<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>BORDER LIBER</title>
	<atom:link href="https://www.borderliber.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.borderliber.it/</link>
	<description>Sguardi al limite</description>
	<lastBuildDate>Sat, 02 May 2026 10:31:38 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">206201238</site>	<item>
		<title>Ultimo giorno</title>
		<link>https://www.borderliber.it/ultimo-giorno-ciano-racconto/</link>
					<comments>https://www.borderliber.it/ultimo-giorno-ciano-racconto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 10:26:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[Racconto]]></category>
		<category><![CDATA[Rilettura]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=15605</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Ultimo giorno&#8221; è un racconto di Martino Ciano  Mentre camminavi lungo le strade del paese, la vista si faceva spazio tra i raggi vermigli del tramonto. Nel mare color lava tu seguivi il rimbalzare dei delfini. Era aprile, eri felice come se fosse il tuo ultimo giorno sulla Terra. Cercavi le parole per dare un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/ultimo-giorno-ciano-racconto/">Ultimo giorno</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Ultimo giorno&#8221; è un racconto di Martino Ciano </strong></p>
<p dir="ltr">Mentre camminavi lungo le strade del paese, la vista si faceva spazio tra i raggi vermigli del tramonto. Nel mare color lava tu seguivi il rimbalzare dei delfini. Era aprile, eri felice come se fosse il tuo ultimo giorno sulla Terra. Cercavi le parole per dare un nome a quel sentire infinito. Ti sembrava d&#8217;essere libero, senza corpo, sospeso in aria anche se avevi i piedi piantati sulle mattonelle zebrate del marciapiede.</p>
<p dir="ltr">Ti elevavi alla ricerca di qualcosa che ti pungesse come una spina, che ti sfreggiasse la pelle come la lama di un coltello. Volevi un brivido, volevi pure sentirti soffocare, volevi mille emozioni insieme come se fosse stato l&#8217;ultimo giorno sulla Terra. Eri diviso tra lo spazio e il tempo, volevi correre e rimpiccioliti, volevi essere pure un corpo immobile incatenato alla noia.</p>
<p dir="ltr">Ricordavi le allucinazioni: il periodo in cui ti eri sottoposto a una terapia che ti faceva sentire umano. In quei momenti eri come un corpo in decomposizione: rilasciavi scaglie di pelle, ti strappavi uno a uno i capelli bianchi, staccavi con i denti le pellicine dalle dita. Intorno a te la vita. Forse era un tuo prodotto?</p>
<p dir="ltr">Ti vedevi come una nuvola di gas attraversata da colori fosforescenti. Ti sdoppiavi: eri tu onnipresente e onnipotente. Creavi mosche e colombe, cani e serpenti. Davi loro nomi e cognomi. Era il tuo ultimo giorno sulla Terra, ti sentivi nel tuo Eden.</p>
<p dir="ltr">Un giorno hai impugnato una pistola. Sei uscito di casa con essa tra le mani e nella mente. L&#8217;avevi nascosta nello zainetto di pelle insieme a una borraccia piena di tè verde. Ti sei incamminato verso la scuola che avevi cominciato a frequentare quarant&#8217;anni prima di quel momento e che avevi terminato trentacinque anni prima di quel momento. Volevi ammazzare qualcuno, solo per lasciare una traccia nei giorni a venire.</p>
<p dir="ltr">Uno, due, tre bambini. Una professoressa, forse. Anche un gatto o un cane randagio. Nessuno doveva capire contro chi tu ce l&#8217;avessi.  Non volevi che criminologi, psicologici e sociologi da salotto comprendessero le tue intenzioni. Volevi rendere loro la vita difficile. Avrebbero dovuto studiare il tuo caso per giorni e giorni, anzi per mesi e mesi, magari per anni.</p>
<p dir="ltr">E sei arrivato davanti al cancello, hai visto le finestre e le loro forme geometriche. Hai sentito la campanella suonare e un boato che conteneva urla di gioia, sedie che stridevano sulle mattonelle, felicità di una ricreazione. Fu in quel momento che ti sei portato la pistola alla tempia destra. Hai sorriso&#8230; doveva essere solo tuo l&#8217;ultimo giorno sulla Terra. Eccoti egoista e generoso in un solo colpo, poi&#8230;</p>
<p dir="ltr">Mentre camminavi lungo le strade del paese, la vista si faceva spazio tra i raggi vermigli del tramonto. Nel mare colore lava tu seguivi il rimbalzare dei delfini. Era aprile e non capivi in quale punto dell&#8217;universo tu fossi. Ogni cosa si decomponeva intorno a te, tutto era vita, la morte di Dio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/ultimo-giorno-ciano-racconto/">Ultimo giorno</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.borderliber.it/ultimo-giorno-ciano-racconto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15605</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La sorellina: semplicemente Raymond Chandler</title>
		<link>https://www.borderliber.it/la-sorellina-chandler-adelphi-recensione/</link>
					<comments>https://www.borderliber.it/la-sorellina-chandler-adelphi-recensione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 06:05:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Adelphi]]></category>
		<category><![CDATA[Chandler]]></category>
		<category><![CDATA[giallo]]></category>
		<category><![CDATA[Noir]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[Usa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=15601</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;La sorellina&#8221; di Raymond Chandler, Adelphi, 2026 Cosa vuoi dire di Raymond Chandler? Cosa vuoi aggiungere ai suoi romanzi? Una colonna della letteratura può aprirti gli occhi e può farti capire quanto sia diversa oggi la situazione. Ma anche questo è un esercizio già svolto da molti. Cosa dire [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/la-sorellina-chandler-adelphi-recensione/">La sorellina: semplicemente Raymond Chandler</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;La sorellina&#8221; di Raymond Chandler, Adelphi, 2026</strong></p>
<p dir="ltr">Cosa vuoi dire di <strong>Raymond Chandler</strong>? Cosa vuoi aggiungere ai suoi romanzi? Una colonna della letteratura può aprirti gli occhi e può farti capire quanto sia diversa oggi la situazione. Ma anche questo è un esercizio già svolto da molti.</p>
<p dir="ltr">Cosa dire quindi di &#8220;<strong>La sorellina</strong>&#8220;? Io potrei farla finita con questa affermazione: è semplicemente Chandler. Ristampato da <strong>Adelphi</strong>, che sta provvedendo a ripubblicare l&#8217;intera produzione dello scrittore statunitense, questo romanzo ci fa vedere quanto il noir e l&#8217;hard boiled non sono generi di serie B, ma lo sono diventati nel tempo per effetto della sovrapproduzione. Tra qualche anno diremo la stessa cosa dell&#8217;autofiction.</p>
<p dir="ltr">Anche tra queste pagine, <strong>Chandler</strong> fa quello che sa fare, ossia porta in scena il suo <strong>Marlowe</strong> e gli fa indossare i suoi soliti panni da essere umano, che lo hanno reso un&#8217;icona. Gli ingredienti sono sempre quelli: ironia nei dialoghi; situazioni grottesche ma verosimili; la vita con tutti i suoi &#8220;perché&#8221; probabili e improbabili. Tutte cose che nel tempo troppi hanno cercato di copiare, di riprodurre, ma senza lo stesso successo. Basti pensare che questo romanzo è del 1949 e, a leggerlo oggi, non stanca e non appare noioso.</p>
<p dir="ltr">&#8220;<strong>La sorellina</strong>&#8221; è un caso di omicidio in cui l&#8217;investigatore privato Marlowe si trova coinvolto. Tutto nasce dall&#8217;apparizione fugace, nel suo ufficio, di una giovanissima che cerca suo fratello. Una che a prima vista diresti che è picchiata di testa, ma che riesce a incuriosire il maldestro Marlowe. Il resto è una traversata in un mondo di intrighi, sospiri, punti interrogativi e personaggi tormentati in una Hollywood ombrosa.</p>
<p dir="ltr">Ma come detto, cosa rende così avvincente questo mix che potremmo trovare in uno dei tanti polizieschi che leggeremmo oggi? Be&#8217;, la risposta è facile facile, l&#8217;originalità che si assapora fin dalla prima pagina. Il fatto che si respiri un&#8217;atmosfera genuina che nasce da un processo interiore dello scrittore. <strong>Chandler</strong> modellò il suo <strong>Marlowe</strong> sulla base dei suoi difetti e delle sue virtù, ma gli riuscì meglio con i vizi. La sua capacità però è sempre stata quella di restare dietro il personaggio.</p>
<p dir="ltr">Attraverso <strong>Marlowe</strong>, <strong>Chandler</strong> non ha dovuto riscattare né sé stesso né una categoria. Non ci sono lotte politiche, sociali o di genere. Il suo Marlowe è un perdente anche quando vince: chiude il caso, ma la sua esistenza è sempre un casino. Usa le sue conoscenze per arrivare all&#8217;assassino, ma non riesce a risolvere sé stesso. Ma la cosa principale è che a Chandler non importa nulla di questo: Marlowe è solo uno spirito inquieto che sgorga dal suo animo e si muove in un mondo corrotto.</p>
<p dir="ltr">Insomma, &#8220;<strong>La sorellina</strong>&#8221; è un altro romanzo di Chandler da cui gli aspiranti scrittori di noir dovrebbero prendere spunto. Per noi lettori è una prova senza genere che, pagina dopo pagina, si fa sempre più piacevole e ci insegna qualcosa in più sulla letteratura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/la-sorellina-chandler-adelphi-recensione/">La sorellina: semplicemente Raymond Chandler</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.borderliber.it/la-sorellina-chandler-adelphi-recensione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15601</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Arthur Schopenhauer: una confessione senza tempo</title>
		<link>https://www.borderliber.it/arthur-schopenhauer-una-confessione-senza-tempo/</link>
					<comments>https://www.borderliber.it/arthur-schopenhauer-una-confessione-senza-tempo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 12:01:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Gioco]]></category>
		<category><![CDATA[lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[Schopenhauer]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=15596</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Arthur Schopenhauer: una confessione senza tempo&#8221; è un articolo di Martino Ciano Ci siamo amati deridendoci, soffiandoci a vicenda il vento della vita nelle narici. La volontà ci ha unito le mani: chissà da quale tempo derivavamo. Il nostro primo e ultimo incontro era stato tra nebulose in formazione, in India, in Macedonia o in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/arthur-schopenhauer-una-confessione-senza-tempo/">Arthur Schopenhauer: una confessione senza tempo</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>&#8220;Arthur Schopenhauer: una confessione senza tempo&#8221; è un articolo di Martino Ciano </strong></p>
<p dir="ltr">Ci siamo amati deridendoci, soffiandoci a vicenda il vento della vita nelle narici. La volontà ci ha unito le mani: chissà da quale tempo derivavamo. Il nostro primo e ultimo incontro era stato tra nebulose in formazione, in India, in Macedonia o in Galilea? Ovunque esso sia stato, noi ci siamo guardati e ci siamo mischiati.</p>
<p dir="ltr">La morte separa le anime. Abbiamo chiuso gli occhi su un&#8217;epoca per riaprirli su un&#8217;altra. E sebbene non ricordassimo l&#8217;origine e ciò che è stato in precedenza, in noi è cresciuta la consapevolezza che non vi è &#8220;fine&#8221;, ma &#8220;passaggio&#8221;. Cadendo di sogno in sogno, esistendo nell&#8217;esistenza necessaria ed eterna, ovunque ci sia il soffio della volontà, tutti esisteremo sempre.</p>
<p dir="ltr">Allora io vedo che persino darsi la morte è spegnere la luce su qualcosa che ci ha deluso, su una vita che tanto abbiamo amato, che abbiamo preso sul serio, che ci ha tradito. Perciò chi si ammazza non ha disprezzato l&#8217;esistenza, ma l&#8217;ha amata troppo e senza remore. Chi si lascia affascinare dalla vita, temendo che dopo di essa non ce ne sia un&#8217;altra terrena, è colui che la custodisce, che ne raccoglie i frutti, che sa come districarsi tra i pericoli e sa farne tesoro. Egli è convinto che &#8220;ce n&#8217;è una soltanto&#8221; e la viva fine in fondo, anche se disgraziata.</p>
<p dir="ltr">È allora la consapevolezza inconscia che, invece, ci sono più esistenze e più mondi visitabili che permette ad alcuni di dire facilmente &#8220;addio&#8221;? E chi sarà così franco, così capace di affermare che questo sia vero? Tutto ciò ribalterebbe idee e pensieri, farebbe a pezzi teologia, morale ed etica. Renderebbe Dio solo un osservatore incapace di governare la sua Creazione. Non ci sarebbero sospiri di Redenzione, ma tutto sarebbe solo un tentativo.</p>
<p>E se la volontà punisse chi fugge anzitempo dalla vita? È una condanna che bisogna scontare, la vita?</p>
<p dir="ltr">Io, <strong>Arthur Schopenhauer</strong>, non riuscirò mai a pronunciare con chiarezza queste cose. Lascerò che qualcuno le estrapoli. Non ho la forza di prendermi questa responsabilità. Non lo faccio per viltà, ma perché neanche io ne sono certo. Mi condannerei, se così non fosse, a ripulire la mia coscienza nei secoli. Ci sarà invece qualche discepolo che, in mio nome, nel tempo futuro, dirà tutto questo e lo proverà. O magari sarò proprio io con un altro nome, con altri abiti, con altre labbra, che pronuncerò queste teorie. Le dirò dimentico della mia precedente esistenza, scrollato d&#8217;ogni mia paura.</p>
<p dir="ltr">E poi verrà il giorno in cui si dirà che &#8220;Dio è morto&#8221; e che dalla sua decomposizione sgorga la vita. E man mano che la vita scomparirà, ecco che anche le scaglie di Dio svaniranno, riportando tutto al &#8220;nulla&#8221; e al &#8220;non-essere&#8221;, quindi alla verità dell&#8217;Esserci.</p>
<p dir="ltr">Io, <strong>Arthur Schopenhauer</strong>, non riuscirò a dire tutto questo con chiarezza, perché la consapevolezza che il mio tempo è breve mi perseguita. Non consegnerò i miei ultimi giorni alla follia, ancora non è giunto il momento di addormentarsi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/arthur-schopenhauer-una-confessione-senza-tempo/">Arthur Schopenhauer: una confessione senza tempo</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.borderliber.it/arthur-schopenhauer-una-confessione-senza-tempo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15596</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il ritorno del Pavone digitale dell&#8217;IA</title>
		<link>https://www.borderliber.it/il-ritorno-del-pavone-digitale-dellia/</link>
					<comments>https://www.borderliber.it/il-ritorno-del-pavone-digitale-dellia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2026 13:06:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Collaborazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Divagazioni]]></category>
		<category><![CDATA[IA]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[modernità]]></category>
		<category><![CDATA[saggio]]></category>
		<category><![CDATA[Sciortino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=15591</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tratto da &#8220;Il ritorno del Pavone digitale dell’IA, ovvero dell’immaginazione protesa&#8221; di Giuseppina Sciortino, Zurumpat edizioni, 2026 L’immaginazione umana, da sempre, si nutre di strumenti: fu così con la stampa, poi con il cinema. Ma oggi, con l’intelligenza artificiale, succede qualcosa di completamente inaudito. Ci troviamo di fronte a un dialogo asimmetrico tra l’essere umano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/il-ritorno-del-pavone-digitale-dellia/">Il ritorno del Pavone digitale dell&#8217;IA</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr"><strong>Tratto da &#8220;Il ritorno del Pavone digitale dell’IA, ovvero dell’immaginazione protesa&#8221; di Giuseppina Sciortino, Zurumpat edizioni, 2026</strong></p>
<p dir="ltr">L’immaginazione umana, da sempre, si nutre di strumenti: fu così con la stampa, poi con il cinema. Ma oggi, con l’intelligenza artificiale, succede qualcosa di completamente inaudito. Ci troviamo di fronte a un dialogo asimmetrico tra l’essere umano e un apparato artificiale e condiviso, un simulacro attivo dell’immaginazione, capace di generare racconti, dipinti, musiche, come se possedesse una propria personalità, intelligenza, immaginazione, tutte qualità, queste, da sempre considerate prerogativa esclusiva dell’uomo. Questo fenomeno affascina, ma al tempo stesso destabilizza. Ci costringe a porci domande radicali: che cosa significa davvero immaginare? Dove finisce la creatività e dove inizia la rielaborazione? È possibile parlare di immaginazione per le macchine?</p>
<p dir="ltr">Se esistesse un’immaginazione delle macchine, essa non sarebbe che un’ombra riflessa della nostra: ciò che accade quando un sistema non umano apprende a combinare parole, immagini, suoni in modo nuovo, attingendo a una memoria che non gli appartiene. Le macchine non hanno esperienze, ma possono mescolare tracce delle nostre, fino a generare qualcosa che ci sorprende. E forse, proprio in quella sorpresa, si annida già una forma embrionale di immaginazione.</p>
<p dir="ltr">Chiaramente, non si tratta di un’immaginazione calda, viscerale, ma di un’immaginazione algoritmica, fatta di schemi, probabilità, somiglianze, che però conserva la capacità di evocare, impressionare, come la mano di un pittore che rappresenta il vento: non ne riproduce la carezza, ma rifrange la luce in modo da suggerirne il passaggio.</p>
<p dir="ltr">Dunque, l’immaginazione simulata è solo apparenza? Sì e no. Sì, se ci si ferma alla superficie: sotto di essa si troveranno numeri, regole, matrici, pesi. Ma se si guarda più a fondo, […] allora si assiste a uno spostamento di prospettiva. La macchina non immagina nel senso umano, eppure può commuovere, piacere e ripugnare, spingere l’umano oltre sé, dal noto all’ignoto, dal reale al possibile. In fondo, anche la mente umana è fatta di sinapsi e impulsi elettrici, materia grezza da cui nasce la Divina Commedia. E allora forse, sì: anche da ingranaggi e algoritmi può nascere qualcosa che non sapevamo di sapere.</p>
<p dir="ltr">Insomma, le macchine non sognano, ma possono simulare sogni. […] Le “immaginazioni” artificiali sono specchi curvi del nostro inconscio collettivo.</p>
<p dir="ltr">A questo punto, potremmo perfino spingerci a immaginare […] una nuova categoria […] non più chiusa nell’individuo, ma estesa, condivisa, codificata, replicabile e che tenda per sua natura a farsi mito, […] mito come archetipo, forma innata dell’inconscio collettivo, struttura originaria della psiche. Chiamiamola allora “immaginazione protesa”.</p>
<p dir="ltr">Se questa funzione mitopoietica si estendesse alle macchine […] allora l’intelligenza artificiale non si limiterebbe a produrre storie, immagini, visioni, ma entrerebbe nel dominio stesso dell’archetipo. In tal modo, […] la macchina […] diverrebbe camera oscura dell’archetipo: non semplice custode di dati, bensì generatrice di figure, pulsioni, visioni una volta relegate al campo del sogno, del mito, della poesia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/il-ritorno-del-pavone-digitale-dellia/">Il ritorno del Pavone digitale dell&#8217;IA</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.borderliber.it/il-ritorno-del-pavone-digitale-dellia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15591</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Terra dell&#8217;inquietudine: Curci tra i dettagli della vita</title>
		<link>https://www.borderliber.it/terra-dellinquietudine-curci-tra-i-dettagli-della-vita/</link>
					<comments>https://www.borderliber.it/terra-dellinquietudine-curci-tra-i-dettagli-della-vita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[martinociano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 15:48:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli di Martino Ciano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[Musicaos editore]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.borderliber.it/?p=15587</guid>

					<description><![CDATA[<p>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Terra dell&#8217;inquietudine&#8221; di Vittorino Curci, Musicaos Editore, 2025 Parlare di Vittorino Curci significa entrare in una dimensione in cui il sentimento individuale perde i suoi confini e si dilata fino a diventare esperienza condivisa. È proprio questa la qualità più riconoscibile di &#8220;Terra dell’inquietudine&#8220;, cioè la capacità di trasformare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/terra-dellinquietudine-curci-tra-i-dettagli-della-vita/">Terra dell&#8217;inquietudine: Curci tra i dettagli della vita</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo di Martino Ciano. In copertina: &#8220;Terra dell&#8217;inquietudine&#8221; di Vittorino Curci, Musicaos Editore, 2025</strong></p>
<p>Parlare di <strong>Vittorino Curci</strong> significa entrare in una dimensione in cui il sentimento individuale perde i suoi confini e si dilata fino a diventare esperienza condivisa. È proprio questa la qualità più riconoscibile di &#8220;<strong>Terra dell’inquietudine</strong>&#8220;, cioè la capacità di trasformare l’intimo in qualcosa che appartiene a tutti, come se ogni verso fosse il riflesso di un archetipo che ci precede e ci attraversa.</p>
<p>La raccolta si muove dentro uno spazio irrequieto, quasi refrattario alla stasi. Non c’è mai stasi definitiva, ma un continuo slittamento dello sguardo, una tensione che spinge la parola poetica a interrogare anche ciò che è opaco, disturbante, persino scomodo. Curci non cerca consolazioni: la sua poesia osserva, scava, e si lascia contaminare da una curiosità necessaria, anche quando ciò comporta avvicinarsi a ciò che non è rassicurante.</p>
<p>In questo senso, &#8220;<strong>Terra dell’inquietudine</strong>&#8221; si configura come il luogo di un tempo che resta, quasi un residuo sospeso, e di una geografia marginale che richiama un’essenzialità primitiva.</p>
<p>Il paesaggio evocato è quello di una periferia urbana spoglia, dove si tenta di raggiungere il nucleo vivo delle cose, al di là di ogni costruzione sociale. Qui sopravvive soltanto una storia fragile, esposta al rischio dell’oblio, mentre le figure umane emergono come segni, presenze allusive più che identità compiute.</p>
<p>In un contesto in cui il linguaggio sembra consumarsi fino a perdere vitalità, la poesia diventa atto di resistenza, non solo estetica ma anche etica e civile. Il distacco dalla tradizione non è rottura sterile, bensì slancio: il verso si libera da ogni costrizione, si frantuma in tagli improvvisi, aperture ritmiche che sperimentano nuove possibilità sonore e metriche. È una scrittura senza limiti, come la vita.</p>
<p>Il risultato è una poesia viva, inquieta, che non concede appigli ma invita a restare dentro la tensione. E forse è proprio lì, in quella instabilità fertile, che Curci riesce a toccare qualcosa di profondamente universale.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.borderliber.it/terra-dellinquietudine-curci-tra-i-dettagli-della-vita/">Terra dell&#8217;inquietudine: Curci tra i dettagli della vita</a> proviene da <a href="https://www.borderliber.it">BORDER LIBER</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.borderliber.it/terra-dellinquietudine-curci-tra-i-dettagli-della-vita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">15587</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
