schiena con la pioggia e con il solleone. Non esiste per te la stagione senza acciacchi, ma hai la speranza che morirai avendo fatto il tuo dovere. «Tanto, altro non sai fare e per altro non sei nato», diceva sempre tuo padre.</p>
<p>Hai appreso da notizie di stampa che siedi anche tu tra i &#8220;<strong>lavoratori poveri</strong>&#8221; pur avendo un contratto regolare, pur vedendoti versati i contributi per la pensione. <strong>Cacchio, che fregatura!</strong> La tua condizione è frutto di un insano gioco tra le parti &#8211; parti che stanno al di sopra di te e che di te se ne fottono &#8211; per cui sei un burattino sul quale speculare. Pensa, ogni mattina ti svegli stressato e nervoso, questo produce più cortisolo del dovuto, visto che ormai dormi anche male. Se tutto va bene, tra qualche anno ti procurerai un <strong>infarto fulminante</strong>, se sei sfigato ti prenderà un <strong>ictus invalidante</strong>.</p>
<p>Di lavoratori poveri è piena l&#8217;Italia. È colpa di tutti i <strong>Governi</strong>, anche di quelli che saranno eletti in futuro. Questa nuova classe di frustrati è più sviluppata in <strong>Calabria</strong>. Ecco un altro dato che apprendi leggendo stramaledette notizie sui social. Mentre evacui il meglio di te, fermentato durante la notte, apprendi che sono aumentati gli interventi della <strong>Caritas</strong> e che anche i lavoratori normo-stipendiati vi hanno fatto ricorso.</p>
<p>Tu proprio non ti immagini a mangiare pasta lavata, scatolame assortito, oppure a vestirti con roba di scarto uscita da armadi impolverati. Tu lavori; puoi consumare in base ad alcuni indici; puoi spendere qualcosa in più rispetto a chi è disoccupato. Insomma, dovrebbe essere normale. Invece, se ti fai due calcoli &#8211; sempre stando seduto sul cesso &#8211; ti viene da piangere e senti che qualcosa vibra più del dovuto nel petto. Tiri le somme e ti rendi conto che rinunci a troppe cose in favore di poche altre. E perché? Alla fine tutte le mattine vai a fare il tuo dovere, non a rubare.</p>
<p>È un discorso ovvio, elementare. Se ci metti la filosofia di mezzo, quel po&#8217; che sai del pensiero umano, comprendi che non sei neanche un &#8220;<strong>proletario</strong>&#8220;, visto che non hai prole, quindi figli, pertanto <strong>Capitale</strong> umano e affettivo su cui investire. Sei solo uno tra i tanti lavoratori poveri che dovrà tirare la cinghia finché morte non ci separerà dalla Terra. Al massimo potrai sposarti in tarda età e contribuire alla crescita di figli non tuoi.</p>
<p>Alla fine di tutto, ti ricordano pure che nella tua <strong>Calabria</strong> se nasci povero muori povero. In poche parole i dati evidenziano che il &#8220;<strong>riscatto sociale</strong>&#8221; non esiste, perché difficilmente riuscirai a studiare e a salire di livello. Al massimo andrai a morire di fame in un&#8217;altra regione. L&#8217;unica cosa che impari da subito è come ci si procura il pane. Figuriamoci, non è che il titolo di studio cambi qualcosa; <strong>tu conosci poveracci che vanno dalla quinta elementare alla laurea magistrale.</strong> Eppure, questo è normale. Magari con lo studio impari a leggere diversamente il Mondo, ma anche di questa consolazione te ne fai poco. Anzi, potrebbe succedere che ti ammali prima perché capisci troppo cose insieme.</p>
<p><strong>Eccesso di sapere = morte anticipata</strong>. Magnifico! Sii fiero di ciò che ti circonda, sei anche tu uno tra i tanti &#8220;<strong>lavoratori poveri</strong>&#8220;. Santa Ignoranza sussurra alle tue orecchie la possibilità di imbracciare i fucili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/lavoratori-poveri-un-racconto-calabrese/">Lavoratori poveri: un racconto calabrese</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.borderliber.it/lavoratori-poveri-un-racconto-calabrese/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15933</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Portala tu, la bellezza: Stefano Cazzato e &#8220;il triestino da Lecce&#8221;</title>
		<link>https://www.borderliber.it/portala-tu-la-bellezza-cazzato-poesia/</link>
					<comments>https://www.borderliber.it/portala-tu-la-bellezza-cazzato-poesia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 08:57:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cazzato]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Morace]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Trieste]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=15926</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolo di Domenico Maria Morace. In copertina: &#8220;Portala tu, la bellezza&#8221; di Stefano Cazzato, Isolario Edizioni, 2026 Appena dato alle stampe, per Isolario Edizioni, &#8220;Portala tu, la bellezza&#8221; di Stefano Cazzato, docente e scrittore salentino, vincitore lo scorso anno a Bari del Premio Seneca di filosofia contemporanea, è una raccolta poetica articolata, nella sua apparenza [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/portala-tu-la-bellezza-cazzato-poesia/">Portala tu, la bellezza: Stefano Cazzato e &#8220;il triestino da Lecce&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Domenico Maria Morace. In copertina: &#8220;Portala tu, la bellezza&#8221; di Stefano Cazzato, Isolario Edizioni, 2026</strong></p>
<p>Appena dato alle stampe, per Isolario Edizioni, <strong>&#8220;Portala tu, la bellezza&#8221;</strong> di Stefano Cazzato, docente e scrittore salentino, vincitore lo scorso anno a Bari del Premio Seneca di filosofia contemporanea, è una raccolta poetica articolata, nella sua apparenza sintetica e, apparentemente, di lettura quasi “evasiva”.</p>
<p>Il titolo che ho scelto per questa riflessione, poco dopo le prime composizioni, mi rinvia appunto, a <strong>Trieste</strong>, al “flusso di coscienza” che <strong>James Joyce</strong> mette a punto negli anni triestini, anche attraverso i rapporti con Italo Svevo, Sigmund Freud e i suoi allievi.</p>
<p>Flusso di pensieri liberi (in apparenza), senza alcun vincolo sintattico, pur se con alcuni (sottaciuti e consistenti), filtri contenutistici.</p>
<p>Esempio, a mio avviso, molto indicativo, il breve testo in controcopertina: “caffè, sigaretta, leggerezza”; “caffè, sigaretta, giovinezza”; “caffè, sigaretta, bellezza”; “parcheggiare l’anima che è stanca”; “rallegrare l’anima che arranca”.</p>
<p>Passando per “Tuca Tuca”, “Astronavi”, “Trentotto”, e diverse altre.</p>
<p>Messaggi di amara immediatezza; ma ancora caldi di affetto. Che sia rivolto a una musa ispiratrice, a un nido familiare, a un’altra epoca, o addirittura un’altra vita.</p>
<p>E, sempre, ancora, Trieste: “un cantuccio in cui solo/siedo; e mi pare che dove esso termina/termini la città.”<br />
“La mia città (adottiva per l’autore) che in ogni parte è viva/ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita/pensosa e schiva”.</p>
<p>A “Trentotto”, aggancerei, in appendice, questi versi: “Io risposi, prima per celia, poi perché il dolore è eterno/ha una voce e non varia” &#8230; “sentivo querelarsi ogni altro male/ogni altra vita”.</p>
<p>Alla “Barista”, potrei agganciare, un altro passo: “Qui tra la gente che viene che va/ dall’osteria alla casa, o al lupanare/dove son merci ed uomini il detrito/di un gran porto di mare/io ritrovo, passando, l’Infinito nella Umiltà.”</p>
<p>Mi piace di chiudere, con gli ultimi versi di “Aperol”: “cercavo il Rosso Antico, dice a mia madre/era il migliore dicono/ma non lo fanno più, sai!”. Di mio controbatterei: “ma il Carpano, Rosso Gobettiano, lo fanno ancora&#8230;per pochi…o per poco?”.</p>
<p>Ps: se qualcuno cercasse di trovare i frammenti riportati, di area triestina, stavo parlando del “Secondo Canzoniere”, Novecentesco. Vedete voi se più petrarchesco o neo-leopardiano.</p>
<p>Un vecchio dai tratti teneri e gli occhi vivi, nel ritratto di <strong>Carlo Levi</strong>. Trieste, 9 Marzo 1883- Gorizia, 25 Agosto 1957. Personalità profonda, originale, lunare. Oggi, credo, quasi condannato all’oblio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/portala-tu-la-bellezza-cazzato-poesia/">Portala tu, la bellezza: Stefano Cazzato e &#8220;il triestino da Lecce&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.borderliber.it/portala-tu-la-bellezza-cazzato-poesia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15926</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Poseidone: ricordi senza colpa</title>
		<link>https://www.borderliber.it/poseidone-cronaca-ricordi/</link>
					<comments>https://www.borderliber.it/poseidone-cronaca-ricordi/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 14:28:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Narrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Dei]]></category>
		<category><![CDATA[Hybris]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Mare]]></category>
		<category><![CDATA[Poseidone]]></category>
		<category><![CDATA[storia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=15920</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Poseidone: ricordi senza colpa&#8221; è un racconto di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore modificata con l&#8217;intelligenza artificiale «Scorra a fiumi il petrolio, così come scorre il sangue nelle vene dei buoni e dei cattivi». Mentre lanci una moneta in mare, quello che nel tuo paese ha azzoppato un paio di case e divorato [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/poseidone-cronaca-ricordi/">Poseidone: ricordi senza colpa</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Poseidone: ricordi senza colpa&#8221; è un racconto di Martino Ciano. In copertina una foto dell&#8217;autore modificata con l&#8217;intelligenza artificiale</strong></p>
<p>«Scorra a fiumi il petrolio, così come scorre il sangue nelle vene dei buoni e dei cattivi». Mentre lanci una moneta in mare, quello che nel tuo paese ha azzoppato un paio di case e divorato una strada, immagini ciò che sta al di là dell&#8217;orizzonte. Immenso il mondo, incontenibile il suo movimento, troppi esseri umani lo spolpano. Tutti hanno il diritto di esistere?</p>
<p>Poseidone risale dagli abissi ogni notte. Osserva questa cittadina, la tua, di troppe case tra cui passano strade storte. Ci vorrebbe un maremoto per ristabilire l&#8217;equilibrio naturale, un azzeramento del tempo nel nome di una nuova entropia. «Scorra il petrolio a fiumi», senti risuonare da una televisione lasciata accesa. Il soggiorno è lì, immobile e vuoto, serafico e ieratico.</p>
<p>Dietro il teleschermo c&#8217;è l&#8217;uomo della Casa Bianca, il clown bugiardo che dice di aver messo fine all&#8217;ennesima guerra. «Hanno liberato lo stretto di Hormuz», così sia. Spegni il televisore. È un viaggio al termine della nostra notte. Nel tuo paese, in cui il mare fa baldoria, scorre un fiume di acqua imbrigliata. È stato trasformato in un torrente che scava con furia. Ci sei cresciuto sulle sue sponde e hai visto migrare la sabbia del mare, gli amici e persone che mai conoscerai.</p>
<p>Arriva l&#8217;estate. Lei è abbondante, allegra e spensierata. Si lascia descrivere, criticare e infine rimpiangere. Stai buttando giù parole senza pensare al dopo, come se il mondo fosse a un passo dalla fine. C&#8217;è bisogno di rompere certe convenzioni, come il peccato di tracotanza. Ecco, di tracotanza si sono vestiti quei costruttori che trovarono utile e giusto innalzare palazzi vicino al mare. Si dice anche che in quegli anni di abusivismo qualcuno provò a fermarli. Poi, così non fu.</p>
<p>«Scorra a fiumi il petrolio», la ricchezza è tornata perché una guerra sembra essere terminata. Non c&#8217;è pace senza accordi economici o passaggio di denaro. Ogni élite festeggia a modo suo; tranne noi, la maggior parte della popolazione mondiale. Continuiamo a boccheggiare, felicemente. Siamo criceti instancabili su una ruota.</p>
<p>Le tue sono cronache di paese che si riflettono sul mondo. Calpestando la sabbia davanti ai condomini lambiti dal mare, ti eri fermato e avevi lanciato una moneta in acqua, dando le spalle al resto del mondo, immaginando che tu fossi davanti alla fontana di Trevi. Hai chiesto buoni auspici, piccoli successi, qualche gioia transitoria ma pur sempre gradevole, disgrazie sopportabili.</p>
<p>Non volevi seppellire la ragione. Avresti lasciato tutto nelle mani di Poseidone. Avrebbe deciso lui &#8220;come&#8221; e &#8220;quando&#8221; intervenire sul cemento. Lui non si sarebbe fatto notare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/poseidone-cronaca-ricordi/">Poseidone: ricordi senza colpa</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.borderliber.it/poseidone-cronaca-ricordi/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15920</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Lotteria delle anime: Matteucci in Purgatorio</title>
		<link>https://www.borderliber.it/lotteria-delle-anime-matteucci-in-purgatorio/</link>
					<comments>https://www.borderliber.it/lotteria-delle-anime-matteucci-in-purgatorio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 09:45:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Adelphi]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Purgatorio]]></category>
		<category><![CDATA[Racconto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=15910</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Lotteria delle anime&#8221; di Rosa Matteucci, Adelphi, 2026 Leggere Rosa Matteucci, almeno per me, vuol dire tornare alla letteratura capace di sperimentare, di oltrepassare le mode del momento tanto da farsene beffa. Quando dopo l&#8217;ottimo &#8220;Cartagloria&#8221; mi sono trovato tra le mani questo racconto breve, ho abbandonato tutto e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/lotteria-delle-anime-matteucci-in-purgatorio/">Lotteria delle anime: Matteucci in Purgatorio</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Lotteria delle anime&#8221; di Rosa Matteucci, Adelphi, 2026</strong></p>
<p>Leggere <strong>Rosa Matteucci</strong>, almeno per me, vuol dire tornare alla letteratura capace di sperimentare, di oltrepassare le mode del momento tanto da farsene beffa. Quando dopo l&#8217;ottimo &#8220;<strong>Cartagloria</strong>&#8221; mi sono trovato tra le mani questo racconto breve, ho abbandonato tutto e mi sono concesso un lungo e felice respiro.</p>
<p>Dopo poche pagine, &#8220;<strong>Lotteria delle anime</strong>&#8221; mi è sembrato un po&#8217; come quei trattatelli medievali che illustravano con accuratezza maniacale e scientifica cose estranee e bizzarre, come i mondi ultraterreni. Tant&#8217;è che alla fine ti convincevi che lo scrittore fosse stato davvero da quelle parti o avesse ricevuto istruzioni inconfutabili da chissà quale entità. <strong>Rosa Matteucci</strong> fa lo stesso, unendo tutto nel suo inconfondibile stile, in cui la parola è creatrice di una realtà inequivocabile.</p>
<p>Ciò che rende ancora più appassionante il viaggio tra queste pagine è quell&#8217;ironia che trasforma le assurdità in &#8220;<strong>verosimiglianza</strong>&#8220;. Sentiremo davvero le voci delle anime purganti che supplicano la protagonista di &#8220;<strong>pregare per loro</strong>&#8220;. Ciascun trapassato, imprigionato in questo luogo di dolorosa purificazione, chiederà qualcosa per sé, affinché si compia il passaggio verso il Paradiso.</p>
<p><strong>Matteucci</strong> fa largo uso delle &#8220;fonti&#8221; medievali, dei <strong>Padri della Chiesa</strong>, delle tante isterie storiche. Ciò non fa che rendere attuale questo &#8220;<strong>Purgatorio</strong>&#8221; in cui tutti finiremo, perché nessuno di noi ha vissuto secondo la regola divina. Sarà anche un modo per sorridere di certe credenze, di alcuni aspetti che ancora trovano posto tra i nostri costumi e rintracceremo in alcuni passaggi più di qualche motivo per cui &#8220;<strong>non possiamo non dirci cristiani</strong>&#8220;.</p>
<p>Ma come detto fin dall&#8217;inizio, &#8220;<strong>Lotteria delle anime</strong>&#8221; è prima di ogni cosa &#8220;letteratura&#8221;, di quella capace di mischiare le categorie, di giocare con la tradizione, di farsi spazio tra le contraddizioni. È questo un racconto breve di appena 57 pagine, ma che per stile e intenti supera di gran lunga alcune proposte che lucrano sulle proprie disgrazie, tanto da poter definire buona parte dell&#8217;autofiction una moderna &#8220;<strong>simonia</strong>&#8220;.</p>
<p>Qui, invece, la bella scrittura incontra l&#8217;originalità. Forma e sostanza coincidono, perché non sempre un buon tema viene esposto senza sbavature. Lo stile di Matteucci è noto a chi la segue da anni, ma è anche capace di rinnovarsi. In questo caso è più chiaro, ma sempre irruento, capace di evocare nitide caricature delle nostre paure e delle nostre convinzioni.</p>
<p>Insomma, possiamo dire, senz&#8217;ombra di dubbio, di essere davanti a un&#8217;ennesima &#8220;<strong>commedia</strong>&#8221; ben architettata da questa scrittrice italiana di cui bisognerebbe parlare con maggiore frequenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/lotteria-delle-anime-matteucci-in-purgatorio/">Lotteria delle anime: Matteucci in Purgatorio</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.borderliber.it/lotteria-delle-anime-matteucci-in-purgatorio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15910</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
